In Campana

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Scopro il piacere di scrivere qui tanto per scrivere, piuttosto che per sfogarmi da un recentissimo attentato alla mia stabilità emotiva. Qualcosa tipo “Si sono avvinghiati fino ad annodarsi”.
Quelle per ora sono fantasie che coltivo per riempire quell’airbag che dovrebbe aiutarmi a parare il colpo, ad essere preparata sia al meglio che al peggio: all’incredibile ondata di adrenalina ma anche alla sicurezza che proprio grazie a tutti i sistemi di sicurezza non sono in pericolo di morte. Ecco, io la prima volta sono andata tutta sicura a fare l’omino del crash test e mi sono spappolata la testa contro il volante. E dopo mi sono persino stupita.
Invece ora che non ho muri contro cui andare a sbattere ridendo e urlando come una scapestrata, mi rilasso a curare la mia perfetta immagine di Cuckquean, in attesa del prossimo crash.

Vi aggiorno sul fatto che il blog della nostra cara Slut è stato rimosso. La cosa mi ha riempita di orgoglio, perchè è riuscita sul serio a trovare le coordinate per poter eliminare il suo sito. Sono davvero colpita, allora non è così nullafacente come dava a vedere. O magari si è fatta aiutare da qualcuno, chissà.
Il suo blog è andato perso, non fosse per il fatto che conservo ancora gli screen delle sue pagine e TUTTI i suoi scritti. Qualcuno si è dimenticato di avvisarla dei pericoli di postare qualcosa di così compromettente (lapsus curioso, stavo saltando le prime importanti lettere scrivendo solo “promettente”) quando anche solo una persona conosce la sua vera identità.
Mi dispiace ammetterlo (ma nemmeno tanto), ma mi dà un pò alla testa avere tra le mani qualcosa di così importante, di avere la possibilità di metterla in seria difficoltà con tutti i suoi post-foto-video-sms. Mancavano solo le registrazioni delle telefonate (ehi è un’idea per le prossime volte!). La mia posizione la vedo bene ora che lei non c’è più, ed è la classica posizione che è facile ignorare perchè la si dà per scontata, ma che in realtà è un ingranaggio base ed essenziale, capace di far saltare l’intera macchina.

Davvero, me ne rendo conto lentamente, ma fa un pò girare la testa pensare a quanto potere ho. A quanti migliaia di mondi ci sono tra una Cuckquean come me ed una donna tradita.
Quante donne hanno provato lo sconforto del tradimento? Avvertito la minaccia dell’infedeltà? Quante si sono ritrovate da sole perchè mollate per una più giovane? Quante hanno continuato a mandare avanti la baracca troppo terrorizzate dalla solitudine per avere un faccia a faccia con il loro marito? Quante si sono sentite dire “Mi sono innamorato di un’altra”? Quante si sono viste negare il letto coniugale? Quante hanno dovuto svegliarsi ogni mattina guardando non più loro marito ma un uomo che un tempo avevano sposato, ormai condiviso con un’altra?
Quanti mari ci sono tra questo e il controllo? Il coinvolgimento? La complicità?
Quanto ‘potere’ bisogna togliere ad una Cuckquean per equipararla ad una donna tradita? Quali sono quelle tacche che, se eliminate, fanno restare solo l’ingiustizia? Qual è la prima tacca? Esiste davvero?

Le prove di masturbazione continuano, senza fretta nè forzature. Sfrutto il mio preciclo per avere orgasmi più forti (ebbene sì, gli ormoni mi fanno anche questo). Il periodo di castità finalmente concluso ci ha lasciati entrambi affamati, così almeno 2 scopate al giorno non ce le stanno togliendo nessuno.
Vorrei sentire di più da lui, vorrei che ne parlasse ancora di più. Che non fosse solo un “tu farai questo mentre noi”, perchè di me non me ne frega niente in quell’attimo. Mentre mi sto toccando vorrei sentirlo raccontare di quanto è piacevole il suo corpo, di quanto se lo sta godendo, di quanto a lei sta piacendo, di come la tocca.
Impersonale, lontano da me.
Sentirmi dire durante la penetrazione “Adesso ti faccio vedere come tromberei lei”.
Depersonalizzato.
Perchè finchè lui è accanto a me e ha le sue mani sul mio corpo, ho i miei confini che sono anche i suoi, e posso permettermi di essere nella sua testa. Di godere di qualsiasi cosa. Ci dividiamo la responsabilità di quell’eccitazione.
Dividiamo o con-dividiamo.

Esattamente come quando eravamo due 15enni, quando gli chiesi di scrivermi come sarebbe se lui stesse abbracciando lei (non perdo tempo a nominarla perchè non è influente, comunque era una ragazzina con cui lui si sentiva nel periodo in cui ci siamo messi insieme la prima volta); quelle decine di sms in cui era condensata l’immagine di loro due accoccolati nel letto, mezzi innamorati. A quanto piansi e a quanto lui capì esattamente quello che volevo. A quanto fosse più importante accontentarmi rispetto al proteggermi.
Quel piccolo colpo che ricevetti ancora lo guardo con tenerezza. Perfetto ed innocente, quindi tanto più doloroso.
Al tempo non era una cosa di sesso, al tempo scrisse qualcosa di sentimentale.
Non credo si potrebbe ripetere la scena, ma la natura del racconto è proprio quella perfetta. Quel fiume di parole che mi investe e che mi lascia attonita, incapace di proferire parola.
Perchè nemmeno davanti ad un video porno ci si mette mai a parlare o ad interagire. Ci si lascia andare alle sensazioni, ci si fa guidare dalle immagini per raggiungere il climax. E ogni immagine ha il proprio sapore, così l’orgasmo stesso ha di volta in volta un gusto diverso.
Sono curiosa di sapere che sapore ha un orgasmo di Cuckqueaning ‘puro’, quello dove io sono davvero una spettatrice che si tocca, mentre ricevo un fiume di parole/immagini. Come davanti ad un video, come davanti a loro due che scopano.
Posso ancora permettermelo solo davanti a lui. E’ ancora solo con lui che non vivo l’umiliazione e mi sento sicura di potermi spingermi oltre.

Ieri sera ho avuto la mia piccola dose di curiosità sentendolo parlare delle volte in cui si è masturbato pensando ad un’altra.
Cosa le faceva fare nella sua testa, quante volte è successo. Avrei voluto immagini più nitide per immaginare la scena. Un atto onanistico rivolto ad un’altra è qualcosa di profondamente importante secondo me, perchè non è asettico come un video porno: è ricco dell’immagine mentale che si ha di quella persona cui si sta pensando, ricco delle aspettative e delle fantasie.
Per il numero ingente di cose che vorrei sentir dire da lui, il silenzio che ricevo sembra quasi fatto apposta. Con le mie suppliche sullo scrivere la sua parte in quel mese e mezzo, il chiedergli di guidare la mia masturbazione, di raccontarmi le sue fantasie sulle altre, tutte le risposte elusive ed incomplete non fanno altro che farmi sentire sempre più inquieta. Come se fossi ad un centimetro da qualcosa che davvero voglio, ma incapace di coprire quella minuscola distanza per ottenerlo.
Non fossi così ingenua verso di lui penserei quasi che lo faccia volontariamente, di lasciarmi sempre con un pò di amaro in bocca. Costantemente soddisfatta all’80%.

Ora, tanto per aprire l’angolo “Cazzate” (che secondo me dovrebbe sempre esserci), mi autodedico una canzoncina adorabile sulle corna.

“Sulle corna appendo altre corna, io sto sempre in campanaaaaa”

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