Archivio mensile:luglio 2011

First Taste – Final Report – ENGLISH VERSION

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I had promised myself to write as soon as possible and not to let too many days go by because then I would have to face more “backlog”, but in the end I’m back after more than a week. And a lot of things have happened.

A feeling that I was still brooding over was the Defectiveness: as if every single feeling or thought were profoundly wrong, always. If I thought one thing, it’d  have been more appropriate that I didn’t. I shouldn’t hate her; I shouldn’t hold a grudge, I shouldn’t cry; I shouldn’t despair; I shouldn’t hurt myself; I shouldn’t oppose; I shouldn’t be obsessed by it; I shouldn’t be turned on; I shouldn’t submit myself ; I shouldn’t have fun.
My superego prevented me to be able to overcome the impasse, and he was on the other side telling me that I couldn’t go on like that, that I had to react.
In my head constantly coexisted something that shouldn’t be there for my well-being and something that shouldn’t be there for the idea I had of myself. These two groups always included irreconcilable opposites.

The wave of security due to the party where I met her and where I shone just enough to let her know that opening her legs wouldn’t be even worth a thought by him during the day, allowed me to push myself towards experiments designed to overcome my pain.
Because she wasn’t playing on my area (due to lack of character, or because there wasn’t a right way), I started playing on her area, fusing together what was being a Cuckquean with the BDSM. It was an alternative path, where I could put in the BDSM Roleplay details of  Cuckqueaning. On a purely associative level, this thing would make sense, because putting the reality of my Cuckqueaning in the BDSM game would make that reality a game itself during the session. And a game is by definition something that under the right rules can’t harm me.
Anyway I started to experiment with different positions, helped by curiosity, by the desire for revenge, by the challenge of something new and by his involvement that finally could see me ‘in action’ too.

The problem? The problem arose when for the nth time she had a tantrum and we decided to close things. Close in the sense of eliminate her, elide her, delete her, exclude her, disintegrate her, exile her, abandon her and a hundred other particularly colourful adjectives.
The curious thing is that she herself, the same night of our decision, even before we could prepare a speech for dismissing her, sent him a message saying that her boyfriend had found out everything about them and that therefore they couldn’t see each other anymore.
Do I believe her? Absolutely not. The next day they even left for a vacation. He must have taken it quite sportingly, right.

So now it happens that everything with her has come to an end (she might want to try new approaches, but frankly, neither of us is willing), we are at more than half of the summer and our pressing commitments have begun to be felt.
And there’s no time to treat such a relationship. We cannot do it with girls who stick like mussels because they are in love. It’s not the right time for that kind of game, and maybe I’m not even ready for that level.
In light of the experience we had in such a short time, we have reopened the discussion “How should she be”

The first characteristic is: self-sufficient; we can’t keep up with her and comfort her every day when she is in crisis, reassure her when she doubts, cuddle her when she wants attentions etc.
He spoke of the fact that the ideal would be taking a girl that I trust, because I could refine that game which in a different context it’d become reality for me, as it would be reality for her. If she does it for fun and with conscience and respect for my position, then we can all move for the ‘good’ policy. I still think it is quite an impossible opportunity, since there is no one I trust so much to put in her hands a part so delicate and vulnerable of myself.
Alternative: girls / women who are already involved in a relationship AND who aren’t looking for a serious love story. A girl who doesn’t want a substitute for her flabby boyfriend just because she doesn’t want to be alone. For this there would be specialized sites but we will see in due course.

This  month and a half has shocked both of us, and many of my exaggerated and schizophrenic reactions hadn’t been foreseen. There is the need to re-engage the gear, tidying the mess made by the hurricane and learn how to put the shutters in order to create a controlled current rather than a typhoon.
Finally, after more than a month I come to pick up some of my beats: to study, learn, play, watch movies, read, paint, eat and sleep (!) and many other healthy things.
I don’t want to stop everything, of course.
What I learned in this period was a lot, and a part of me is shocked by the sudden interruption of the flow of acid which invested me every day. Almost as if they brought me back in my home after having thrown me for a month in a battlefield. There is the initial reaction of “What the hell am I doing? I should be somewhere else,” but slowly even this will straighten out.

Accepting the possibility of being a Cuckquean was certainly the greatest revolution of 2011, and I won’t quit.
Stubbornness or enlightenment we will see.

Stazione “Umiliazione”

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Continuo a fare cose di cui mi stupisco.
Mi sono detta di non essere in una posizione di sottomissione, di non cercare umiliazione e di non trarne giovamento. Nonostante tutto, guardo le mie esperienze e mi rendo conto che è come se cercassi volontariamente di inserirmi in situazioni fuori dallo schema previsto per mettermi alla prova. Per vedere se ce la faccio. Se riesco a respirare con i polmoni in acqua.
Beh, ce la faccio.

La cara ragazza in questi giorni è stata capricciosa come poche volte, e ha cambiato idea una decina di volte sul vedere il mio fidanzato prima o dopo le sue vacanze. Ero irritata perchè non sopportavo che lei potesse dettare legge sugli eventi, che potesse decidere quando era meglio o peggio farli; che potesse osare spingerlo a scegliere una via piuttosto che l’altra; che potesse pensare di influenzarlo in qualche modo, come se io non esistessi. Probabilmente è così, per la maggior parte del tempo lei si convince che io non esisto. Deve essere uno dei suoi modi per salvarsi dal senso di colpa.
Potrebbe farsi crescere delle corna (da diavolo intendo) e darsi un pò da fare per rendere più interessante la situazione, ma è chiedere decisamente troppo.

Ieri sera eravamo al compleanno del nostro caro amico (uno dei post iniziali per chiarimenti) e c’era ovviamente anche lei, più il corteo di amichette.
Io e Lui eravamo vestiti benissimo. Avevo speso più di 2 ore per prepararmi ma lui in 20 minuti è riuscito a splendere più di quanto sarei mai riuscita io. Era semplicemente affascinante, e io ho fatto del mio meglio per essere all’altezza.
Arrivati alla porta di casa ero nervosissima all’idea di vederla, di parlarle, di dare ai miei ricordi una sfumatura più reale.
Apre la porta, indossa un mini vestito a tubino che le fa esplodere le forme da tutte le parti. Ho seriamente pensato che avrebbe potuto avere problemi respiratori con un vestito così stretto, ma la sua intenzione era quella di farsi almeno notare in quel frangente.
Scambiamo due frasi di circostanza e lei fa in fretta ad ignorarmi. Torna dalle sue amiche e io ottengo di essere messa volutamente da parte. So che lo fa per timore e disagio, ma una parte di me pensava che potesse anche essere intenzionale.

Quando il nostro amico fa gli onori di casa e ci mostra l’appartamento, arrivo a vedere la camera dove i miei incubi hanno avuto luogo.  Ho avuto una morsa al petto e ho sentito chiaramente la pressione scendere sotto le scarpe. Mi sono sforzata di concentrarmi su cose inutili, ma continuavo a notare dettagli di cui avevo sentito parlare o che avevo visto nelle foto. Quello è lo specchio da cui si faceva le foto nuda, quella è la doccia dove si masturba pensandolo, quello è il LETTO dove si sono strofinati. Mi sentivo minuscola in quella camera e mi stavo sentendo davvero male. Noto i numerosi vestiti lasciati ancora fuori e mi immagino l’indecisione di lei nello scegliere l’abito per la serata.
Finalmente ritorniamo in salotto con tutti gli altri.

Arriva il momento di cenare: Lui è dolcissimo accanto a me e non si fa sfuggire mezza occasione per baciarmi, accarezzarmi, abbracciarmi, vantarsi di me con le altre e guardarmi con il tipico sguardo del “Mi incanti ancora dopo 5 anni, visto?”. Io chiacchiero con tutti e cerco di scrollarmi di dosso l’ansia. Lui insiste per farmi recitare il monologo di Amleto in inglese, e seppure con qualche reticenza lo faccio. Noto gli sguardi continui di lei a lui, quelli a volte infastiditi e a volte curiosi di lei a me. Finisco la mia recitazione e battono tutti le mani, io sono ancora imbarazzata per l’improvvisa “esibizione”.
Passa ancora del tempo e iniziamo tutti a sentirci più a nostro agio, riusciamo a parlare seriamente degli studi e siamo molto più amichevoli. Tutti tranne Lei che invece non parla con nessuno e ad ogni scusa sparisce da qualche parte.

A fine serata rimaniamo in 5 e lei ancora ci evita come se ce l’avesse con noi.
Ci mettiamo tutti sul divano, lei è accanto a me e lui è dalla SUA parte, eppure non si parlano. Lei dopo poco decide di andare a letto con la scusa che doveva svegliarsi presto (ma se lo aveva pregato per messaggio di restare per la notte!) e fa la scena più patetica della serata: ci saluta tutti con baci e abbracci e poi si volta verso di lui e…gli fa un cenno con la mano.

Ora, se voleva davvero fare l’innocente e non farmi sospettare niente, ha davvero fallito alla grande. Come potevo non pensare in ogni caso che ci fosse qualcosa sotto?!
Lui la prende in giro e si alza per salutarla, lei gli sfiora le guance ma sembra terrorizzata, io ho uno sguardo inquisitorio non da niente.
Dopo che lei se n’è andata il tempo di qualche convenevole e anche noi ci ritiriamo.

Risultato della serata dal punto di vista cuckqueaning: delusione. Delusione perchè mi ero preparata ad una battaglia che non è avvenuta. Preferirei pensare che lei è così subdola da non doversi nemmeno impegnare a dimostrare qualcosa a me o a stuzzicare lui in queste occasioni perchè tanto non appena io sono andata lei può fare quello che vuole; invece semplicemente era così a disagio che non ha fiatato e si è mimetizzata con la mobilia.
Come faccio a sentirmi superiore ad un mobile? Andiamo, è da idioti, e risulto io la pazza.
Speravo in qualche gesto, frase o atteggiamento che non è avvenuto. Mi sono ritrovata a sperare che lei tentasse di umiliarmi. Qualsiasi cosa meglio di quel silenzio da fifoni.
Al posto suo? Al posto suo avrei fatto in modo che io volessi scappare da quella casa e che non riuscissi più a trovare dove avevo parcheggiato la macchina per gli occhi troppo pieni di lacrime. Sarei stata COSI’ cattiva con me al posto suo.

Qualche idea?
– Poteva fare lei gli onori di casa, e farmi vedere nel dettaglio la sua camera dove hanno quasi scopato, in particolare.
– Poteva farsi sfuggire numerosi dettagli delle volte in cui lui è rimasto da lei tutta la notte. Canzoni, discorsi, aneddoti, qualsiasi cosa sarebbe andata bene.
– Poteva approfittare del fatto che lui per i primi 20 minuti era andato in cucina e non aveva ancora avuto modo di fare l’affettuoso con me per raggiungerlo e attaccare bottone.
– Poteva non indossare le mutandine, e dopo averlo raggiunto in cucina, farglielo capire per bene.
– Poteva toccarsi e poi venire a complimentarsi per la mia collana (un regalo di lui) toccandola con le dita bagnate e costringendomi a sentirne l’odore.
– Poteva mandargli qualche foto mentre eravamo a cena. Lui avrebbe ricevuto le foto ma non avrebbe potuto farmi vedere niente (come di solito facciamo), così io avrei saputo di certo che gliele aveva mandate lei e sarei andata in paranoia per il fatto dell’essere stata esclusa.
– Poteva trovare delle scuse per stare sola con lui. Quando lui è andato in bagno, ad esempio, avrebbe potuto raggiungerlo e tutti alla festa avrebbero fatto “innocenti” battute sul fatto che erano spariti entrambi. Sarei stata l’unica a sapere che le dicerie avevano un fondo di verità.
– Poteva offrirsi di masturbarlo così lui sarebbe tornato dal bagno con il cazzo in tiro, e io avrei saputo cos’era successo.
– Poteva chiedergli di aiutarla con i libri che doveva restituirgli, ma erano in camera sua e doveva cercarli…
– Poteva attaccare bottone con me e farmi un discorso sul tradimento, sulle sue (finte) brutte esperienze e su quanto ero fortunata io ad avere un fidanzato così innamorato e fedele.
– Poteva sedersi vicino a lui a tavola e fargli il piedino.
– Poteva fare la sociale e con la scusa di continuare una qualche conversazione con me, seguirci anche quando andavamo sul balcone perchè lui doveva fumare, così da non lasciarci mai da soli.
– Quando sul balcone lui si è punto 2 volte con la pianta che c’era alle sue spalle, alla seconda lei poteva tentare di proteggerlo, poteva pungersi lei o fingere una storta per farsi accudire da lui che avrebbe dovuto occuparsi di lei per il senso di colpa.
– Sul divano poteva mettersi con le ginocchia alte verso di lui, così da mostrargli che non aveva la biancheria intima. O poteva farlo per mostrargliela. Poteva farlo persino mettendosi più vicina a me ma dandomi le spalle per poter parlare con lui.
– Poteva chiedergli un massaggio ai piedi e poi sorniona verso di me “Tanto non ti dà fastidio, vero?”
– Poteva mandargli sms lungo tutta la serata.
– Poteva parlare con lui di aneddoti cui io non ero stata presente, per escludermi.
– Quando doveva salutarlo, invece che far alzare lui poteva chinarsi lei su di lui.
– Poteva mettere un pò di musica, e con molta naturalezza iniziare a ballare fissandolo.
– Poteva fingere di aver ricevuto un messaggio che l’aveva turbata molto, e poteva chiedergli di parlare in privato. Con una faccia sufficientemente convincente nessuno avrebbe pensato male, perchè se era successo qualcosa di grave era possibile che lui conoscesse già le circostanze e che quindi lei si fidasse a confidarsi con lui.
– Poteva andare a portare giù il cane e chiedergli di accompagnarla, visto che era l’uomo più forte presente. “Così mi sento più sicura”.
– Poteva rincarare la dose ogni volta che lo tirava da qualche parte dicendomi “Te lo rubo per un attimo”, “Te lo prendo in prestito”.
– Ancora sull’idea del togliersi le mutandine, poteva raggiungerlo e mettergliele in mano di nascosto. Lui avrebbe dovuto trovare il modo di sbarazzarsene o di nasconderle, e io le avrei allora scoperte dopo e sarei andata in paranoia.
– Spostando la conversazione generale sul sesso (cosa per niente difficile) poteva vantarsi del fatto che lei era particolarmente stretta o che poteva controllare benissimo i muscoli, o che sapeva muoversi benissimo. Qualsiasi cosa.
– Poteva chiedermi di andare con lei in cucina per aiutarla e poi mollarmi lì a fare i servizi.
– Sparecchiando, poteva chinarsi verso lui in modo da mostrare la scollatura.
– Poteva mettersi davanti a me e poi, dandomi le spalle, chinarsi in avanti verso di lui.

Concentrandomi potrei trovare altre cose, milioni di altre cose. Poteva farmi vivere la peggiore serata della mia vita, e invece me ne sono stata come una bambola di porcellana: perfetta, intoccata.

Lui oggi mi dice che ha intenzione con lei di spostare il discorso su una dominazione molto più psicologica, e vuole che io mi avvicini un pò a lei in modo da “usare” me per rincarare alcune frecciate. Ancora non so bene cos’abbia in mente ma l’idea mi piace.
Ultimamente le idee mi piacciono tutte. Per qualche strana ragione, quando lui mi parla di quello che vuole fare avverto un leggero bruciore nello stomaco diverso da quello del panico o della gelosia. E’ come se riscaldasse più di bruciare.

E’ quella sensazione del “ancora…” di cui parlavo.
In questi giorni ho anche giocato a mettermi in una posizione molto più sottomessa del solito. Abbiamo fatto una sessione bdsm che lui ha improvvisato dal nulla, non ho avuto nemmeno il tempo di prepararmi ed è stato tutto estremamente coinvolgente.

Gli mando foto che tecnicamente dovrebbe mandargli lei, ma io lo faccio per una sorta di piccola presa di territorio, come a voler dimostrare che anche su queste piccole cose so fare molto meglio di lei.
Infine, parlare in generale del cuckqueaning sta prendendo un tono strano. Oltre alla solita nostra metacomunicazione, ogni tanto si inserisce questo tono diverso dal solito che mi fa sottolineare alcune sfumature umilianti, che mi chiede di scrivere sul blog tutte le cose che lei avrebbe potuto fare per mettersi in mostra, che mi dice che devo avvicinarmi a lei quasi a volerle essere amica. Diventa a volte una metametacomunicazione, ma lui assume una voce diversa persino da quella che gli sento fare con lei. Una voce cui fondamentalmente non mi sento di dire di “no” perchè fa sembrare tutto eccitante. “Eccitante” nel senso di “Intrigante” (vedere il post 1).

Lei è una merda, questo è già assodato. Ma con lei usata come arma per stuzzicare, io e lui stiamo scoprendo dei giochi a due che ci legano ancora di più.

Humiliation Station – ENGLISH VERSION

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I keep on doing things that surprise me.
I told myself I wasn’t in a sub-position, that I wasn’t searching for humiliation and I didn’t like it. Despite everything, I look at my experiences and I realize that it’s as if I’m looking for situations outside the provided framework just to test me. To see if I can. If I can still breathe with my lungs underwater.
Well, I can.

Lately our dear girl has been capricious like a child, and she changed her mind a dozen times about seeing my boyfriend before or after her vacation. I was irritated because I couldn’t bear to see her dictating us, deciding when doing it was better or worse; that she could dare to push him to choose one way rather than another; that she believed she could influence him in some way, as if I didn’t exist. Probably that’s how it is: for most of the time she is convinced that I don’t exist. It must be one of her ways to escape from her guilt.
She could grow a pair of horns (devil’s horns I mean*) and play the field to spice up the situation, but maybe I’m asking for too much.

Last night we were at the birthday of our dear friend (see one of the initial posts for clarifications) and she was there too of course, plus the parade of girl friends.
He and I were very well dressed. I had spent more than two hours to get ready, but he in 20 minutes was able to shine more than I would have ever been able to. He was just charming, and I did my best to match up.
At the door I was very nervous to the idea of finally seeing her, talking to her, giving my memories a realer shade.
She opens the door, wearing a mini sheath dress that blows up her forms from all sides. I seriously thought that she might have breathing problems with a dress that tight, but her intention was to show off at least at that juncture.
We exchange two sentences of circumstance and she’s very quick to ignore me. She goes back to her friends and I get to be deliberately put aside. I know that she does it for fear and discomfort, but a part of me thinks that it can also be intentional.

When our friend does the honors and shows us the apartment, I finally see the room where my nightmares have taken place. I had a weight on the chest and clearly heard the pressure drop below my shoes. I forced myself to concentrate on useless things, but I kept noticing details that I had heard or seen in the photos. That is the mirror she used to take her nude photos, that‘s where she masturbates in the shower thinking of him, that‘s the BED where they rubbed on each other. I felt tiny in that room and I was feeling really bad. I noticed the many clothes left out and I guessed her indecision in choosing the dress for the evening.
Finally we go back in the living room with everyone else.

Dinner time: he is very sweet next to me and doesn’t miss half of a chance to kiss me, caress me, hug me, boast about me and look at me with the typical look of the “you charm me even after 5 years, you see?”  I chat with everyone and try to shake off the anxiety. He insists with me to make me recite Hamlet’s soliloquy in English, and though with some reluctance I do it. I notice her eyes always on him, and when hers meet mine they’re sometimes annoyed  and sometimes curious. I finish my acting and they’re all  clapping their hands, I’m still embarrassed by the sudden “performance”.
More time passes and we all begin to feel more comfortable, we can speak seriously about our studies and we are much more friendly. Everyone but her, who doesn’t talk to anyone and with every kind of excuse disappears somewhere.

At the end of the evening 5 of us remain and she still avoids us as if she held a grudge against us.
We sit on the sofa, she is beside me and he is on HER side, but they don’t talk to each other. She decides to go to sleep shortly after with the excuse that she had to wake up early (but she was just begging him through sms to stay for the night a couple of hours ago!) and she does the most pathetic scene of the evening: she greets everyone with kisses and hugs and then turns to him and…. gives him a wave of her hand.

Now, if she really wanted to act like the innocent one and not making me suspect anything, she has really failed. How could I not think there was something suspicious?!
He teases her and gets up to say goodnight, she touches his cheeks with hers but she looks terrified, I have an inquisitorial gaze that was telling a great deal.
After she’s gone, just the time for some befitting and we also go back home.

Result of the evening from the cuckqueaning point of view: disappointment. Disappointed because I was prepared for a battle that didn’t happen. I would rather believe that she is so subtle as to not even having to commit to prove something to me or tease him on these occasions because when I’m gone she can do whatever she wants; but instead she was just so uncomfortable that she didn’t say a word and had to camouflage herself with the furniture.
How can I feel superior to a piece of furniture? C’mon, it’s idiotic, and I’d look like a fool.
I was hoping for some gesture, phrase or attitude that didn’t happen. I found myself hoping that she would try to humiliate me. Anything better than that cowardly silence.
In her place? In her place I would have made sure that I’d wanted to get away from that house and that I could no longer find where I parked the car through my veil of tears. I would have been so mean to me in her place.

Any idea?
– She had the chance to do the honors, and show me in detail her bedroom where he almost fucked her.
– She had the chance to let slip many details of the times he stayed with her all night. Songs, speeches, anecdotes, anything would have worked.
– She had the chance to take advantage of the fact that for the first 20 minutes he had gone into the kitchen and had not yet had the opportunity to be affectionate with me, so she could have reached him and talked to him.
– She had the chance not to wear panties, and after having reached him in the kitchen, making him notice it.
– She had the chance to touch herself and then come to compliment my necklace (a gift from him) by touching it with wet fingers and forcing me to smell it.
– She had the chance to send him some pictures while we were at dinner. He would have received the pictures but wouldn’t have been able to show me anything right then (as he usually does), so I would have known for certain that she had sent them to him and I’d have gone paranoid about the fact that I was excluded.
– She had the chance to find excuses to be alone with him. When he went to the bathroom, for example, she could have reached him and everyone at the party would have done “innocent” jokes about the fact that both of them were gone. I would have been the only one who knew that the rumors had some truth.
– She had the chance to offer to masturbate him so he would have returned from the bathroom with a raging hard on, and I would  have known what had happened.
– She had the chance to ask him to help her with the books that she had to give him back, but oops they were in her room and they’d had to look for them…
– She had the chance to strike up a chat with me and make me a speech about betrayal, about her (fake) bad experiences and how lucky I was to have a boyfriend so in love and faithful.
– She had the chance to sit next to him at the table and play footsie with him.
– She had the chance to be the social one and with the excuse to continue with some conversation with me, follow us when we went to the balcony because he was smoking, in order to not leave us alone.
– When on the balcony he pricked himself twice with the plant that was behind him, the second time she could have tried to protect him, she could have pricked herself or pretended a sprain to make him worry for her and take care of her.
– She had the chance on the couch to put her knees high towards him, so as to show that she had no underwear. Or she could have done it to show her panties. She could have done it even closer to me, but putting her back towards me to speak with him.
– She had the chance to ask him a foot massage and then slyly at me “you don’t mind, do you?”
– She had the chance to send text messages to him throughout the evening.
– She had the chance to talk to him about anecdotes in which I had not been present, to exclude me.
– When she had to say goodbye, she had the chance to bend down to be over him.
– She had the chance to put some music, and very naturally begin to dance staring at him.
– She had the chance to pretend to have received a message for which she was very upset, and could have asked him to talk in private. With a sufficiently convincing face no one would have thought bad of her, because if something serious had happened it was possible that he already knew the circumstances and that therefore she trusted to confide in him.
– She had the chance to bring the dog down for a walk and could have asked him to accompany her, as he was the strongest man present. “So I’m safer.”
– Sha had the chance to make matters worse every time she took him for herself by saying “I’ll steal him a moment” or “I’ll borrow him.”
– Again on the idea of taking off her panties, she could have come to him and put them on his hand on the sly. He would have had to find a way to get rid of them or hide them, and I’d have discovered it later, and then I would have gone into paranoia.
– Moving the general conversation on sex (which is not at all difficult) she could have boasted that she was particularly tight, or that she could control her muscles very well, or she could move very well. Whatever.
– She had the chance to ask me to go with her into the kitchen to help her and then leave me there doing the dishes.
– Clearing the table, she could have bent down over him to show her cleavage.
– She had the chance to stand in front of me and then, having her back to me, lean forward toward him.

…..but she didn’t.

Concentrating I could find other things, millions of other things. She could have made me live the worst night of my life, and instead I’ve been like a porcelain doll: perfect, untouched.

He now tells me that he intends to move with the speech on a more psychological domination, and he wants me a little closer to her in order to “use” me to pile it on. Still don’t know what he has in mind but I like the idea.
Lately I like all the ideas. For some strange reason, when he speaks about what he wants to do I feel a slight burning sensation in the stomach, different from panic or jealousy. It’s as if it warms more than burns.

This is the “more …”-feeling I was talking about.
These days I also played the subdued role much more than usual. We did a bdsm session which he improvised from scratch, I didn’t even have the time to prepare myself and it was very exciting.

I send him photos that technically she should send to him, but I do it for a sort of a small pinch of territory, as if to prove that even on these small things I can do much better than her.
Finally, speaking in general about cuckqueaning, it’s taking a strange tone. In addition to our usual metacommunication, occasionally this different kind of tone makes me point out some humiliating nuances, makes me write on the blog all the things she could have done to show off, tells me that I have to get closer to her almost as if we were friends. It becomes a meta-metacommunication sometimes, but He assumes a voice different even from the one he uses with her. A voice to which I basically can’t say “No” because it makes everything seem exciting. “Excited” in the sense of “Intrigued” (see post 1).

She is a piece of shit, this is already established. But with her used as a weapon to spice things up, he and I are discovering those kind of games that bind us even more.

Nell’omertà

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Sarebbe tutto molto più facile se la cosa mi eccitasse. Me lo ripeto milioni di volte al giorno. Ogni volta che lo guardo e mi si chiude la bocca dello stomaco pensando a lui su di lei, io mi ripeto che dovrei semplicemente mettermi una mano nelle mutande e costringermi a venire.
Probabilmente vomiterei subito dopo, ma forse avrei fatto il primo passo per lavare il mio cervello.

Temo di essere logorroica con lui e di non riuscire a parlare d’altro. Del resto questa è ancora una cosa che mi occupa la testa completamente, da quando mi sveglio a quando mi addormento.
Tempo fa questo genere di fantasie mi piacevano: avere sempre qualcosa cui pensare nei momenti morti della giornata era rassicurante, e quasi aspettavo i miei momenti liberi per poterlo fare. Fantasticavo e mi cullavo ascoltando musica o guardando il vuoto o fissando un particolare dettaglio che usavo come trampolino per tuffarmi nella mia mente.
Adesso è come se tutto si fosse invertito, e la mia intera vita si fosse rinchiusa nei momenti morti in cui questa cosa non mi trapana il cervello.

Col passare dei giorni cerco di capire in che modo posso smettere di sentirmi schiacciata in un angolo, soffocata dalla polvere. Realizzo che finchè si tratta di solo sesso, io non vinco da nessuna parte, io sono solo la fidanzata che lui lascia dietro la porta per stare con lei. Se è sesso quello che lei vuole, beh, ottiene esattamente quello, e soddisfatta per questo continua con la sua vita non sentendosi minimamente minacciata dalla mia presenza.
Lei è esattamente nella posizione che di solito io ricoprivo in tutte le altre mie relazioni. Ero quella “arrivata per ultima” e mi rimboccavo le maniche per far sì che fossi l’unica cosa cui il ragazzo X riusciva a pensare. Il mio compito era quello di spodestare chi già c’era (non necessariamente parlando di relazioni già esistenti, difficilmente prendevo ragazzi già impegnati). Lei è lì. E forse per la prima volta mi sento davvero urtata perchè so quali sono le sue intenzioni, perchè non sono nata ieri e ci sono passata prima io.
Non ha reali possibilità, è vero, ma l’idea che OSI comunque mi dà fastidio.

Nelle mie fantasie lui è ad una festa di quelle che sembrano dei balli da debuttanti, e si intrattiene con questa o quella ragazza. Se ce n’è una in particolare, lei è innamorata persa di lui e cerca in ogni modo di farsi desiderare. I balli si susseguono, lui si diverte. Io mi immagino sempre isolata, magari nel giardino adiacente alla sala. Immagino lui che per un attimo nota la mia figura sotto la luna, e improvvisamente non riesce più a vedere nient’altro.
Questo è il genere di “eclissi” che vorrei vedere. Vorrei che chiunque riuscisse a sentire quell’ombra che improvvisamente si allunga, come se lui fosse il riflettore che distoglie lo sguardo.

Con lei desiderosa del suo corpo, qualsiasi cosa lei desideri è nelle sue possibilità ottenerla. Con o senza di me che strepito e scalpito. E’ questo l’impasse.
Sta attaccando qualcosa di abbastanza vicino (il lato fisico) da farmi mettere in allarme, ma di abbastanza lontano da poterlo avere senza che io possa davvero recriminare qualcosa. Se fosse innamorata e smaniasse apertamente un rapporto più profondo, lì sì che potrebbe ricevere tutti i muri in faccia che vorrei. Ma forse nemmeno quelli, perchè per amore del “dobbiamo tenercela quindi non posso dirle qualcosa che la faccia andare via”, lei riceverebbe risposte ambigue ed inconcludenti che le monterebbero la speranza di avere tempo per provarci e dal mio punto di vista esaurirebbero la mia figura in un poster che si può scegliere di non guardare.

L’altro ieri c’è stata una loro chiamata e io ho chiesto di poter ascoltare attraverso un auricolare. Lei aveva una voce così civettuola che avrei voluto gridarle di togliersi quella bella maschera, che tanto la sua troiaggine era chiara a tutto il mondo. Dopo qualche convenevole e qualche sua risposta apertamente arrapata (stai veramente sbavando sul MIO fidanzato?), lui le ordina di iniziare a masturbarsi e poi va a fare una telefonata, così resto io con lei che geme in dolby surround.
Dopo che lui torna la chiamata non dura molto, e io passo del tempo nella mia solita apatia, la barriera perfetta per quando ho delle “sessioni” da sopportare.

Venerdì ci sarebbe una festa, e lei -sfacciata come non mai- ha inizialmente chiesto che io ci fossi, così avrebbe potuto ringraziarmi per l’aiuto con la tesina (vedere i post iniziali) e poi ha confessato che era “curiosa”. Successivamente ha ritrattato perchè si è resa conto che avrebbe dovuto far finta di niente, e dopo aver chiesto che lui restasse a dormire per la notte (si è già dimenticata che dovrei esserci anche io? che cazzo) ha iniziato a chiedergli di vedersi in privato all’inizio della prossima settimana.
Quindi, con tutta probabilità la settimana prossima ci sarà un incontro, e io inizio a fare ginnastica mentale.

Tento di liberarmi nel frattempo dal senso di colpa che mi prende ogni volta che cerco di continuare quelle meravigliose abitudini quotidiane che io e lui avevamo ormai da mesi. Fosse guardare un film, un anime, leggere un libro, studiare una cosa nuova, fare una passeggiata, visitare una chiesa…qualsiasi cosa sia, non appena sento di stare rilassandomi, una parte del mio cervello mi mette all’erta e mi sgrida perchè non dovrei starmene così tanto in panciolle mentre c’è un’intrusa nella mia casa. E’ come avere i ladri e continuare a guardare la tv mentre ti svuotano la cassaforte.
I miei pianti hanno superato la fase Shock, quella della Rabbia, quella dell’Ingiustizia, quella dell’Abbandono, e ora approdano sulla fase Nostaglia, dove rimpiango i bei tempi che non riesco più a toccare ora che c’è questo pezzo di tronco conficcato nel mio fianco.

Come oso essere felice? Se sono tranquilla e posata LEI come fa a notarmi? Come posso spaventarla e farle capire il pericolo se non mi sveglio e ringhio? Come posso farla sentire un verme continuando con la mia vita esattamente come se lei non ci fosse?
Al posto suo avrei centinaia di modi per approfittarmi della mia omertosa condiscendenza.
Che le stia attribuendo più astuzia di quanta lei ne abbia realmente?

The Conspiracy of Silence – ENGLISH VERSION

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This would be so much easier if I were really turned on. I repeat it a million times a day. Every time I look at him and the pit of my stomach closes thinking about him on her, I repeat to myself that I should just push a hand down my pants and force myself to come.
Probably I’d end up vomiting, but maybe that would be the first step to wash my brain.

I am afraid of being chattering with him, and not being able to talk about anything else. Moreover, this is still something that occupies my head completely, from when I wake up to when I fall asleep.
Some time ago I liked this kind of fantasies: having always something to think about in the dead times of the day was reassuring, and I almost waited for my free time to do so. I would fantasize and cradle myself listening to music or staring into space  or a particular detail that I used as a springboard to dive into my mind.
Now it’s as if everything was reversed, and my entire life has locked itself up in dead moments when this thing doesn’t drill my brain.

With the passing of the days I try to understand how I can stop feeling overwhelmed in a corner, choked by dust. I realize that as long as it’s just sex, I don’t win anywhere, I’m just the girlfriend he leaves behind the door in order to be with her. If sex is what she wants, well, she gets exactly that, and satisfied by it she goes on with her life feeling no shame at all.
She is exactly in the position where I used to be in all my other relationships. I was the one “arrived last” and I always had to roll up my sleeves to make sure that I was the only thing the X boy could think of. My task was to oust those who were already there (not  talking about existing relationships necessarily, I hardly took boys already in a love relationship). She’s there. And perhaps for the first time I feel really bumped because I know what her intentions are, because I wasn’t born yesterday and I’ve been there first.
She has no real possibilities, it’s true, but the idea that she DARES still bothers me.

In my fantasies he’s at a party which appear to be like a debutante ball, and talks with this or that girl. If there is one in particular, she’s in love with him and tries in every way to be desired by him. One dance follows another, he’s having fun. I always imagine myself isolated, perhaps in the garden adjacent to the hall. I imagine him noticing my figure under the moonlight for a single moment, and suddenly he can no longer see anything else.
This is the kind of “eclipse” I wish to see. I wish everyone could feel that shadow that suddenly becomes longer, as if he was the spotlight that looks away.

With her craving his body, whatever she wants is in her ability to get. With or without me making noises and scalping. This is the impasse.
She’s attacking something close enough (the physical side) to put me on alert, but far enough away to have it without me complaining about something real. If she was in love and craved a deeper relationship, there she would receive all the walls on the face that I would like. But perhaps not even those, because for the sake of “We must keep her so I can’t say something that could make her go away,” she would receive ambiguous and inconclusive answers that would raise her hope of having time to try, and from my point of view they would reduce my figure to a poster that anyone can choose not to look at.

The day before yesterday there was their call and I asked him to be able to listen through earphones. She had such a flirtatious voice that I wanted to shout to put off that beautiful mask, because her sluttiness was already clear to the world. After a few befitting and some openly horny answers from her (are you really drooling over MY boyfriend?) He orders her to start masturbating and then goes away for another phone call, leaving me with her, groaning in Dolby Surround.
After he returned the call didn’t last long, and I spent the time in my usual apathy,  the perfect barrier for when I have “sessions” to bear.

Friday there will be a party, and she -sassy as ever- initially asked him for me to be there, so she could thank me for helping her with the paper (see initial posts) and then confessed that she was “curious.” She later recanted because she realized that she should pretend nothing happened with him, and after asking him to remain with her the whole night (has she already forgotten that I should be there too? What the fuck) she began to ask him to see each other in private early next week.
So, probably next week there will be a meeting, and I begin to do mental gymnastics.

In the meantime I try to get rid of the guilt that I feel every time I try to keep those wonderful daily routines that he and I had for months. Was it watching a movie, an anime, reading a book, learning a new thing, taking a walk, visiting a church … whatever it is, as soon as I feel relaxed, a part of my brain makes me alert and yells at me because I shouldn’t sit so much at ease while there’s an intruder in my house. It’s like having thieves in the house and continuing watching TV while they empty the safe.
My tears have passed the phase of Shock, Anger, Injustice, Abandonment, and now land on Nostalgia, where I miss the good times that I can’t touch, now that there’s this twig stuck in my rib.

How dare I be happy? If I’m quiet and composed how can she notice me? How can I scare her and make her understand the danger if I don’t wake up and growl? How can I make her feel a worm If I go on with my life exactly as if she wasn’t there?
If I were in her place I would have hundreds of ways to take advantage of my conspiratorial condescension.
Am I giving her more cunning than she really has?

Aquila e Fenice

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Ci sono cose che non sopporto.
Tipo le prese di potere. Tipo lei che si monta la testa. Tipo Lui che non asseconda la mia voglia di farla fuori.
Mi stavo comportando bene, ero educata e paziente, accondiscendente e creativa. Tutto a vantaggio di quella lì. La metà delle cose con cui si è bagnata questa settimana veniva da idee che avevo avuto io e che lui aveva ritenuto valide. Lo stesso esserci di lui è riconducibile alla MIA richiesta. Dovrebbe baciare il pavimento su cui cammino.

Invece ha chiesto notizie sul tipo di sesso che facciamo io e lui e si è messa in posizione “Io ti farò provare quello che lei non ti fa”.
Così non va. Vuole sentirsi speciale. E lui non le ha schiantato un muro in faccia come avrei desiderato. Le ha detto che ha molta strada da fare per essere speciale. Qualcuno può pensare che sia un modo per scoraggiarla, io ritengo invece che sia semplicemente stato un modo per dirle “Impegnati a farlo, perchè ci puoi riuscire se lo vuoi davvero”.

Ci sono stati dei battibecchi dovuti ai miei caotici sbalzi d’umore, al mio terrore nel percepire le sue intenzioni come le più malevole nei miei confronti, alla mia pretesa di capire cosa lei potesse pensare di questa o quella frase solo perchè “sono donna anche io”.

Probabilmente non so niente. Probabilmente non dovrei nemmeno metterci becco. Che io possa leggere cosa lui le vuole scrivere è già molto, ho già potere di veto su questo. Quando mi impunto su una data frase perchè mi ferisce non penso più al fatto che sarebbe la più utile al momento, e Lui sente che io non mi fido di quello che fa. Chiudere la bocca però è qualcosa che non posso fare, sebbene devo ammettere che almeno la metà delle mie rimostranze hanno alla loro base soltanto il bruciore di una ferita appena aperta. Dovrebbero esserci fucili che perforano polmoni non appena chiunque prendesse anche solo in considerazione l’idea di mettermi in una situazione di minaccia. Invece questa volta c’è un “Dovrai impegnarti molto di più”. Non è proprio il colpo più mortale che io abbia mai visto infliggere ai miei “nemici”.

Dicevo l’altro giorno che la mia intolleranza verso le sue (più che comprensibili) mosse d’indipendenza mi sono insopportabili perchè è tutta una vita che donne che amo mi mettono i piedi in testa, e mi è impossibile accettare questo trattamento anche da una sconosciuta. Ho permesso cose che avrebbero richiesto un taglio netto dei rapporti, ho sopportato umiliandomi fin troppi danni, e adesso c’è questa Pinco Pallina saltata fuori dal nulla che gaia come un fiore vuole sentirsi speciale. Sono stata paziente perchè amavo quelle persone, verso di lei invece non provo il minimo affetto. Mi sento in parte ferita perchè vorrei che si fossero alzati eserciti per fermarla. O meglio, avrei voluto che si fosse alzato lui per fermarla, invece disattiviamo gli allarmi in attesa di un “vero” passo falso. Fino ad allora sarò già piena di graffi, e il suo sarà il colpo di grazia. Non mi ucciderà, questo è certo, ma non tollero che si attenda il 100simo attacco perchè gli altri erano ambigui.

Stranamente ieri ho avuto una reazione esagerata persino ascoltando del lui del passato cui ormai sono abituata. So già che nel periodo in cui non ci siamo sentiti lui è stato con molte ragazze, ma ieri sentir parlare di loro mi ha fatto un effetto diverso, come se il loro fantasma facesse parte del “gioco” e io potessi sentir bruciore anche per loro. Gli ho urlato “Salto continuamente da 1 a 100 donne e il mio cervello non ha abbastanza tasselli dell’Indovina Chi per tutte quelle che nomini”, come se fossero tutte ragazze ancora presenti che io dovevo tollerare come tollero lei. Ci son volute ore perchè mi calmassi e riabbracciassi quello che già so, ossia che sono tutto quello di cui ha bisogno. Ha la pazienza di dire le stesse cose centinaia di volte al giorno, gli leggo in faccia la preoccupazione e il dolore ogni volta che piango o perdo la calma o sospiro rassegnata.

Mi guardo allo specchio e mi vedo attraversare i 5 stadi del lutto completamente a caso, a volte tutti e 5 contemporaneamente, a volte uno per secondo, a volte uno per ogni giorno della settimana e gli ultimi due giorni in completa apatia.
Credo di stare migliorando, perchè riesco già a domare gli attacchi di panico e di pianto. Quelli di rabbia sono molto più frequenti ed indomabili, il senso di ingiustizia ogni tanto mi fa dire cose del tipo “non l’ho voluto io, l’avrei fatto diversamente me ne fosse stata data la possibilità”. A volte per un secondo mi lascio andare al senso di abbandono morboso, quel raptus che quando ti stai facendo del male ti spinge ad andare fino in fondo ad occhi chiusi; come incidersi la carne, inarcarsi verso una frustata, oppure immaginare il proprio fidanzato che lo mette dentro alla sua piccola amante e pensare “di più…”. Verso questi eccessi della mia mente provo incredibili sentimenti di vergogna. Come se stessi accettando un fato che dovrei combattere. Ma cosa perdo se accetto e mi convinco a goderne? Quale parte del mio spirito combattivo muore sotto questa apparente remissività? Lei quanto posto guadagna se io le permetto di godere di qualcosa che è solo mio?
Cerco di forzarmi ad abbracciare qualcosa che ho chiesto in prima persona, ma una parte di me continua ad urlare che starei strisciando come un verme se mi concedessi il lusso di lasciar correre. Che le starei porgendo la mia testa su un vassoio pur sapendo che non avrebbe avuto la minima speranza nemmeno di scalfirmi.

Comincio a pensare insistentemente al fatto che dovranno pur vedersi, o rischiamo di mandare a monte tutto. E come sarà dover affrontare di nuovo un loro incontro? Quel silenzio lungo ore, la mia attesa disperata, l’insonnia e gli incubi ad occhi aperti? Avrò armi nuove? Avrò più sicurezza? Dovrò rifugiarmi in invettive confidate ad un alleato per schernire il cane cui ho offerto un piatto succoso destinato a me?
Dovranno scopare. Lui dovrà toccarla, dovrà penetrarla, dovrà accarezzarla, dovrà accogliere i suoi gemiti, dovrà farla godere, dovrà pensare al piacere di lei per entrarle in testa e renderla succube. Dovrà strisciare sotto la sua pelle, avrà le mani impegnate e gli occhi impegnati e io sarò lontana un’intera vita.
Mentre lei avrà le gambe aperte in attesa di lui, io cosa potrò offrirgli? Cosa potrò mai fare per permettergli di non rinnegarmi? Come potrà eccitarsi e soddisfarla pur avendo me in mente? Me chiusa in una casa in un altro universo? Gli sarà più facile pensare solo a quello che dovrà fare? E cosa resterà a me se la sua testa sarà svuotata? Potrò dire che sarà nato un altro Lui funzionale all’atto, ignorante di me? Cosa farà per eccitarsi pur sapendo che io lo sto attendendo chiusa in una gabbia? E dovesse riuscirci anche pensandomi, sarò davvero così piccola ed impotente da permettere al mio fidanzato che dichiara di amare me e solo me di scopare qualcuna pur pensandomi? Davvero sarei un pensiero così piccolo ed inutile da non influenzarlo minimamente?
Cambiamo le carte in tavola: se io fossi partecipe della cosa lui sarebbe come spinto dal mio desiderio, mi penserebbe e sarebbe come se stesse soddisfacendo me soddisfacendo lei. Ma le cose non stanno ancora così. Io davvero non ho nulla tra le mani avendo lei ansimante su un letto. Io sarei semplicemente me, non sarei cambiata in nulla, lui invece sarebbe un uomo che ha condiviso il letto con un’altra. Qual è il passaggio per avere il mio potere riconosciuto?

Com’è che io da verme posso diventare aquila?

Eagle and Phoenix – ENGLISH VERSION

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There are things I can’t stand.
Things like the seizure of power. Like the fact that she’s getting too full of herself. That he doesn’t agree with my will to kill her.
I was doing well, I was polite and patient, accommodating and creative. All this in favour of that girl. Half of the things with which she got wet during this week came from ideas I had and that he approved. The fact that he is with her is thanks to MY request. She should kiss the ground I walk on.

Instead, she asked about the type of sex that we do and she is all like “I will make you do what she doesn’t do.”
It can’t go on like this. She wants to feel special. And he didn’t smash her face against a wall as I wished. He told her that she has a long way to go to be special. Some may think that it’s a way to discourage her, however, I believe it’s just a way to say “Do your best, because you can succeed if you really want to.”

There have been arguments due to my chaotic mood swings, to my fear after perceiving her intentions as the most malevolent towards me, to my claim to understand what she might think of this or that sentence just because “I’m also a woman.”

I probably don’t know anything. I probably shouldn’t even put my nose in it. The fact that I can read what he wants to write to her is already a lot, and I have veto power on this. When I insist on some sentence because it hurts me, I no longer think that those words would be the most useful in that moment, and he feels like I don’t trust him. Closing my mouth, however, is something I can’t do, although I must admit that at least half of my complaints are based upon the pain of an open wound. There should be guns shooting at lungs just when anyone even considers the idea of putting me in a threatening situation. But this time there is a “Do your best.” It’s not exactly the most deadly blow I have ever seen inflicted to my “enemies.”

The other day I was saying that my intolerance towards her (more than understandable) moves for independence are unbearable because it’s my entire life that women whom I love put their feet on my head, and I can’t accept this treatment from a unknown girl. I accepted things that would have required a clear cut of the relationship, I have endured, humiliating myself, far too many damages, and now there’s this Jane Do popped out of nowhere that happy as a flower wants to feel special. I was patient because I loved those people, but I don’t feel the least affection for her. I feel hurt because I wished that armies would have been raised to stop her. Or rather, I wished that HE would have stopped her, but we disable the alarms waiting for a “real” faux pas. By that point I’ll be already full of scratches, and hers will be the coup de grace. It won’t kill me, that’s for sure, but I can’t stand that we have to wait the 100th attack just because the other ones were ambiguous.

Oddly, yesterday I overreacted even listening to the him of the past, someone I’m already used to. I know that during the period we didn’t keep in touch he went with several girls, but yesterday hearing him talking about them had a different effect, as if their ghosts were part of the “game” and I could feel pain because of them. I yelled at him “I jump continuously from 1 to 100 women and my brain doesn’t have enough plugs of Guess Who* [italian table game: Indovina Chi] for all those you name” as if they were all girls that I still had to bear as I was tolerating her. It took hours for me to calm down and embrace what I already know: that is, I’m all that he needs. He has the patience to say the same things hundreds of times a day, I read the concern on his face and the pain every time I cry or I sigh, resigned.

I look in the mirror and see myself passing through the 5 stages of grief at random, sometimes all 5 simultaneously, sometimes one per second, sometimes one for each day of the week and the last two days in complete apathy.
I think I’m improving, because I can already subdue the panic attacks and crying. Those of anger are much more frequent and uncontrollable, the sense of injustice sometimes makes me say things like “I didn’t want it, I would have done differently if I had been given the opportunity.” Sometimes I let myself go for a second to the morbid sense of abandonment, that rapture that when you’re hurting yourself pushes you to go even further with closed eyes. Like notching oneself’s flesh, arching towards a whip, or imagining your boyfriend while he puts his cock inside her little lover and you think “More…” Because of these excesses of my mind I have incredible feelings of shame. Like I’m accepting a fate I should fight. But what will I lose if I convince myself to accept it and enjoy it? What part of my fighting spirit dies under this apparent submissiveness? How much ground does she gain if I give her the freedom to enjoy something that is only mine?
I try to force myself to embrace something that I asked for myself, but part of me is still screaming that I’d be crawling like a worm if I granted myself the luxury of letting it be. That I’d be handing my head on a platter even while knowing that she wouldn’t have the slightest hope of marking me.

I’m beginning to think that they will have to see each other, otherwise we’ll risk to ruin everything. And how will it be to face their meeting again? That silence stretched over hours, my desperate waiting, the insomnia and the wide-awake nightmares? Will I have new weapons? Will I have more self confidence? Will I have to take refuge in invectives trusted to an ally to taunt the dog to which I offered a juicy dish of mine?
They will have to fuck. He will have to touch her, he will go inside her, caress her, welcome her moans, he will have to think about her pleasure in order to get into her head and make her his slave. He will have to crawl under her skin, he will have his hands and his eyes busy and I will be a lifetime away.
While she will have her legs spread waiting for him, what will I be able to offer to him? What will I do to not let him deny me? How can he get off and satisfy her even while having me in his mind? Having me locked in a house in another universe? Will it be easier for him to think only about what he has to do? And what will remain to me if his head will be emptied? Can I say that another him will be born, functional to the act, ignorant of me? What will he do in order to get off knowing that I’m locked in a cage waiting for him? And if he succeeds even thinking about me, will I really be so small and so helpless to let my boyfriend that says he loves me and only me to fuck someone else? Will I be a thought so small and useless not to influence him at all for real?
Let’s change the cards on the table: if I were into it completely, it would be as if he was driven by my desire, and he’d think he would satisfy me by satisfying her. But things aren’t like that yet. I really have nothing in my hands with her panting on a bed. I would be just myself, I wouldn’t have changed in anything, but he’d be a man who has shared a bed with another woman. What is the passage in order to have my power recognized?

How is it that from a worm I can turn into an eagle?