Nell’omertà

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Sarebbe tutto molto più facile se la cosa mi eccitasse. Me lo ripeto milioni di volte al giorno. Ogni volta che lo guardo e mi si chiude la bocca dello stomaco pensando a lui su di lei, io mi ripeto che dovrei semplicemente mettermi una mano nelle mutande e costringermi a venire.
Probabilmente vomiterei subito dopo, ma forse avrei fatto il primo passo per lavare il mio cervello.

Temo di essere logorroica con lui e di non riuscire a parlare d’altro. Del resto questa è ancora una cosa che mi occupa la testa completamente, da quando mi sveglio a quando mi addormento.
Tempo fa questo genere di fantasie mi piacevano: avere sempre qualcosa cui pensare nei momenti morti della giornata era rassicurante, e quasi aspettavo i miei momenti liberi per poterlo fare. Fantasticavo e mi cullavo ascoltando musica o guardando il vuoto o fissando un particolare dettaglio che usavo come trampolino per tuffarmi nella mia mente.
Adesso è come se tutto si fosse invertito, e la mia intera vita si fosse rinchiusa nei momenti morti in cui questa cosa non mi trapana il cervello.

Col passare dei giorni cerco di capire in che modo posso smettere di sentirmi schiacciata in un angolo, soffocata dalla polvere. Realizzo che finchè si tratta di solo sesso, io non vinco da nessuna parte, io sono solo la fidanzata che lui lascia dietro la porta per stare con lei. Se è sesso quello che lei vuole, beh, ottiene esattamente quello, e soddisfatta per questo continua con la sua vita non sentendosi minimamente minacciata dalla mia presenza.
Lei è esattamente nella posizione che di solito io ricoprivo in tutte le altre mie relazioni. Ero quella “arrivata per ultima” e mi rimboccavo le maniche per far sì che fossi l’unica cosa cui il ragazzo X riusciva a pensare. Il mio compito era quello di spodestare chi già c’era (non necessariamente parlando di relazioni già esistenti, difficilmente prendevo ragazzi già impegnati). Lei è lì. E forse per la prima volta mi sento davvero urtata perchè so quali sono le sue intenzioni, perchè non sono nata ieri e ci sono passata prima io.
Non ha reali possibilità, è vero, ma l’idea che OSI comunque mi dà fastidio.

Nelle mie fantasie lui è ad una festa di quelle che sembrano dei balli da debuttanti, e si intrattiene con questa o quella ragazza. Se ce n’è una in particolare, lei è innamorata persa di lui e cerca in ogni modo di farsi desiderare. I balli si susseguono, lui si diverte. Io mi immagino sempre isolata, magari nel giardino adiacente alla sala. Immagino lui che per un attimo nota la mia figura sotto la luna, e improvvisamente non riesce più a vedere nient’altro.
Questo è il genere di “eclissi” che vorrei vedere. Vorrei che chiunque riuscisse a sentire quell’ombra che improvvisamente si allunga, come se lui fosse il riflettore che distoglie lo sguardo.

Con lei desiderosa del suo corpo, qualsiasi cosa lei desideri è nelle sue possibilità ottenerla. Con o senza di me che strepito e scalpito. E’ questo l’impasse.
Sta attaccando qualcosa di abbastanza vicino (il lato fisico) da farmi mettere in allarme, ma di abbastanza lontano da poterlo avere senza che io possa davvero recriminare qualcosa. Se fosse innamorata e smaniasse apertamente un rapporto più profondo, lì sì che potrebbe ricevere tutti i muri in faccia che vorrei. Ma forse nemmeno quelli, perchè per amore del “dobbiamo tenercela quindi non posso dirle qualcosa che la faccia andare via”, lei riceverebbe risposte ambigue ed inconcludenti che le monterebbero la speranza di avere tempo per provarci e dal mio punto di vista esaurirebbero la mia figura in un poster che si può scegliere di non guardare.

L’altro ieri c’è stata una loro chiamata e io ho chiesto di poter ascoltare attraverso un auricolare. Lei aveva una voce così civettuola che avrei voluto gridarle di togliersi quella bella maschera, che tanto la sua troiaggine era chiara a tutto il mondo. Dopo qualche convenevole e qualche sua risposta apertamente arrapata (stai veramente sbavando sul MIO fidanzato?), lui le ordina di iniziare a masturbarsi e poi va a fare una telefonata, così resto io con lei che geme in dolby surround.
Dopo che lui torna la chiamata non dura molto, e io passo del tempo nella mia solita apatia, la barriera perfetta per quando ho delle “sessioni” da sopportare.

Venerdì ci sarebbe una festa, e lei -sfacciata come non mai- ha inizialmente chiesto che io ci fossi, così avrebbe potuto ringraziarmi per l’aiuto con la tesina (vedere i post iniziali) e poi ha confessato che era “curiosa”. Successivamente ha ritrattato perchè si è resa conto che avrebbe dovuto far finta di niente, e dopo aver chiesto che lui restasse a dormire per la notte (si è già dimenticata che dovrei esserci anche io? che cazzo) ha iniziato a chiedergli di vedersi in privato all’inizio della prossima settimana.
Quindi, con tutta probabilità la settimana prossima ci sarà un incontro, e io inizio a fare ginnastica mentale.

Tento di liberarmi nel frattempo dal senso di colpa che mi prende ogni volta che cerco di continuare quelle meravigliose abitudini quotidiane che io e lui avevamo ormai da mesi. Fosse guardare un film, un anime, leggere un libro, studiare una cosa nuova, fare una passeggiata, visitare una chiesa…qualsiasi cosa sia, non appena sento di stare rilassandomi, una parte del mio cervello mi mette all’erta e mi sgrida perchè non dovrei starmene così tanto in panciolle mentre c’è un’intrusa nella mia casa. E’ come avere i ladri e continuare a guardare la tv mentre ti svuotano la cassaforte.
I miei pianti hanno superato la fase Shock, quella della Rabbia, quella dell’Ingiustizia, quella dell’Abbandono, e ora approdano sulla fase Nostaglia, dove rimpiango i bei tempi che non riesco più a toccare ora che c’è questo pezzo di tronco conficcato nel mio fianco.

Come oso essere felice? Se sono tranquilla e posata LEI come fa a notarmi? Come posso spaventarla e farle capire il pericolo se non mi sveglio e ringhio? Come posso farla sentire un verme continuando con la mia vita esattamente come se lei non ci fosse?
Al posto suo avrei centinaia di modi per approfittarmi della mia omertosa condiscendenza.
Che le stia attribuendo più astuzia di quanta lei ne abbia realmente?

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