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Comorbidità

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Ok, stavolta ci riprovo seriamente. 

Durante lo scorso anno sono arrivata persino a pianificare 4 post e a iniziare la bozza di uno, mi vantavo con Lui di avere tutto sotto controllo, questo blog tornerà attivo come un tempo, ho così tante cose da dire! Stavo prendendo per il culo tutti, e quella bozza non so nemmeno dove sia finita. L’ho mai scritta? Me la sono solo immaginata? Non avrò mai risposta. 

Detto questo, sono rimasta piacevolmente sorpresa del fatto che continuo a ricevere email da lettori, a conferma del fatto che per qualche miracolo questo blog non è davvero morto, ma soprattutto che il suo contenuto è ancora attuale e d’interesse. Il numero delle cuckquean italiane è ancora esiguo da quel che vedo, ma la differenza rispetto al deserto di 7 anni fa (7 anni, maremma) è abissale. Anche solo sentirmi dire “Ehi, anche io!” è qualcosa in cui non avrei osato sperare all’inizio di questo blog, non per la cultura italiana riguardo all’argomento corna. Sono orgogliosa di voi. 

Due paragrafi, sto esaurendo la mia barra creatività per tergiversare, facciamo che provo a buttarmi in uno dei miei soliti papielli in cui parlo parlo parlo e se ti impegni puoi riassumere un intero articolo in tre frasi. Mi piace rispolverare i vostri ricordi di antologia al liceo così. 

Cercando di andare in ordine: 

Le cose si sono evolute in strani modi dall’ultima volta che ho scritto qui. Lui aveva smesso di sentirsi con Agrippina, e poi come al solito la vita si è messa di mezzo con un miliardo di cose più importanti cui pensare. Non voglio mentire, questo è forse l’unico dettaglio del mio cuckqueaning che ancora faccio fatica a digerire: non sta più a me gestirne gli orari. Da che ho iniziato questo gioco pericoloso da bambina, fino al momento in cui ne ho parlato apertamente con Lui quel fatidico giorno sul treno nel 2011, il cuckqueaning è stato qualcosa di profondamente e visceralmente mio; miei gli orari, miei i ritmi, mie le fantasie, mie le pare mentali, mio il male, mia l’adrenalina, mio tutto. Trovavo qualcosa di cuckqueaning in ogni mia relazione, e quando il cucking sfumava perchè l’altra persona diventava troppo monogama, semplicemente facevo avanti il prossimo. La mia attrazione verso chiunque andava di pari passo con la capacità di quel chiunque di darmi indirettamente del cuckqueaning. Le mie relazioni dipendevano dalla soddisfazione di quell’ossessione.

Quando però il cuckqueaning è diventato ufficialmente parte integrante della mia relazione con Lui, inevitabilmente ho dovuto anche cedere il controllo. Lui decide quando può o non può sollazzarsi con altre, e se poi ci aggiungi i periodi in cui io posso o non posso permettermi di prestare attenzione al cuckqueaning (questo molto più nel passato, quando il cucking si traduceva in settimane di insonnia e attacchi d’ansia), ecco che la risposta sono brevi finestre di tempo in cui entrambi siamo disponibili, intervallati da ben più mesi di nulla. All’interno di quella finestra poi bisogna vedere se si riesce a far incastrare una tipa, che ovviamente ha una vita sua, problemi suoi, e aggiunge quindi una variabile alla già difficile organizzazione. Come se i sentimenti si potessero incastrare così perfettamente. Che poi in realtà non è mai davvero andata così, quando Lui ha occasione mi chiede conferma, io non dico mai di no, e la cosa va finchè può andare. 

Il punto resta che non sono più io a soddisfare i miei bisogni cuck quando mi vengono; devo aspettare che Lui abbia il tempo e le energie per farlo. Anni fa avevo un costante fondo di risentimento per questo, che si aggiungeva perfettamente alla mia incontrollabile e ingiusta ma vagamente comprensibile rabbia per l’interruzione della nostra convivenza quando lui si è trasferito per studi (ed è un contesto che ho raramente preso davvero in considerazione in questo blog, ma ci tengo a parlarne dopo). Erano sensazioni sempre in lotta con la mia razionalità ed empatia, dei groppi amari che ingoiavo e ingoiavo perchè riconoscevo io stessa che sarebbe stato ingiusto cercare di cambiare le cose, ma poi col tempo quella rabbia si è attenuata e finalmente spenta. Quando dico che dover aspettare così tanto tra una sessione cuck e l’altra è una caratteristica che ancora faccio fatica a digerire non significa che mi irriti attivamente; è solo una presa di coscienza del fatto che non si può comprare quel bel vestito perchè questo mese c’è la bolletta della luce da pagare. Non c’è nemmeno davvero amarezza dietro, è solo il naturale stato delle cose, una sorta di nostalgia per l’adolescenza dove le responsabilità erano molte meno e non ci si rendeva conto di quanta libertà ci fosse nell’inseguire ogni capriccio (immensa generalizzazione e idealizzazione, non vogliatemene male). Ciò non vuol dire che nella mia testa la fantasia non sia ben più rosea della realtà, ma il fatto che ci sia in toto una realtà in cui il cuckqueaning è parte integrante del mio giostrarmi tra le “gioie e dolori” della vita adulta è già qualcosa che addolcisce l’anelare, e mi sta bene così. 

Ho diversi punti da toccare in questo papiello-del-ritorno, e probabilmente finirò con lo spezzare il discorso in diversi post perchè altrimenti diventerebbe troppo lungo, ma ecco, c’è quel contesto di cui vorrei parlare in relazione agli anni documentati qui in cui il cuckqueaning ha fatto di tutto per farmi dubitare di averlo mai voluto. Un contesto che poi è ovviamente cambiato col tempo ma che ha comunque continuato a influenzare pesantemente l’andamento del nostro cucking, e persino oggi, con tutto quello che so di dovervi dire, resta una variabile importante del perchè le cose stanno come stanno. Ho fallito nel non prestarci attenzione prima, e suona anche vagamente imbarazzante perchè ero io per prima a suggerire a chiunque mi chiedesse consiglio di analizzare le proprie paure e le proprie insicurezze in relazione a come il cuckqueaning avrebbe cambiato lo status quo. Vuoi iniziare il cuckqueaning perchè ti eccita da morire ma sei nel bel mezzo della tua tesi di laurea? Forse è meglio aspettare, perchè il cuckqueaning probabilmente ti ossessionerà e ruberà una grande quantità di energie e concentrazione. Vuoi iniziare il cuckqueaning ma hai una fobia dell’abbandono grande quanto l’oceano? Forse è meglio analizzare quella fobia prima di buttarsi nel fetish, che dici? E così via all’infinito, perchè la fantasia è facile, è il salto nella realtà il difficile, e la vita ci si metterà sempre di mezzo cambiando le carte in tavola, e devi essere pronto ad affrontare l’inaspettato anche quando fa male. Guarda come predico bene e razzolo male.

All’inizio del cuckqueaning avevo un bagaglio di traumi ed insicurezze che avrei potuto recitare a memoria come quella poesia che ho imparato alle elementari e non ho mai più dimenticato. Sapevo esattamente che bagaglio stavo trascinandovi dentro, d’altronde praticavo irresponsabilmente cuckqueaning da che avevo 7 anni, ero già abituata a come si incastrava perfettamente con la mia personalità, come compensava o combatteva o aiutava tutti quei nodi mentali che accumulavo crescendo. Era un punto focale sin dall’inizio, quella competizione e vittoria che nutriva sia la mia fame di adrenalina che la mia autostima. Mi sentivo figa già solo per il semplice fatto di riuscire a praticare un fetish che avrebbe distrutto tanti altri. Ma allora dov’era il problema, se togliamo la questione dei preconcetti sociali sulla monogamia e l’amore che ho dovuto smontare nella mia testa? Beh, il problema era tutto il resto. 

Ho iniziato con la sicurezza dell’affidare il cucking alla persona che amo e di cui mi fido ciecamente, ignorando il fatto che quella competizione che non si poteva perdere (non c’era assolutamente possibilità alcuna che Lui mi lasciasse), non si poteva di conseguenza nemmeno vincere perchè non c’era davvero nulla su cui competere. Nel bel mezzo della mia lotta contro la gelosia e la pura angoscia dell’inizio di una dinamica che era sempre stata così familiare e naturale per me e improvvisamente appariva come una spaventosa estranea, dovevo anche confrontarmi con un ritorno di autostima che non arrivava mai. Non vincevo, non perdevo, sembrava tutto inutile. “Se li lascio fare tutto quello che vogliono, dove sta la mia vittoria?” scrivevo anni fa, tirandomi i capelli. Bella e inutile domanda. Non c’è vittoria perchè non c’è mai stata gara, e ho impiegato mesi per farci pace. Alla fine l’illuminazione è arrivata per vie traverse, parlando con altre coppie e altre amanti, ascoltando le loro paure e insicurezze e dubbi, rendendomi conto che eravamo tutti sulla stessa barca. L’empatia mi ha portata, su quella metaforica gara di corsa dove il traguardo era la mia vittoria da Cuckquean, a fermarmi e ad aiutare la rivale che era appena inciampata, invece che esultare per il trofeo già quasi tra le mie mani. 

Mi stavo giusto abituando all’idea di dover riconsiderare i miei progetti sulla mia autostima nel cuckqueaning, che era poi arrivata la seconda bomba, e la convivenza si era interrotta per cause di forza maggiore. Atto II, Scena IV, entra in scena il mio terrore dell’abbandono. “Ma non ti eri ritirato e avevi aperto un ristorante vegano in corso Venezia?” chiede Autostima. “Siete in low budget, ero l’unico cretino disposto a fare la comparsa gratis”, risponde Abbandono.

Da qui in poi mi vedrete nel blog sapientemente ignorare quanto la distanza stia influenzando le mie reazioni nel cuckqueaning, persino in quei post dove esplicitamente scrivo la parola “distanza”. Non la stavo davvero intendendo nel senso lato, stavo guardando l’albero invece che la foresta, stavo fissandomi sulla distanza in questa o quella sessione cuckquean, sulla mia gelosia e ansia ogni volta che si faceva un salto in avanti e improvvisamente ero di nuovo catapultata in territorio sconosciuto. Quanti problemi avrei avuto con Piñacolada se io e Lui fossimo stati ancora sotto lo stesso tetto? Quanto rancore e paura verso l’improvvisa distanza ho riversato nel cuckqueaning dove tutti quei timori prendevano forma solida? Quanto parallelo è stato il mio far pace con il cuckqueaning rispetto al mio far pace con la distanza? Domande retoriche. 

Se guardo indietro e mi concentro, posso vedere chiaramente come ogni passo in avanti nel cuckqueaning faccia da specchio a un passo in avanti verso un’altra area della mia vita che condivideva con il cucking parte della stessa stanza emotiva (e di cui tratterò in un altro post). Stesso gioco per i passi indietro, quando sembrava che il cuckqueaning mi stesse facendo male perchè si stava improvvisamente andando su di livello, e invece (o magari semplicemente “anche”) c’era qualcos’altro che stava agitando quella stanza emotiva condivisa. 

In un altro periodo, quello che andava di pari passo con me che scherzosamente mi chiamavo la cuckquean buddha, c’era in contemporanea una discesa nella mia salute fisica che mi ha portata a spogliare la mia quotidianità di qualsiasi cosa che potesse crearmi ansia. Non potevo fisicamente permettermelo, così ho appiattito la mia vita, e allo stesso tempo ho appiattito le mie emozioni più scomode. Sono maturata come cuckquean, oppure ho semplicemente staccato la spina alla mia emotività? Domanda retorica di nuovo, e forse quell’ “oppure” è di nuovo un “anche”. 

Agrippina si sovrappone perfettamente con un periodo tremendamente difficile per me dal punto di vista sia emotivo che fisico, e guarda caso ci sono stata male per due settimane prima di riuscire a calmarmi. 

Ulteriori esperienze successive ad Agrippina sono state organizzate, accolte, e vissute adattandoci a problemi di salute che stavamo avendo entrambi, e che ci hanno portato a dover modificare in maniera permanente molte delle abitudini che davamo per scontate prima.

Parlerò in un altro post di alcune riflessioni riguardo al poli vs cucking, e non posso fare a meno di chiedermi anche lì se tutte le mie maturazioni sull’illusione della competizione e sulla mia capibarizzazione non siano state tirate nel mezzo da ben altre questioni psico-fisiche che ancora una volta sembrano molto convenientemente riflettere un certo stato emotivo. Sembra una favola con tanto di morale “non tutti i mali vengono per nuocere” (cui aggiungerei “nemmeno tutti i beni vengono per giovare”), ma vorrei davvero mettere nero su bianco questa riflessione, perchè mi sono confrontata con tante ma tante coppie e singoli nel corso degli anni, e mi è stato chiesto innumerevoli volte come ho fatto a superare la gelosia, l’insicurezza, la paura, la rabbia, ecc. Ho sempre fatto del mio meglio nell’esprimere le mie opinioni e analizzare la mia storia, ma qui c’è qualcosa che non avevo ancora riconosciuto nonostante fosse stupidamente sotto il mio naso, e non è giusto che io mi prenda del merito che non ho: 

non sono totalmente responsabile della mia crescita come Cuckquean, non più di come posso esserlo per una cicatrice dopo una brutta caduta. Ho forse fatto pensare troppo spesso che basti la forza di volontà da sola per maturare, come se “Voglio diventare adulto” basti a un bambino per trasformarsi. Gli ci vorranno almeno 15 anni, e il tempo non è una variabile che puoi eliminare, tutt’al più comprimere o allungare come un elastico. Diventerà adulto, senza ombra di dubbio, ma prima la vita dovrà investirlo, o quel desiderio resterà vuoto di possibilità. Allo stesso modo la mia maturazione nel mio percorso di cuckqueaning non è solo sulle mie spalle, non è solo sui miei progetti e la mia testardaggine e le mie prese di posizione: mi ha investito la vita in questi 7 anni, così come succederà nei prossimi 7, e via ancora fino a che potrò. Il punto credo sia più riuscire ad adattarsi ai cambiamenti, trovarsi a dover deviare strada senza volerlo ma guadagnarci qualcosa in ogni caso. 

Alle cuckquean e aspiranti tali: come sono arrivata dove sono arrivata? Testardaggine, volontà, paura, incidenti di percorso, incidenti diventati opportunità, puro caso. Non ho il pieno controllo del mio volante e ho imparato ad averci a che fare; sono totalmente certa non ci sia poi tanta differenza tra voi e me. Non posso consigliarvi di avere le mie stesse botte di culo o i miei stessi problemi, ma avete il vostro personale mazzo di carte che a intervalli regolari vi scombina i giochi, e citando un mio professore al liceo: “Vendete cara la pelle.” 

A chi mangia sempre polli vien voglia di polenta. (?) 


Coming soon: 

indicizzazioni mancate

poli vs cucking 

se sento un altro “cuck” usato come insulto parteciperò alla mia prima rissa. 

Peep show

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Oh. Mio. Dio.
E’ un po’ di mesi che non ci sentiamo, eh? Buon 2017 e congratulazioni a me per essermi fatta viva prima di Pasqua! Sto migliorando, forse.
Questo grande vuoto esistenziale è stato forse imperdonabile ma perfettamente giustificabile nei miei canoni, considerando il fatto che proprio in quei giorni e mesi lì della scorsa estate mi sono trasferita. Spero ricordiate e sappiate tutti quanto sia stressante, specialmente quando devi spostare anni di roba accumulata che ostinatamente non vuoi gettare. Una volta sistemata nel nuovo appartamento c’è poi stato un impegno familiare che mi ha occupata fino a Natale, dormire sul divano compreso. In tutto questo, ogni volta che pensavo “devo scrivere sul blog” mi prendeva il magone, perchè proprio non avevo le energie per sciogliere la mia matassa interna quando quel nodo solido era proprio la colonna che mi stava tenendo in piedi. Infatti prevedo un crollo psico-fisico dopo questo post come quando vai a farti un massaggio dopo 8 anni e ti viene la febbre a 40. Mai successo a nessuno? Okay.

So di avervi lasciato nel mezzo del cammin, ed è giusto che io connetta i punti per riprendere il filo.

Agrippina e Lui hanno continuato a vedersi e corteggiarsi con vari appuntamenti per un buon mesetto. L’organizzarli non era mai scontato perchè bisognava sempre incastrare gli orari dei loro lavori e cazzi propri, ma ci hanno messo entrambi l’impegno. Non ero mai trascurata nel mio cantuccio giacchè Lui raccoglieva le lunghissime chattate giornaliere tra di loro e me le porgeva su un piatto d’argento. Questo arco di cuckquean è senza dubbio quello che mi ha lasciato più materiale in assoluto, e ha settato uno standard con cui è difficile misurarsi adesso. Tra chattate e colazioni fuori lì, e scatole da riempire e furgoni da noleggiare qua, finalmente si è giunti al fatidico momento della serata da passare in casa. Se state pensando “L’ha scopata quindi?” vi rispondo “Shhhhh non rovinate tutto”, che è un colorito modo per dire “No, non l’ha scopata” ma non posso sinceramente lamentarmi.

E sto per raccontarvi gli eventi di quell’agosto grazie agli appunti che scrissi quella sera stessa, presa com’ero dall’innocente intenzione di darvi un racconto genuino e diretto, invece che postumo come al solito. Poi si sa che la vita (o io, o entrambe) è una stronza e quindi quel genuino resoconto ve lo beccate con quasi 5 mesi di ritardo, ma la pazienza è la virtù dei forti, e mi piace farvi sentire come mi sento io nell’attesa tra un episodio cuckquean e l’altro.
Bando alle ciance, la fatidica sera:

Mancano pochi minuti e poi lo vedrò con Agrippina. Non dal vivo, sia per mancanza di possibilità materiale che per mia volontà di non farmi venire un attacco di cuore a venticinque anni. Non mi tiro indietro, vederli insieme mentre io sono nella stessa stanza è ancora un desiderio fisso nella mia testa, ma dopo anni di pratica so leggere i segnali del mio corpo, e quando le mie mani iniziano a sudare vuol dire che devo prendermela con calma. Così li vedrò attraverso una webcam piantata in camera da letto. Lui ha già detto di non volerla scopare questa sera (e sono d’accordo), e so che gran parte della serata avverrà in cucina, ma dovrei comunque beccare qualche show, e per una abituata come me al totale lavoro della mia immaginazione, questo è un salto di qualità gigantesco.
Sto per vederli insieme. Cazzo.

E vista la mia dedizione a questo blog, ho deciso di rendere la cosa quanto più genuina possibile con un liveblogging. Ossia, commenterò lungo la serata quello che vedo o sento, e se la connessione va in vacca vi beccherete i miei porconi.

Si dia inizio alle danze.

19:01 Lui la sta prendendo dal parcheggio. Aspetto che la porta d’entrata si apra (non è visibile da qui ma posso sentire la serratura). Il suo ventilatore si è appena messo in funzione e mi ha fatto venire un collasso. Facciamo che mi calmo un po’

19:07 L’ha subito portata in camera per baciarla e ho apprezzato tantissimo il gesto non fosse per la connessione che ha immediatamente iniziato a vacillare, mandando il classico lag che tutti quelli che hanno provato a guardare un porno fino a qualche anno fa conoscono benissimo. La pazienza ragazzi, la mia pazienza. E il programma per fare video dal desktop non funziona quindi sono anche costretta ad usare il mio cellulare tristissimo perchè la vita ti dà solo limoni (e non il tipo divertente che sta avendo Lui stasera)

19:27 Si spostano in cucina e spariscono dalla mia vista. Sento voci lontane e incomprensibili. Lavoro per liberare la memoria del mio cellulare intanto. Prevedibilmente mi sono calmata l’istante in cui lo spettacolo ha avuto inizio; conosco fin troppo bene questa sensazione di placido abbandono che ho di fronte all’inevitabile evento che mi terrorizza. Pagherò le conseguenze di quest’ondata di calma quando sarà tutto finito, ma per adesso sono lucida e in controllo.

20:02 Si rotolano sul letto, io mi concentro sulle mani di lei che vanno sotto la sua maglietta con sicurezza e familiarità, su di Lui che le accarezza la nuca e le passa la mano tra i capelli. Sono così schifosamente fortunata a poter vedere uno spettacolo del genere. Com’è arrivata ad essere questa la mia vita? Che figata.

20:39 Credo siano andati a mangiare. Ogni volta che Lui si mette in favore di camera o ingiustificatamente vicino alla scrivania io sorrido tra me e me e ringrazio per il regalo. Fa sentire bene avere quell’occasionale rimando di essere attivamente tra i suoi pensieri. Nel frattempo continuo a litigare con il mio cellulare per svuotare memoria, ma ho già raccolto dei video davvero davvero carini.

21:20 Ho vinto la battaglia contro il mio cellulare, ma mi sembra anche di aver fatto una maratona di 50 km in termini di stanchezza. E’ qui da due ore, ma mi sembra di essere stata tirata come una corda di violino per secoli. Mi sa che mi addormenterò davanti al pc prima ancora che Lui chiuda la chiamata.

22:10 Sono sul letto, Lui mette lei di spalle alla webcam e mi fa ciao con la manina mentre la accarezza. Io sono stupida e gli faccio anche ciao di risposta, come se potesse vedermi.

22:52 Non posso riconoscere tutto quello che dicono ma stanno ridendo tanto e non potrei descriverlo con altro termine che “amoreggiare”. Si baciano, si accarezzano, chiacchierano, ridono, si punzecchiano. Stanno facendo la danza dello struzzo in amore davanti ai miei occhi, dove sono i miei popcorn?

23:18 Lei si mette di spalle a lui, sdraiati sul letto, e muove il culo sul suo pacco. Improvvisamente mi dispiace Lui abbia deciso di non scoparla. Giocano con le loro mani e ho un flashback riguardo ad una fantasia che chiesi a Lui quando ero una piccola cuckquean 15enne confusa dai propri desideri. Descrisse le coccole che avrebbe fatto con me, ma indirizzate ad un’altra ragazza con cui stava parlando al tempo. Era esattamente quello che sto vedendo ora. E’ un po’ surreale, e dà l’idea di stare chiudendo un cerchio.

23:38 Ok ho visto un buon venti minuti di petting spinto ed è stato incredibile. Stavo facendo il video con il cellulare e non ho potuto fare a meno di commentare a voce perchè ommioddio che incredibile figata. Cacchio Lui e la sua decisione di non scoparla! Mi viene difficile descrivere la sensazione perchè è stato un misto di fangirling unito al piacere voyeuristico del guardare Lui darci dentro, metterle una mano tra le gambe, slacciarle il reggiseno, vederla sfilargli la maglietta.

00:30 tornano in camera e lei non ha nè canotta nè reggiseno, lo spinge sul letto e gli si mette sopra. Che cacchio è successo di là e perché non l’ho visto??? (carina la grandezza del suo seno) (mi piace di più il mio comunque)

00:59 Si sono messi a masturbarsi uno accanto all’altra (ognuno con la mano nelle proprie mutande, salvo eccezioni) e sono venuti entrambi. E’ stata…potente come immagine. E i suoni erano anche notevoli, e la mia maratona ha appena superato il centinaio di chilometri, così sono abbastanza pronta ad entrare in letargo per i prossimi 35 anni e riposarmi.

Non ho avuto sensazioni negative nè ansia. Qualche lampo di gelosia qui e là, ma più che altro l’indolenzimento della mancanza. Non lo vedo da un mese, e pesa. Adesso avrei tanto bisogno di una tazza di tè bollente, un videogioco di quelli immersivi con le ambientazioni bellissime, e Lui che mi fa appoggiare la schiena al suo petto mentre gioca.

Durante la serata ho provato una sensazione leggermente alienante, come se quello che stessi vedendo fosse surreale, parte di un’altra realtà. Quello era e non era Lui, e stava e non stava facendo quello che stava facendo. Stava succedendo davvero, ma era anche chiuso nello schermo del pc, lontano interi universi. Adesso che loro sono nelle coccole post coito quella surreale mi sento io, perchè sono bloccata qui con il bisogno di avere un contatto che non posso avere (mentre loro ce l’hanno), e quella fuori dal mondo risulto io. Oltre lo schermo è la realtà, il calore, la pelle; qui c’è solo la stanza dell’attesa.

La prova più difficile è probabilmente questa: che Agrippina sia arrivata in un periodo in cui non posso vederlo, e per quanto Lui si impegni ad esserci il più possibile, l’impatto duro dell’assenza e il bisogno di aftercare fisico sono responsabilità mia. Mi costringe a curarmi di me quando vorrei essere piccola e adorata, a stare sulle mie gambe instabili quando vorrei essere presa in braccio. Mi sento un po’ sola dall’altra parte dello specchio (schermo), ed è strano come andare in un Lunapark deserto. Scendi dalla giostra e quando stai ancora ridendo, esilarato dal giro, ti guardi intorno e ti accorgi che non c’è altra anima viva a parte te. Ti muore un po’ la risata in gola, ma non tutta: c’è una parte di quel divertimento che è anche solo per te, ed è completo così; ma poi c’è il sorriso fatto apposta per condividere quell’esperienza con qualcuno, ed è quel sorriso che si spegne e si vergogna di star parlando da solo.

Un altro considerevole dettaglio è che mentre Lui era ad accompagnare lei alla macchina, io sono andata in bagno e ho controllato lo stato delle mie mutande. Sapevo di non essere stata esattamente indifferente alla scena perchè resto una voyeur in tutto e per tutto, ma volevo confermare l’entità della non indifferenza. Il risultato è stato abbastanza da farmi avere un veloce orgasmo tanto per scaricare la tensione fisica accumulata, salvo poi pentirmene perchè non mi sono poi salvata dalla malinconia dopo che l’ondata di endorfine e adrenalina è passata. Riconfermo che il mio non è un cuckqueaning che può avere coinvolgimento fisico. Non con la distanza fisica. Ma anche dopo 5 anni il mio punto resta lo stesso: vorrei un altro Lui che mi desse la sua completa attenzione ed energia per bilanciare la stanchezza dell’altro Lui che torna dopo l’incontro ed è sfinito, e si ferma per rispondere al cellulare, e di fatto ha le briciole da darmi. Lo comprendo razionalmente, ma è parte di quella solitudine che devo affrontare da me.

In generale è stata una sessione incredibile e che non credo dimenticherò mai (anche perchè ho materiale audio/video a perenne memento); più nel particolare devo imparare a calibrare fin dove posso spingermi per non finire a fare i capricci perchè non posso essere presa in braccio. Si sposa poco con la cuckquean “bella e austera” che sto lavorando quotidianamente per essere. O magari sono solo pregiudizi miei e nulla mi vieta di essere vulnerabile (come se fosse una sorpresa per voi che mi leggete).

Vabbeh, alla fine della fiera il verdetto è: quando si rifà?

Moglie e buoi dei paesi tuoi.

Sembrava stesse andando tutto per il meglio, vero? Poi è successo quello che succede quando finisci di flirtare con una persona: inizi a sentire davvero quello che dice quando dalla vostra bocca non esce solo uno sbrodolio di cucicudadada, e non sempre ti piace quello che senti. E più non ti piace quello che senti, più la cotta ti muore in gola. Agrippina e Lui non si vedono da prima di Natale. Si sentono ancora in chat, e ogni tanto lei sembra spuntare fuori di nuovo con i “mi manchi, vediamoci”, ma fino ad ora sono state parole al vento prive di una qualsiasi determinazione/desiderio di farle mettere in pratica. Probabilmente si vedranno, ad una certa, ma quel brivido romantico è morto e sepolto.

Questo mi fa porre un quesito a voi, popolo di infedeli o aspiranti tali: come gestite la cosa quando il vostro partner primario in realtà vi dà già quello che volete?
Mi spiego: con Agrippina abbiamo visto succedere quello che già sapevamo sarebbe accaduto, ossia che una volta morto il periodo della cotta (e prima o poi succede), loro avrebbero iniziato ad arrancare perchè la complicità rimanente non è nemmeno un briciolo di quella che ho io con Lui. E quando ti secca parlare con l’amante perchè la tua fidanzata è più interessante, come tieni su la baracca? Tieni l’amante solo come sorreggi-pisello e le fai aprire la bocca solo per succhiarlo? Spiegatemi come funziona, perchè per quanto io sia una fervida sostenitrice del cuckqueaning romantico, sono anche ben conscia dei problemi pratici che comporta il cercare di non sotterrare una tipa nuova quando dall’altro lato hai una relazione di 10 anni che va a gonfie vele.

Le cose non sono completamente congelate su altri fronti; Lui ha avuto un breve ma divertente periodo in cui ha fatto da semi mentore Dom ad una, e se nel futuro lei dovesse mai tornare più interessata alla questione, sarei ben felice di sperimentare la mia gelosia su quel fronte. Ha le sue amiche, ha i suoi flirt, e anche se non è sui livelli della scorsa estate, non posso non riconoscere che la norma è qualcosa che mai mi sarei sognata anni fa. L’avanzare dell’età sta facendo tantissimo (così come l’ambiente in cui studia e lavora), esattamente come temevo e pensavo. Avere 22 anni non è lo stesso dell’averne 26, specialmente per l’uomo. Stiamo avvicinandoci sempre di più alla fascia d’età che è facilmente più attiva nel BDSM, e anni fa ero drammaticamente annoiata all’idea di dover aspettare tanto, ma ormai siamo qui alle porte (in compenso io non ho più quella patina dorata che avevo quando ero una zozzona di a malapena 18 anni, ma porto queste rughe e capelli bianchi con onore).

Per finire non vi chiedo nemmeno come state perchè ho una caterva di email cui rispondere, ma lasciate almeno che vi ringrazi se siete ancora qui a sopportare le mie lunghe assenze. Questo blog resta una casa per me, e state certi che ci tornerò sempre.

Al prossimo aggiornamento (che molto probabilmente sarà le indicizzazioni dell’anno, con un mese di ritardo), ciao regà.
L’acqua vuol pendenza il mare vuol pazienza. <— non so nemmeno cosa dovrebbe significare ma urrà per la rima baciata

Cornuta SPA

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Vi scrivo durante il di Lui appuntamento con Agrippina. In silenzio radio (fortemente suggerito da me) da due ore ormai. L’attesa per questo momento è stata la parte peggiore, un po’ come sempre accade. Mi aspetto di ritornare un fascio di nervi quando sarà ora di sentire com’è andata, ma al momento la differenza rispetto all’ansia che mi ha attanagliato in questi giorni è abissale. Stavo giusto iniziando di nuovo a mangiare normalmente ieri, che poi oggi c’è stato il “Stasera si vedono” e via di nuovo con le farfalle nello stomaco mezze digerite e mezze in agonia.

Il perchè di quest’ansia, nonostante Lui stesso mi dicesse “Guarda che ho fatto molto di più con altre” è stato già accennato nello scorso post: delle altre Lui non era così invaghito. Non sono per nulla abituata ad una ragazza che può fare un po’ il bello e il cattivo tempo su di Lui in base a come gli risponde, con quanto ritardo, con che tono ecc. Sono abituata ad attrazione, a giochi e flirt cui Lui partecipa sempre nel pieno controllo di sè, con ragazze che gli fa piacere frequentare e che ritiene anche ottime amiche, ma che non lo hanno mai interessato in quel senso. Lei sì.

E da un lato Lui mi ha sottolineato più volte quanto lei in realtà non sia tutta questa eccezionalità o differenza rispetto alle altre, che la mia ansia si rivolgeva al prepararmi a quello che per Lui è un volo pindarico rispetto alla realtà (ossia una loro effettiva relazione romantica), dall’altro mi diceva cose come “magari qualcosa di importante” “non mi farò problemi a dirle che se pensa io la voglia solo per il sesso si sbaglia di grosso” “anche se non andrà da nessuna parte questa serata sarà comunque una gemma nel nostro cuckqueaning.”

Perchè la possiamo anche rigirare da ogni lato, possiamo andare con i piedi di piombo quanto vogliamo, ma Agrippina incarna in tutto e per tutto quel cuckqueaning che io ho tanto agognato, quello romantico e sentimentale, quello di cui ero così terrorizzata cinque anni fa, quello che mi ha ossessionata da quando ero una bambina di sette anni, quello in cui io mi sento davvero da parte perchè questa ragazza interessa perchè è lei, non perchè sono io. Quella che suona sia come una vera storia romantica (per come si sono conosciuti) che come una vera storia di tradimento (per l’ammissione di Lui al fatto che non gli dispiacerebbe avere una relazione proprio perchè ci possiamo vedere così poco e gli manco ← ci ho messo un tot a digerirla come cosa, ma dio se non mi elettrizza al contempo). E qui sta l’origine dell’ansia di questi giorni, la mia sensazione che stavolta ci siamo, stavolta facciamo sul serio.

Indipendentemente da se Agrippina deciderà o meno di starci (del resto stanno macinando sull’attrazione che hanno avuto nei due giorni in cui sono stati incollati tutto il tempo, non si sa se c’è una base più solida sotto), questa resterà la prima esperienza cuckquean pro level per noi. Lasciate perdere il sesso e le ragazze con cui ci si fa vivi quando ci si vuole divertire; datemi la ragazza che vorreste presentare ai vostri amici intimi come vostra. Lei è quella che voglio. Come sarebbe avere i suoi compagni di università e amici più stretti abituati a vedere più lei che me? Flirto con quest’idea così tanto che potrei quasi convincermi sia già reale.    

E nonostante tutto un po’ come è successo altre volte, quando poi Lui è andato e io sono rimasta sola a fissare lo schermo del mio cellulare, ho scrollato le spalle e mi sono chiesta “Bene, e adesso che film guardo?” e l’ansia si è sublimata come l’attimo dopo essersi fatti un vaccino da piccoli. E’ un secondo, e poi sei così avvolto nello zucchero filato del tuo sollievo che dormiresti seduta stante. Io amo il mio cuckqueaning con la sua assenza di coinvolgimento sessuale per questo. Allo stress emotivo rispondo con una seduta al centro benessere di me medesima. Appena mi sento emotivamente instabile o sbilanciata parto immediatamente con il programma “101 modi per coccolarmi” ed è assolutamente fantastico. Non sapevo farlo cinque anni fa, e mi sono data l’inferno inutilmente solo perchè non volevo accettare che per me era perfettamente legittimo lasciare Lui ai suoi giochi, e godermi quelle ore amandomi. Nel mio cuckqueaning quando Lui corteggia un’altra, io spendo il tempo corteggiando me stessa e trattandomi con quel riguardo che normalmente non mi concedo. E’ piacevole. Tanto. E una volta raggiunta quella sicurezza che Lui potrebbe fare qualsiasi cosa senza mai minacciare la mia posizione nel rapporto, è stato solo un passo accettare che la mia attesa migliore non è un’attesa per nulla: il punto è divertirmi e rilassarmi e regarlarmi una serata di cui anche io posso raccontare.

Così adesso sono tre ore e mezza da che Lui è sparito (sì, scrivo due frasi e poi leggo un manga, scrivo due frasi e studio un capitolo, scrivo due frasi e canto in playback) e io quasi non voglio interrompere la mia gita alle terme. Incrocio le dita per Lui e spero che il suo appuntamento stia andando a gonfie vele, e magari mi sentirò di nuovo tesa come una corda di violino quando Lui sarà tornato e mi starà per raccontare cos’è successo, ma non mi toglierà il desiderio che Lui faccia un’altra sessione il prima possibile: quel film era parte di una trilogia e voglio vedere come continua.


Al buio la villana è bella quanto la dama ← Voi non potete capire le gemme che trovo nella pagina wiki dei proverbi.

Tette, calmatevi per favore

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Avviso alla gentile clientela: sono stata brava e ho pubblicato il “””famoso””” sfogo che avevo scritto quando Lui si è beccato la prima cotta, quasi tre anni fa (come passa il tempo e mi scende la lacrimuccia). Leggerla prima di questo post può essere utile per capire a cosa mi sto riferendo, e anche come è fondamentalmente cambiata la mia reazione allo stress emotivo dopo la mia raggiunta buddità. Invece al perchè io abbia deciso di darle un nome da cocktail non troverete risposta, mi dispiace. Il post lo trovate pubblicato con la corretta data QUI
Buona lettura.

Mi stupisce ancora quanto io possa sentire con il cuckqueaning. Cinque anni pieni che lo pratico e ancora mi sorprendo a svegliarmi dopo quattro ore di sonno, con il cuore in subbuglio e quella snervante attesa per qualcosa che dovrebbe arrivare ma non giunge mai. E non è un’attesa motivata, perché “la cosa” già c’è, è la realtà con cui sono andata a dormire la notte prima, ma è la natura dell’ansia aspettare ombre.

Mi stavo preoccupando nello scorso post di star diventando troppo tranquilla con questa pratica, e che temevo di entrare in un’escalation per poter sentire ogni volta la stessa adrenalina. Prima di tutto: ma che cazzo mi era saltato in testa? È tanto facile sentire la mancanza dell’adrenalina quando non c’è, ma se pensassi adesso di passare il resto dei miei giorni così, credo che l’esaurimento non sarebbe troppo lontano. Seconda cosa: chiaramente dopo tutto questo tempo il discriminante non è più la pratica in sè (nonostante la sua presenza sia una corrente continua nel fondo della mia mente), ma il coinvolgimento di Lui con l’altra. A parte la sua prima amante, Ermenpippa (o era Ermengarda? Adesso non ricordo, comunque quella che è venuta prima), tutte le altre sono state accolte con la buddità che ormai mi contraddistingue. Okay, eccezion fatta per la prima cotta istantanea che si prese per Piñacolada, e che durò sì e no 48 ore, le altre sono state racconti piacevoli, ma in termini assoluti non più esaltanti del resoconto di un buon film.

In realtà mento anche, perchè sono abbastanza certa che tornando indietro su questo blog troverei una me ben poco calma durante le Sue avventure fuori. È stato solo negli ultimi mesi/ultimo anno che mi sono totalmente abituata all’atmosfera di costante flirt che Lui ha con il suo cerchio di amicizie femminili, al punto da ridere con lui quando gli salì un’altra istantanea cotta da 36 ore qualche mese fa, ma che non andò da nessuna parte per ottime ragioni, e come conseguenza ho naturalizzato quella che prima era una novità degna di nota: che Lui possa avere questa libertà a prescindere. Non è data per scontata mai (e mi fa sentire estremamente fortunata il fatto che Lui ancora adesso mi chieda se sono okay con il suo cogliere l’opportunità di fare qualcosa con X o Y, non assumendo mai il mio sì come automatico), ma di certo è vista come naturale per noi. Quindi dov’è la novità?

La novità è quando Lui si fa coinvolgere sul serio. Quando spende quattro ore al telefono per raccontarmi ogni singolo dettaglio che ricorda dei due giorni passati con lei (la chiameremo Agrippina), e stavolta si sente in modo lampante la differenza rispetto agli altri racconti. Prima completi ma generalmente distanti (al punto che avevamo concordato di farli in inglese perché sentivo meno quella fredda lontananza tra Lui e il fatto), adesso coinvolgente e colorato e ricco di sfumature, e si sentiva il piacere che Lui stesso sentiva nel ripercorrere quei ricordi. L’unica altra volta in cui siamo andati vicini a questo è stato con Piñacolada, e prevedibilmente le mie antenne si erano subito rizzate davanti al pericolo. Ma con Piñacolada anche se era stata una situazione breve, ambigua, ed intima, alla fine dei conti si era rivelata molto individuale da entrambi i lati: se lei ha sentito qualcosa, non l’ha seguito, e quello che Lui ha sentito se l’è tenuto per sè. Poi sono passati i mesi, e siamo scivolati nel nuovo anno, e poi in un altro ancora, e un altro ancora. Quando la sua cotta è ricapitata, ero pronta. Tuttavia non lo ero ad una corrisposta.

Che non mi si fraintenda: da quello che ho sentito, Agrippina è una ragazza dolce (e per una volta più grande di me) e mi piace già un sacco per osmosi. Ho ascoltato rapita il racconto di Lui e ho fatto il tifo, mi sono emozionata, ho esultato, mi sono sorpresa. Senza ombra di dubbio questo batte tutti gli altri eventi cuckquean, persino la scopata e il pompino e gli altri momenti sessuali rubati qui e là. Questo da sentire suonava come un film, come quei racconti che tengono tutti col sorriso sulla faccia quando gli amici chiedono “Allora, come vi siete conosciuti?” Ho adorato ogni singolo momento e mi sono addormentata ancora cercando di vederlo nella mia testa.

Ma resta che questo blog documenta tanto i lati positivi quanto quelli negativi, e per amor di cronaca sono tenuta ad ammettere che sono sottosopra. La particolarità sta nel fatto che la reazione del mio corpo è completamente separata dalla mia testa. Io sto bene, sono felice di quello che è successo e non vedo l’ora di sentire di più, spero insieme a Lui che Agrippina resti e diventi magari qualcosa di più serio, ma il mio corpo sta reagendo per fatti suoi e mi sta lasciando con il pervasivo pensiero “Ti calmi???”

È iniziato con il Suo invitante “Ho così tanti aggiornamenti da darti” lasciato lì in sospeso per quasi dieci ore perchè la giornata richiedeva comunque attenzione, e io ho gongolato nell’attesa e nell’aspettativa (ben ripagata) come una bambina il giorno prima di Natale. Sentivo quel familiare formicolio sotto la pelle, e ho fatto del mio meglio per essere funzionale durante la giornata, nonostante la mia totale impossibilità a concentrarmi su qualsiasi cosa. Era okay. Poi Lui intorno all’ora di cena mi dice che ci sarebbe stato in dieci minuti. Mangiare è stata una cattiva idea. Sì perchè la sottoscritta ha tutte le sue sensazioni di agitazione nella pancia, e come risultato ho lottato per quasi un’ora contro la nausea. Poi mi decido a farmi raccontare per distrarmi dal mio fisico, e in un battibaleno sono troppo coinvolta dal racconto per notare altro. Vado a letto con fatica perchè sono sveglia come non mai e impiego una buona mezz’ora di fantasie prima di addormentarmi. Quattro ore e qualcosa dopo, mi sveglio con la chiara sensazione di stare aspettando qualcosa, e quel qualcosa mi mette un’ansia esagerata. Ricordate la prima mattina raccontata in questo blog? Esattamente quello, con la differenza del mio cervello che faceva “E??il?tuo??problema??sarebbe???” al mio corpo. Fare colazione due ore dopo è stata nuovamente una cattiva idea, ma sono abbastanza certa dell’origine di quest’ansia perchè quando penso a loro due che si danno il buongiorno mi parte questa ondata calda nello stomaco che assomiglia tanto ad uno tsunami di acidi. È divertente, ma anche un tantino stancante alla lunga, e non vedo l’ora che si calmi e mi lasci vivere in pace.

Così dopo mesi e mesi di assoluto nulla–o meglio, di costante flirt con tutti al punto da essermi convinta che Lui non sappia comunicare in altro modo con chi gli é sessualmente compatibile (scherzo) (vale anche con tutti gli altri), arriva la mazzata di una fanciulla che non scappa a gambe levate sapendo della mia esistenza (dando anche il merito alla ‘cake di cui avete avuto già modo di leggere, che si è sempre comportata benissimo con me ma mi dispiace tantissimo tesoro Lui non si è mai preso per te), e potrebbe davvero diventare la prima vera relazione. Non voglio dire gatto prima di avercelo nel sacco, ma devo anche scrivere per tenere d’occhio come mi sento, quindi si pippano la gufata se ci credono, e in culo alla balena.   

Menzione d’onore va a tutte quelle volte, mentre Lui mi raccontava, in cui io commentavo qualcosa e Lui rispondeva “Anche lei l’ha detto!” Ora, se ad una cuckquean non si rizzano le corna quando un’amante ha un sacco di idee in comune con lei riguardo al Queanbull che stanno condividendo, allora non so quando dovrebbero. Ha subito creato questo subdolo legame, come due donne che hanno lo stesso ex, due che si capiscono perchè si sono innamorate della stessa persona per ragioni molto simili. Una sorta di sorellanza, se vogliamo proprio tirarla.

Altra menzione d’onore va al di Lui “È stato uno dei migliori making out della mia vita” che mi ha fatta sentire tanto oltraggiata perchè spero bene di essere sul podio in quella classifica o prendo il treno seduta stante per correggere l’affronto.

Altra menzione va alle montagne russe di questo fetish che non deludono mai, nemmeno quando pensi di essere già preparata a tutto. A differenza di 5 anni fa, però, adesso so come tirare su le braccia e liberarmi in un urlo nella discesa.

E per il resto niente, aspetto ulteriori aggiornamenti e acqua cheta rompe i ponti.
(Fatemi sapere come state voi, sono sparita per un secolo e mezzo, faccio schifo a mantenere le amicizie internettiane — in realtà anche quelle faccia a faccia, ho un’amica che abita letteralmente a dieci minuti di pullman da me e non ci vediamo da qualcosa come sei mesi, e ad agosto entrambe ci trasferiremo in diverse regioni ma voi credete che ci vedremo prima di allora? Nossignornò)

 

Ho 28 anni e sono sposato con Tiffany Teen

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Sì, è proprio quello che ho raccontato ad un tizio su skype che dio-solo-sa come abbia trovato il mio contatto. Gli unici posti che mi vengono in mente sono Fetlife e Legami, e…beh, sono discretamente femminile in entrambi, che dite?
Comunque, la conversazione era troppo caruccia così ho deciso di condividerla con voi.
Tizio con cui ho chattato, se mi stai leggendo: basta pugnette che al tuo cervello sta mancando ossigeno. Ah, e quando dicevo che mia moglie sembrava una pornostar presa da internet, non stavo scherzando.

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Perché gli ho appena sbattuto il telefono in faccia e non mi sento in colpa.

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Ci sono cose che non ti dicono riguardo alle storie d’amore. Cose che scopri man mano che il tempo passa e hai questo tizio accanto che ormai potrebbe benissimo farsi spacciare per la tua ombra, tanto è il tempo che ti è stato addosso. Cose che noti e inizi a vivere solo quando le tue trasmissioni neuronali hanno fisicamente cementato la parola “noi”, modificando permanentemente i tuoi processi cognitivi. Che se vi doveste mai lasciare per te sarebbe come subire una lobotomia.
Ci sono cose che impari solo quando ti rendi conto di essere in una relazione a lungo termine; fuori dai “sogno di invecchiare insieme a te” e dentro ai “sediamoci a tavolino e calcoliamo con che pensione camperemo”; fuori dai “dormire abbracciati a cucchiaio” e dentro ai “io russo e tu mi rubi le coperte, siamo pari”.

Perché vedete, con i film-libri-società-universo impari cosa dovresti aspettarti dalle farfalle nello stomaco, quanto sontuoso dovrebbe essere un matrimonio, che faccia dovresti fare per piangere disperata ed essere comunque attraente, quali posizioni durante il sesso non ti fanno sentire assolutamente niente ma sai che sono esteticamente perfette, ma non ti dicono mai assolutamente niente riguardo ai litigi.

Ho 23 anni e praticamente mi succedeva ieri, ricordo perfettamente quanto spaventosi fossero i litigi durante una nuova relazione. Ed è tremendamente più spaventoso quando si è ragazzi, perché si ha poca-o-zero esperienza riguardo alla comunicazione sana ed efficace e si è invece 100% spinta ormonale. Ti sei incollata a quel ragazzo come un mollusco allo scoglio ed è tutto perfetto e le coccole vengono facili perché vi piacete fisicamente e le cose belle da vedere ti spingono all’adorazione, no? Però poi accade il primo litigio e le porte dell’inferno si aprono: se vi piacete solo fisicamente, dove troverete gli strumenti per sopportare gli attriti caratteriali? Se la relazione sta ancora galoppando l’onda confetti-rosa, il litigio vi farà sprofondare? Come lo convinci che vale la pena tenerti anche se diventi brutta e bitorzoluta quando ti incazzi? Come ti convinci a tenerlo quando ti rendi conto che ha il QI di una trota quando è incazzato?
Ma se tutto va come dovrebbe, inizi ad imparare che i conflitti sono inevitabili e che la cosa importante è risolverli insieme al tuo partner parlando e chiarendoti.

Guardavo gli adulti con storie ventennali alle spalle e studiavo come rendere più efficace la mia comunicazione, definivo le differenze tra metalivelli e connotazioni per riuscire di volta in volta a mettere nella giusta scatola la discussione corrente e poterla risolvere con le giuste regole. Perché non puoi calcolare l’area di un rettangolo con la formula per il cerchio, giusto?
Però arriva qui la postilla che ancora non mi era capitato di sentire, nonostante le decine e decine di post autoreferenziali su internet su come far funzionare benissimo la comunicazione: a volte la discussione va semplicemente troncata. Tutto qui.
Se siete al telefono va bene decidere insieme di interromperla di colpo e chiudere la chiamata. Smetterla di urlare di punto in bianco e stare per i fatti vostri per un tot di ore.
E NON SAREBBE UN FALLIMENTO COMUNICATIVO.
Non è che durante tutto il litigio non vi siete fatti capire. Non è che non avete ascoltato l’altro.

E’ che a volte le discussioni sono una valvola di sfogo per sentimenti repressi, e voi credete di stare discutendo di qualcosa, ma in realtà state soltanto parlando dell’aria. Vi state attaccando a regole metacomunicative di condotta e ad improvvise generalizzazioni di atteggiamenti che avranno sì e no 3 minuti di vita, e tutto perché c’era bisogno di qualcosa per accendere la miccia.
C’è che si può proiettare i propri sentimenti non solo sulle altre persone, ma anche su eteree entità discorsive. Invece che far diventare l’altro il demone, costruite il discorso come se dovesse essere pronto per il diploma dopo che avrete finito.
State comunicando benissimo, con tutte le regole giuste, ma non state comunque parlando di niente. E in questo parlare di niente potreste trovare occasionali appigli per cose che davvero ci sono, e che accidentalmente potrebbero farvi davvero male, o ferire davvero l’altro.
Quindi quando il discorso non sa di niente e l’avete costruito per il puro gusto dello sfogare lo stress, va bene chiuderlo con la stessa facilità con cui è iniziato. Vi potete sentire scossi e disorientati come dopo un’importante epifania emotiva, ma in realtà è solo perché avete soffiato da soli tutto il vento che c’era. Non c’è niente dopo. Vi resta la sensazione di aver forse fatto uno sbaglio irrimediabile, ma probabilmente non è così. I litigi hanno la meravigliosa qualità di stare in piedi solo se si è almeno in due, e la responsabilità si spartisce. A maggior ragione un castello d’aria non può stare in piedi da solo, ci vogliono almeno due persone che ci credano, per farlo esistere.
Perciò non avete fallito, non è una buca della relazione. E’ stress che ha trovato una valvola di sfogo in un punto dove non c’era nessun discorso in sospeso da sfruttare. E credetemi se vi dico che le discussioni fondate sul nulla sono spesso le più violente e creative.

Questo genere di discussione non viene pubblicizzata molto nelle relazioni nate da poco perché genericamente non sei portato a passare così tanto tempo con l’altra persona da non avere modo di sfogare la tua personale frustrazione altrove.
Ma quando vivi e respiri l’altra persona 24/7, tendi a non avere abbastanza spazio o abbastanza tempo per risolvere la cosa da solo, quindi la soluzione più diretta e ovvia diventa quella di lasciarsi andare per stemperarla. Usare l’altra persona come punching bag come se fosse parte di te e stessi facendo da solo. C’è da ricordarsi che l’altra persona è ancora un individuo indipendente, e ci sono limiti a quanto la si possa includere nei propri processi digestivi.

Ho letto centinaia di post su come regolamentare una sana discussione e sul come far sì che non si finisca con una porta in faccia che lascia tutto in sospeso e permette al problema di ripresentarsi.
A questo aggiungo il consiglio di capire onestamente se si sta davvero trattando un qualche problema o se semplicemente avevate voglia di sentire la vostra voce tonante risuonare nella sala. Perché in quest’ultimo caso potrebbe essere più utile cantare a squarciagola o rompere dei piatti in solitaria oppure, se non siete riusciti ad evitare l’inizio di uno scontro, interromperlo prima di appigliarvi a qualcosa di davvero sensibile pur di far male aggratis. O prima di essere feriti voi e portargli davvero rancore. O di confondere questo tipo di conflitto con uno vero e arrabbiarvi sul serio.
Finchè restate onesti con il vostro partner e decidete insieme il da farsi, è più che accettabile anche rinunciare ad un litigio che non avrebbe comunque visto nessuno di voi due uscirne più ricchi.
Potreste scoprire che riuscite ad evitare questo tipo di sfoghi e che la vita quotidiana diventa così più respirabile; che eliminando queste discussioni improvvisamente viene fuori il vero responsabile di quella frustrazione; o che magari questi conflitti risultano convenienti anche al vostro partner e potrete utilizzarli volontariamente come un’ora di ginnastica in palestra.

Magari finisce che stavate inconsciamente cercando il litigio solo perché agognavate una sculacciata.
Come vi pare.

English version avaible HERE and HERE

Cuckquean Factory

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È un periodo di estrema calma dal punto di vista del cuckqueaning (università, salute e in generale la vita si sono coalizzati contro il mio irrefrenabile desiderio di coltivare il mio orto di corna), perciò eccomi di nuovo qua a parlare del più e del meno.
Ci sarebbe un argomento in particolare che mi preme trattare con voi, ed è un tema che ripetutamente si è presentato negli ask che ho ricevuto in questi mesi sul mio blog tumblr, ossia:
è possibile fare una Cuckquean?

Vi chiamate Ubaldo e sono giorni/mesi/anni che andate in alzabandiera ogni volta che pensate allo scopare un’altra mentre la vostra fidanzata Brigitta SA. Il problema è che non solo Brigitta non sa di questa vostra fantasia, ma non avete nemmeno idea se e come questa fantasia potrà mai raggiungere lo stato di realtà. È chiaro quindi che avete bisogno di una guida step-by-step che vi spieghi in poche e semplici mosse come sganciare la bomba del vostro fetish e assicurarvi il consenso della vostra compagna. A questo proposito, ecco un breve videolog che spiega i punti fondamentali da seguire per intavolare il micidiale discorso.
Ora, mettiamo subito in chiaro alcune cose: se siete qui perché siete sinceramente interessati alla dinamica cuckquean e vi servono alcuni consigli da chi ci è già passato, perfetto, sediamoci ad un tavolino e facciamo questo lungo discorso; se siete qui perché ve lo fa diventare duro e potete dire orgogliosi ai vostri amici di birra che vi scopate chi volete perché la vostra tipa si bagna pensandoci, schiacciate la X in alto a destra e baciate per terra ringraziando ogni divinità che conoscete perché avete avuto la fortuna di trovare una che almeno ve la dà. E non sperate in altro.

Vedete, ogni volta che mi arriva la domanda “Come faccio a convincere la mia ragazza ad essere una Cuckquean?” io già storco il naso e penso che questi due non devono essere a) nel BDSM e b) in una relazione particolarmente profonda.
L’opzione a) mi giunge automatica perché presuppongo sempre (nella mia ingenuità e ottimismo tipico della mia stupida e frivola età) che se una coppia sta ingaggiando una dinamica D/s, allora ha tutte le carte in regola per comunicare riguardo ai propri desideri e limiti. Altrimenti come sarebbero arrivati a decidere che va bene prendere un mattarello e ficcarlo dietro alla malcapitata? (usate del lubrificante, vero? La frizione del legno è malvagia) E se la coppia ha già fatto un bel discorso sui limiti e sui propri personali fetish da inserire nella dinamica D/s, allora il passo per introdurre l’ennesimo fetish, anche solo per discuterne, non dovrebbe essere questa grande cosa. Da un Dom che mi chiede riguardo al cuckqueaning mi aspetto piuttosto che si interessi degli errori più comunemente commessi durante le fasi iniziali, del rapporto con la gelosia, del cosa può fungere da trigger per un collasso emotivo in piena regola ecc. Stiamo parlando, come vedete, di un livello molto più articolato del “Ehi, come convinco la mia tipa che se mi scopo un’altra è una figata?”
L’opzione b) è in qualche modo figlia della a), perché senza un soddisfacente grado di comunicazione non c’è profondità nel rapporto, e se il rapporto è superficiale il cuckqueaning vi distruggerà al primo soffio di vento e lascerà cicatrici.

Ogni volta che avverto istintivamente che quello che ho davanti è un arrapato che guarda esclusivamente threesome quando si sega, mi viene una voglia irrefrenabile di farmi passare la sua fidanzata con la scusa dell’aiutarlo e invece convincerla a dargli un calcio nelle palle e ad andarsene.
Chiariamoci: un arrapato che riesce in qualche modo ad attivare il cuckqueaning sta camminando sul filo dell’abuso psicologico. Certo, poi penso che se lei si è lasciata abbindolare in una cosa così complicata quando a malapena riuscivano a fare sesso con la luce accesa, nemmeno lei brilla granché per acume.

Comunque così come amo sempre fare, quando prende un’idea, per me la cosa migliore è iniziare a dissezionarla per capire di cosa diamine è fatta. Così come non ha senso rifiutare le etichette PRIMA di aver capito che cosa significano. Perché altrimenti di che cosa stiamo parlando?
Una volta stavo guardando una puntata di Masterchef Australia e c’era questo chef che usava i cibi in modo tale che come aspetto esteriore sembrassero frutta. Avevi un’arancia perfetta e quando la tagliavi vedevi che era fatta di carne e gelatina colorata. I chicchi d’uva erano in realtà un’altra roba che con l’uva non c’entrava assolutamente niente. Avete capito l’andazzo, vero?
Siete convinti di essere eccitati dal cuckqueaning e invece quello che vi interessa è tutto un altro fetish, e rompete le palle alla vostra fidanzata per mesi e mesi finché in qualche modo non ci finite dentro e poi arriva l’illuminazione divina: “No ‘spetta, ma che cazzo è questa cosa?”

Sappiamo bene quanti ostacoli abbia il cuckqueaning (questo blog ne è una testimonianza); ora immaginatevi di doverci avere a che fare vostro malgrado, perché non è nemmeno cuckqueaning quello che volete fare, e non vi volete certo accollare la merda che non vi riguarda.
Quindi, prima di chiedervi se potete fare una cuckquean, mettetevi davanti allo specchio e chiedetevi: ma io sono un Queanbull?
Vi assicuro che la cuckquean non la trovate/attirate/fate se non lo siete. E ringraziando il cielo, un Queanbull non è tale solo perché scopa con altre avendo una fidanzata, così come uno non è un Dominante solo perché non si fa problemi a dare una sculacciata.

Spaccate il capello in diciotto, tanto per iniziare, e fate un po’ di autoanalisi. Più saranno chiare le vostre intenzioni e più sarà facile per la vostra partner decidere coscienziosamente.

– Non è che quello che vi eccita è una normale threesome? 

Davvero, qui cascano quasi tutti. I ¾ dei blog cuckquean che vedo su tumblr hanno in realtà una semplice componente voyeuristica unita ad una threesome. Non è che se lei invece di partecipare attivamente sta su una sedia allora è cuckqueaning. Così come non è necessariamente threesome se la vostra tipa gliela lecca mentre voi inculate l’altra. Può essere una threesome con la vostra fidanzata così come può essere (almeno potenzialmente) una sessione cuckquean con una che non è ufficialmente la vostra compagna.
Attenti con i confini qui, perché se dal punto di vista delle azioni la scena resta sempre più o meno la stessa, il coinvolgimento psicologico che c’è dietro è completamente diverso e può fare la differenza tra il “Oh sì, proviamolo!” e il “Fottiti, quella è la porta”.

Il cuckqueaning, al contrario della semplice threesome, non parla solo dal punto di vista dell’eccitazione fisica nel coinvolgere una terza alla scena di sesso, ma anche da quello emotivo. Qui si inizia a flirtare con il taboo del tradimento, con la rottura della monogamia in uno sbilanciamento di potere, perché ‘uno solo’ ne gode. La threesome non ti fa chiedere se il tuo Lui non finirà col lasciarti perché avrà trovato di meglio o si sarà innamorato dell’altra. Con la threesome in qualche modo non metti in discussione l’esclusività.

È legittimo che vi piaccia l’idea di una threesome o della vostra compagna che guarda mentre vi sbattete un’altra. Però non è cuckqueaning finché non scuotete ciò che la società (e possibilmente anche voi) chiama la base della coppia, e ne uscite comunque in due.

Non è che quello che vi eccita è il poliamorismo?

Credo sia piuttosto chiaro che il cuckqueaning sia come sparare a salve. Sembra che non ci sia esclusività, ma c’è. Sembra che non ci sia monogamia, ma c’è. Sembra che ci sia tradimento, ma non c’è. Sembra che lui sia innamorato dell’altra, ma non lo è. Sembra che non gli importi niente della cuckquean, ma è l’unica cosa cui pensa. Tenendo la metafora, se metteste una donna ‘normale’ dentro una dinamica cuckquean, la vedreste colare sangue come se l’aveste trivellata davvero; una cuckquean, dopo un po’ di allenamento, non avrebbe nemmeno più i lividi. Ma se metteste una cuckquean dentro una dinamica poli, beh. Lì i proiettili son veri. Nel poli la tua safeword è che tutti sono speciali e al contempo non lo è nessuno. L’ancora di salvezza è che avete tutti la stessa probabilità di annegare.

Nel poli non c’è esclusività emotiva, c’è innamoramento verso ogni partner, e ognuno dei coinvolti deve essere pronto a gestire al meglio la cosiddetta NRE (New Relationship Energy): quella iniziale fase di farfalle nello stomaco che ti fa sbarellare e vedere solo quella persona. Significa che se hai 4 fidanzate, durante la NRE molto probabilmente ti dimenticherai dell’esistenza di 3 e le farai sentire come se fossero meno speciali della nuova [questo è il caso più negativo possibile, ovviamente: un poliamorista decente è in grado di non danneggiare in modo preoccupante le altre relazioni anche se sta cavalcando l’onda rosa di quella nuova]. Una poliamorista in questa situazione potrebbe avere pazienza finché la fase novità non è passata, in modo da riprendere una dinamica più equilibrata, o potrebbe decidere che così non va e cercare semplicemente una relazione più soddisfacente.
Una cuckquean molto probabilmente finirebbe con un trauma psicologico e avrebbe bisogno di un bel po’ di lavoro per ricostruire il suo Io.


Se il taboo del tradimento non ti fa né caldo né freddo, ma l’idea di poterti innamorare di altre ti mette l’anima in pace, allora probabilmente il poliamorismo è quello di cui devi discutere, non cuckqueaning.

Non è che siete recidivi?

Magari il punto non è nemmeno il cuckqueaning in sé, perché vi andrebbe bene la vostra attuale compagna come qualsiasi altra. Il punto è che vi eccita l’idea di andare con altre, punto. Fate parte di quella categoria di uomini che tradiscono per il gusto di farlo. Vi annoiate facilmente, o le vostre storie durano poco, oppure se vanno avanti sufficientemente a lungo non potete fare a meno di far cadere lo sguardo sull’erba del vicino. Scopare chi vi pare è il vostro primo desiderio, il consenso della vostra compagna è solo un comodo permesso per tenervi l’anima in pace; anche in quel caso ci saranno volte in cui non glielo direte, perché anche se il consenso generale ve l’ha dato, il brivido del segreto non ve lo toglie nessuno. Avete probabilmente già tradito altre volte, lo state facendo o siete decisamente aperti all’idea di farlo. La comunicazione con la vostra compagna è assente o asservita agli scopi più comodi del momento (non c’è bisogno che sappia tutto tutto quello che vi passa per la testa). Siete convinti di conoscerla a fondo, di sapere i suoi limiti, cosa è disposta o meno ad accettare. Finite tra le braccia di altre perché sapete già che la vostra compagna proprio non potrebbe capire il vostro estremo bisogno di *inserirefetishrandom* e voi l’amate con tutto il cuore ma non potete rinunciare ad una parte di voi stessi e sapete che lei non è tipa da fare certe cose, così per non ferirla create un piccolo ed innocente spazio personale in cui potete essere davvero liberi.
A chi fa parte di questa categoria auguro numerosi, accidentali, e karmici colpi sui testicoli.

Fino a poco tempo fa, quando il fenomeno cuckqueaning non era ancora totalmente esploso su internet, le uniche testimoni di questo fetish erano vittime di uomini del genere. Tradite nella realtà ma incapaci di interrompere la relazione per un qualsiasi meccanismo di dipendenza (compresa l’eventuale relazione D/s), finivano con il forzarsi ad accettare la situazione, legittimandola colpevolizzandosi oppure creando un riflesso pavloviano di eccitamento. Sono quelle cuckquean che hanno finito col subire più abusi, ad essere vittime di doppi-legami (vedi studi di Bateson), ad aver avuto bisogno di stimoli sempre più forti per coprire lo strappo dell’Io.

 

Il punto del cuckqueaning è che la vostra compagna non SA semplicemente. PARTECIPA. E no, toglietevi la mano dalle mutande perché non sto parlando di partecipazione attiva alla scopata, ma di coinvolgimento nella dinamica. Lei è influente quanto voi. Ha potere di veto (e se non ce l’ha, ha qualche altro meccanismo di safeword altrettanto essenziale), ha diritto a costruire questo fetish in modo tale da trarre anche lei vantaggio, qualsiasi esso sia. Autostima? Competizione? Desiderio di servire? Coccole? Umiliazione? Adrenalina?
Qualsiasi cosa sia, deve avere modo di ottenerla all’interno di un ambiente sano e protetto in cui il massimo che potrà portare a casa come danno saranno lividi (metaforicamente parlando; può anche farsi frustare a sangue dalla ‘cake per quel che riguarda i coinvolti, se piace a tutti).

Il Queanbull vuole il cuckqueaning proprio perché comporta il coinvolgimento totale della sua compagna. Se gli venisse proposto di andare con un’altra senza il consenso della cuckquean ma senza il pericolo di venire scoperto, non ne vedrebbe più il senso. Il punto per lui non è andare con altre, ma fare un’esperienza che coinvolga lui e la compagna come coppia.

[Qui vorrei fare un appunto su tutti quelli che finiscono in dinamiche cuckquean perché vogliono primariamente andare con altre, ma hanno cercato la via legale: non me la sento di condannarvi, ma non siete Queanbull, siete Scopatori Etici – utilizzando l’espressione coniata con The Ethical Slut].

Il Queanbull ha un’attenzione maniacale nel controllare che la sua cuckquean sia soddisfatta ad ogni passo e abbia il giusto supporto in caso stia attraversando un momento difficile.
Non cerca altre storie romantiche, tiene attentamente sott’occhio l’attaccamento emotivo delle ‘cake per far sì che non diventino aggressive nei confronti della sua cuckquean.
È aperto a ridiscussioni riguardo alle regole della dinamica nel momento in cui la sua cuckquean mostri di aver maturato nuove posizioni. Se dopo varie ridiscussioni la sua cuckquean fosse ancora scontenta, è disposto a parlare dell’interruzione temporanea o permanente del fetish.
Il Queanbull ideale non ha bisogno del cuckqueaning, e proprio per questo lo gestisce con estrema lucidità e correttezza.
Può essere un Dom, un Sadico, un Kinkster. In qualsiasi caso è mosso dall’amore verso la sua compagna, e quello resta sempre il motivo ultimo.

Se trovate legittime queste posizioni e vi ritenete in grado di poterle assumere (o già lo fate), allora si può passare alla fase del chiedervi come avvicinare la vostra compagna al fetish.
Ma se siete amanti delle threesome o del poliamorismo, vi consiglio vivamente di farlo ben presente alla vostra partner.

Se avete confermato la vostra identità di Queanbull, allora potete chiedervi se la vostra partner è una Cuckquean.
Già, buongiorno buongiornino: potreste essere così sfigati da non avere tra le braccia una potenziale cuckquean.
Non dico che vi si nasce, e certamente con una sufficiente apertura mentale un po’ tutte possono essere avvicinate a qualsiasi pratica, almeno a livello teorico. Il punto è che ci sarà sempre quella piccola percentuale di persone che semplicemente non sono fatte in quel modo. Potrete provarle tutte, loro potranno essere disposte al 100% a capirvi e a tentare, ma alla fine non funzionerà senza una forzatura violenta, perché non sono Cuckquean. Tutto qui.
Mettete in conto di potervi trovare in questa situazione. Mettete anche in conto di poter essere in quello scomodo angolo in cui dovrete decidere se il gioco vale la candela.
Qualunque sia la posizione della forse-un-giorno-cuckquean, il punto centrale sarà sempre PARLARLE APERTAMENTE. Niente sotterfugi, niente manipolazioni, niente ricatti emotivi, niente indizi. Sedetevi a cena, a pranzo, in mezzo al pomeriggio, quando e dove vi pare, e parlate apertamente. Dei vostri desideri, delle vostre fantasie, di quello che vorreste, di quello che temete, di quanto sarebbe importante per voi ma di quanto non volete mettere in una posizione impossibile lei.
Se il punto 1) è la Comunicazione, il 2) è certamente la RASSICURAZIONE.
Perché? Perché potrete giurarci sopra, se lei non ha mai nemmeno avanzato l’ipotesi nella sua testa, inizierà a farsi domande: perché volete andare con altre? Lei non è più abbastanza? Vi ha annoiato? Non l’amate più? Chi sarebbero queste amanti? Ce ne sono già state? Avete già tipe in mente? Vi piacciono più di lei? Vi state innamorando di altre? E se vi innamoraste di altre? E se la trascuraste completamente? E se non la trascuraste ma l’amante avesse l’idea malsana di essere sul suo stesso piano? Come fa lei a sapere di essere più speciale delle altre? Perché dovrebbe sopportare la gelosia di dividervi con altre? E se le altre si mettessero in testa di rubarvi? E se ci riuscissero? E se qualcuno dovesse venire a saperlo? Lei sarebbe la povera cornuta? Ecc ecc.
Se lei ha la mente abbastanza aperta e il vostro rapporto ha una comunicazione sana, riuscirete ad arrivare a questo punto e lei si sentirà libera di inondarvi con i suoi pronostici assolutamente apocalittici sulla vostra coppia e la sua salute mentale. Avrà ogni sorta di paranoia, e per quanto vi possiate impegnare nel tranquillizzarla (cosa che DOVRETE comunque fare), state sicuri che l’80% delle vostre iniziali azioni confermeranno le sue paure. Questo perché deve lei fare pace con se stessa e con i suoi pregiudizi/paure, e il vostro ruolo sarà quello di essere l’asse su cui lei ruoterà.
Volgarmente voi siete il palo e state chiedendo a lei di essere la pole dancer. Col cazzo che lei si appenderà a voi, se non è sicura del fatto che la reggerete (vi può sembrare divertente, ma non riderete quando la vostra fidanzata/moglie metterà in discussione la vostra integrità nel rapporto).
Il punto 3) è facilmente la NEGOZIAZIONE, dove entrambi mettete le carte in tavola su quello che siete disposti a provare, pianificate un percorso d’azione, e in generale decidete se volete o meno fare questa cosa e in quale grado.

Un breve ma importante appunto sui possibili motivi che possono portare la vostra compagna a mostrarvi il dito medio piuttosto che parlare civilmente di questo gioioso fetish: il suo passato. Tenete conto di quanto la sua educazione, esperienze personali, autostima, voci familiari ecc hanno formato il suo pensiero riguardo a com’è una coppia e cosa lei dovrebbe aspettarsi da una coppia. La sua gelosia potrebbe essere motivata da insicurezze personali che potrebbero essere motivate da traumi infantili; potrebbe essere che tutta la sua vita è stata costruita sul desiderio di ripercorrere i passi dei genitori o di allontanarsene del tutto e questo fetish la mette in una posizione di scacco matto; può essere che ammettendo il cuckqueaning lei dovrebbe mandare al diavolo tutte quelle prove che per tutta la sua vita avevano assicurato che lei fosse all’interno di una relazione sana e al sicuro, e la state costringendo a ribaltare tutto. Ci sono milioni di fattori che potrebbero portarla a dire “No”, così come ce ne sono stati milioni che hanno portato me a dire “Sì”. Non iniziate niente, nemmeno in teoria, finché non conoscete tutti questi fattori. Dovete conoscerla come il palmo della vostra mano, o non sarete in grado di capire quali passi la faranno crollare. Molto probabilmente nemmeno lei se ne renderà conto, e starà a voi riconoscere i segnali di un possibile trigger.

Quando parlavo del considerare se il gioco vale la candela, mi riferivo ai trascorsi della vostra partner, che potrebbero eventualmente essere così radicati ed importanti che l’iniziare questo fetish la potrebbe destabilizzare in maniera devastante e portare conseguenze non solo nella vostra sfera relazionale, ma persino in quella sua lavorativa, sociale ecc.

Vi ricordo che le relazioni intime hanno un ruolo fondamentale nel costituire la ‘tana’, il ‘rifugio’ in cui ricaricarsi e curarsi da tutto l’inferno che è il mondo esterno. Il cuckqueaning gioca sul destabilizzare questo rifugio. Il problema è che se la forse-un-giorno-o-mai-cuckquean non ha i piedi ben saldi e non sa reggere gli scossoni, precipiterà davvero con tutto il nido, anche se non era la vostra intenzione. 
Perciò sì, ho visto casi in cui la cuckquean avrebbe seriamente dovuto non iniziare ad esserlo, perché tutte quelle situazioni irrisolte si sono poi riversate all’interno della dinamica fetish ed improvvisamente i limiti erano tutti sbalzati, non c’era più realtà e finzione, il tradimento era vero e fidatevi quando vi dico che non volete stare vicino ai meccanismi di compensazione di una donna insicura convinta di star venendo abbandonata. E non dovreste starle vicino non perché rompe sinceramente i maroni, quanto perché sareste direttamente responsabili del danno psicologico di una persona che dite di amare.


3400 parole circa dall’inizio dell’articolo e mi sembra di avervi dato un sufficiente quadro di quanto sia impegnativo il ruolo del Queanbull, di quante responsabilità si appoggerebbero sulle vostre spalle e di quanta forza ci vuole per fare da perno ad una dinamica simile. I sadici emotivi e gli amanti del mindfuck sanno piuttosto bene di cosa sto parlando, perché hanno responsabilità molto simili.
I consigli sull’introdurre una donna al cuckqueaning sono sempre gli stessi: parlatele ed ascoltatela, attenti a tenere bene a mente tutte le variabili che potrebbero trasformare la vostra fantasia erotica nel suo inferno personale.
Se alla fine di tutto questo siete ancora sicuri di avere le carte in regola, fatemi le vostre domande, andate dritti al sodo con le vostre belle, fate quello che più vi piace.
Ma se siete tra quelli che si sono sentiti in piena indigestione leggendo questo articolo, fate un favore a me, a voi stessi e a quelle che vi portate a letto (amanti nascoste o ufficiali che siano): tornate a segarvi su youporn, che fare una cuckquean non è lavoro per voi.
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P.s. Avrei dovuto mettere Cuckquean con la C maiuscola ovunque, ma sinceramente, troppa sbatta formattare 6 pagine di testo. Quindi beccatevelo così com’è.
P.p.s. Vi ricordo che ciò che è scritto in rosso brillante è un link. Non fate sì che il mio impegno nel metterli sia stato invano. Cliccate, su.
P.p.p.s Darò un cioccolatino a tutti quelli che arriveranno fino a fine articolo. Complimenti.