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Ufficialmente Cuckquean

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1: Ma quindi arrivano…?

2: Ufficialmente Cuckquean

3: Riflessioni Postume

 

 

“Comunque sappilo, l’ho messo dentro ad un’altra”.
Non è il messaggio completo, che allegava anche delle rassicurazioni che ho estremamente apprezzato, ma vorrei partire da questa frase.
Intanto, stappate le bottiglie di champagne, sono ufficialmente un cervo.
Ho avuto la conferma che l’avevano fatto poco dopo aver postato lo scorso pezzo, ma volevo aspettare un pò prima di scrivere di nuovo. Non si dica che la cosa mi sia scivolata totalmente addosso, ho avuto la mia bella battaglia per mangiare a pranzo indossando la bella faccia da bugiarda mentre mi chiedevano come mai Lui non fosse venuto con me, così come ho dovuto placare ondate più forti di ansia, portate dalla consapevolezza che ormai il dado era tratto. E’ fatta, non si torna indietro. E’ successo.
Questo mi porta allo strano pensiero che ho avuto poco fa nel leggere il suo messaggio. “L’ho messo dentro ad un’altra”. Parliamone, è stato così semplice. E’ bastato un niente. E’ un click, un attimo, una puntura.
Mi sono distrutta l’adolescenza tormentandomi con fantasie sul tradimento, ho distrutto la mia infanzia guardando amori illeciti e imparando a legittimarne alcuni più di altri. Ho affrontato e smantellato tutte le convinzioni che la società mi aveva imposto sul tradimento, questo grande ed immenso demone, questo incubo che si nasconde sotto il letto di ogni coppia pronto a saltar fuori da un momento all’altro per distruggere gli amori più solidi.
No, davvero, parliamone. Non ci vuole niente. Non fai in tempo a sbattere le palpebre che ti ritrovi già dall’altro lato, insieme a tutte le “vittime cornute” della storia. Tutto questo chiasso per cosa? La maggior parte dei disastri richiede solo un attimo, ma questo può davvero rientrare tra di essi?
L’ha messo dentro di lei.
*FLUP*
Andata. Fine. Non hai il tempo di dire “Ahi” che apri gli occhi e il medico ti sta già premendo l’ovatta sulla pelle e ha quello sguardo tipico da “Quante cazzo di storie che fai. Sì, abbiamo GIA’ finito, ora sparisci”.

Non voglio negare lo shock che ci può essere guardando la cosa da un punto di vista più intimo, il fatto che è un passo comunque estremamente importante e tutto, ma…fai *FLUP* ed è andata, non hanno più senso le ansie per l’attesa e tutto. Per cosa mi agitavo?
Parlavo di montagne russe, ma le montagne russe ti danno dei secondi di pura euforia, con lo stomaco nella gola, il cuore al posto del cervello, la voce che si perde nella discesa sfrenata ecc. Qui è *FLUP* e basta (ok, sì, magari è un *FLUP* ripetuto ritmicamente per un bel pò, ma ci siamo capiti).
E’ perchè non ho avuto davanti la scena? Mi sarei agitata di più? Sarei stata più indignata? Più inorgoglita? Più gelosa? E se invece anche in quel caso me ne stessi seduta a godermi la scena come se stessi guardando un film? E’ scritto da qualche parte che devo stare a girare per la stanza senza riuscire a darmi pace? Ma soprattutto, perchè un anno fa lo ero e adesso non più?

Continuavo ad aspettare quel momento, quell’istante in cui lui sarebbe stato dentro un’altra, e tutto sarebbe stato diverso. Mi sono rotolata nell’angoscia per così tanto, stremandomi nel dubbio se volessi davvero o meno quell’attimo. Ho montato l’attesa e l’ho cavalcata come se fosse un’onda gigantesca. Ma forse quell’onda non c’era, e stavo solo volando (il che è comunque incredibile e mi fa capire quante pare mentali io sia in grado di farmi).
Notizia flash per chi se lo stesse chiedendo: il mondo, dopo quel *FLUP*, è esattamente identico a com’era prima. Il rosso è ancora il rosso, mi piacciono ancora le stesse canzoni, so ancora scrivere in italiano, i miei polmoni funzionano a dovere, c’è ancora vento, lo amo ancora (senza scrivere “nonostante tutto”). Non ho meno capacità e qualità di prima, sono ancora la stessa persona. Sono sempre io.
La me Cuckquean è tale con o senza quel *FLUP*. E’ un modo che ho di essere e di vedere l’intero insieme dei fatti che sperimento, al punto che l’atto fisico in sè non toglie e non aggiunge nulla, perchè il Cuckqueaning fa parte della regola generale di legittimità di tutto quello stesso mondo all’interno del quale io mi muovo. Il Cuckqueaning è tra le regole strutturali, così qualsiasi cosa avverrà all’interno di quel mondo, la regola strutturale non potrà venire intaccata, perchè quel qualsiasi-cosa esisterà esso stesso secondo la regola.

Perciò, penso che aspetterò che si divertano un altro pò nel pomeriggio, io nel frattempo continuerò a passare il tempo e stasera attenderò di poter avere un resoconto più dettagliato della giornata.
Giocavo pensando di poter morire, pensavo che nel migliore dei casi sarei stata in bilico su di una fune con sotto un grosso materasso a proteggermi. Al momento, penso piuttosto di stare camminando su un marciapiede stando attenta a stare sulla linea di confine tra le mattonelle. Quando si dice “ritrovare il bambino dentro di sè”.
Vabbeh, se non è zuppa è pan bagnato.

A duopuo.

Ma quindi arrivano…?

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1: Ma quindi arrivano..?

2: Ufficialmente Cuckquean

3: Riflessioni Postume

 

 

Mi ero orgogliosamente ripromessa di scrivere solo qualora avessi avuto qualcosa da raccontare. Ho passato così dei mesi di vuoto cuckqueaniano che mi hanno lentamente addormentato i sensi; studio, amici, famiglia, svago, amore…tutto andava esattamente come prima, con la sola aggiunta di quella consapevolezza di fondo ormai intoccabile, che il Cuckqueaning C’ERA e non era possibile ignorarlo. Così la mia stessa quotidianità prendeva il sapore della mancanza, laddove avvertivo costantemente sullo sfondo che c’era quella parte importantissima del mio cuore che veniva trascurata.
Ma come nelle migliori montagne russe, sopporti una lentissima ed interminabile attesa per quel momento di pura euforia che effettivamente dura poi solo un attimo. Ora, che non mi si fraintenda, non sto usando questa metafora intendendo una qualche lamentela sulla durata dell’atto, ma sul fatto che così come ho passato mesi ad aspettare, così poi mi sono trovata improvvisamente nel centro di un ciclone. Così, senza alcun apparente motivo.
Se sto scrivendo è perchè qualcosa da raccontare ce l’ho.
Dopo mesi di vita al gusto Vaniglia (relativamente al cuckqueaning almeno), ecco rispuntare col suo solito appuntamento semestrale la nostra amata Ermenpippa. Se vi si è materializzato nel cervello un punto di domanda, siete dei cattivi lettori e dovete tornare al post del 25 marzo e mandarmi delle scuse formali per email (no scherzo). La cosa che mi sta stupendo anche ora mentre vi scrivo, è che Lei ha chiesto con ancora più sicurezza di prima la scopata, e Lui le ha detto “sì”.

Quindi, miei cari lettori, nel tempo record di 48 ore degno di un “ma aspetta, che cazzo succede qua?”, è stato organizzato tutto, io mi sono svegliata alle 6, ho fatto la valigia, ho preso un treno in solitaria e me ne sono andata un giorno in anticipo dai suoceri, raccontando che Lui mi avrebbe raggiunta dopo perchè aveva l’architetto in casa. In realtà? Ho liberato la casa per quei due, che a giudicare dall’ora in cui sto scrivendo, sono insieme da un paio d’ore. E Lui non mi risponde da più di un’ora e mezza al mio sms.
E faccio anche queste scene tristissime, tipo ricevere un messaggio proprio ora, pensare “oh, parli del diavolo, eccolo qua!” e invece era solo il mio servizio Forever Alone di pubblicità e comunicazioni aggratis che mi tiene compagnia quando nessun altro mi caga, come oggi. Voglio rendervi partecipi, il messaggio che pensavo fosse di Lui era invece: “Spot- Da MERCATONEUNO è uscito il nuovo volantino! Vieni a trovarci, la convenienza ti premia con i BUONI SPESA…fino a 300Euro! Regolamento in negozio.”
Il fatto che ve l’abbia scritto conta come spam secondo voi?
Comunque, tornando a noi: loro sono soli a casa, io ieri sera ho dato una mano a Lui che si è infiocchettato tutto per l’arrivo di Ermenpippa, non ho idea di che cosa stiano facendo, ho botte di sonno ogni 20 minuti perchè ho dormito sì e no 4 ore e mi chiedo perchè diamine io non abbia installato delle telecamere nascoste in casa.
Mannaggia a lei e a quella paranoia che ha nei miei riguardi. Pare che mi veda ancora adesso come un mostro assetato di sangue pronto a sbranarla. Sono invece una tipetta dolcissima che vuole solo appollaiarsi in cima ad un comò per guardarli divertire. Mi accontento anche solo di sentire i rantoli da una stanza all’altra. Non è chiedere tanto, no? Invece io gli libero anche la casa, e lei mi vede comunque ancora come un mostro. Che dovrei fare allora, se non installare delle telecamere nascoste?
E vi giuro che l’avrei fatto, non fosse che è successo tutto nell’arco di 48 ore (48 ore durante le quali ero presa a giocare ad Assassin’s Creed, perciò non ho davvero badato a prepararmi a dovere). Che possa ricevere una qualche telefonata nascosta? Una foto rubata? Qualcosa?
Probabilmente finirò invece con l’aspettarlo stasera e attendere il raccontino. Ma non posso certo lamentarmi, ora che finalmente sta succedendo.

E fatico ancora a razionalizzare la cosa, sapete? Sono qui che vi scrivo, mi aspetterei un attacco di panico degno del drammatico primo post, qualcosa ricco di pathos per smuovervi gli animi ma…sono tranquillissima.
Non ve lo nego, stanotte e stamattina mentre ero in treno (e pensavo “wow, uno di questi treni che sto incrociando ha su Lei”) ho avuto varie ondate di ansia. Ma non sono state difficili da mandare via: un pò di musica, qualche monologo di shakespeare recitato a mente, ed ero come nuova.
Sto raccontando cosa succede per dovere di cronaca (e anche per non cadere addormentata sul tavolo, lo ammetto), ma fino a poco fa ero intenta a studiare Wittgenstein. Sono estremamente tranquilla, penso che finalmente mi stiano per arrivare le tanto attese corna, penso che mi piacerebbe potermi divertire con una telefonata o altro perchè sono curiosa da morire, e non sento sensazioni negative.

Non sento nemmeno la gelosia, se non qualche ovattato senso di allarme sociale del tipo “Attenzione: stai –
oddio, mi si è strappata la borsa in un punto. Merda.
– dando temporaneamente il tuo fidanzato ad un’altra donna. Questa non è un’azione socialmente accettabile“. Ma credo sia ancora peggio considerare il mio fidanzato come un oggetto che posso dare agli altri per poi riprendermelo.
Piuttosto, io con il mio fidanzato al momento siamo nel bel mezzo di un Gioco, dove io ho tra le mie mosse il dovere di passare il tempo come meglio ritengo e lui ha il dovere di godersi quella ragazza, fino a che non torneremo insieme stasera e lui non mi racconterà tutto.
Se sono eccitata a livello sessuale? Mh…no, non direi. Non che non ne sia capace, ieri Lui ha avuto la premura di regalarmi un paio di orgasmi firmati Cuckquean, così da riaccendere le braci che erano lì mezze spente e non lasciarmi col culo a terra; tuttavia non ne sento la necessità, pensarli insieme già mi basta per sentire il divertimento.
Ed è quel tipo di Divertimento che ai bambini fa tanto ghiotta l’opportunità di infrangere qualche regola. O che porta una persona adulta a fare qualcosa di inaccettabile per il costume della società, per il puro gusto di vedere le facce scioccate dei presenti. Vorrei poter urlare al mondo intero che cosa stiamo facendo, per poter vedere i volti sformarsi nell’incomprensione e nel rifiuto, per destabilizzarli dalle loro sicurezze e per fargli un pò di paura, perchè il tradimento è qualcosa con cui almeno una volta nella vita tutti hanno a che fare, e tendenzialmente si cerca poi di allontanarsene sempre, invece che giocarci insieme. Vorrei vedere qualche volto sformato, ecco, così da potermi sentire più forte notando quanto ciò che riesco a fare risulta così impossibile per tanti altri.
Fa tutto parte delle conferme e della sicurezza in me che il Cuckqueaning mi regala.
Una cosa tipo “Ehi, ho imparato a suonare il violino in tutto quel tempo che ho passato da sola perchè il mio Lui era a letto con l’amante” che fa tanto “Ehi, guarda, riesco a stare in equilibrio su una fune con un solo piede, visto che figa che sono?”.
A leggerla così mi fa sentire un pò bambina in cerca d’attenzioni. Probabilmente se andassi da uno psicologo ci sguazzerebbe delle ore dentro al mio cervello kinky. Ma chi sono io per giudicare me stessa?

Sono le 11.47 e non ho idea di come farò a trovare la fame per mangiare a pranzo, ma non dovrò pensarci per un’altra ora e mezza, perciò magari avrò fortuna. In compenso l’ondata di sonno non mi è per nulla passata, perciò penso che sonnecchierò un pò e poi riprenderò a studiare.
Probabilmente tornerò a scrivere più tardi (non ho scritto nulla per mesi e ora che ne ho l’interesse 2-3 post in una giornata, visto che stronza che sono?) per aggiornare sugli eventi saputi e non saputi.
A duopuo.

P.s. No, non sono io spastica, è WordPress che ha dei chiari problemi con gli spazi tra i paragrafi.

Angolo indicizzazioni del giorno:

canzone da dedicare all amante

contratto cuckold

lei masturbare lui mentre scopa con amante

cuckquean italia forum

mi ha fatto cuckold

[Non mi sono ancora specializzata sulle canzoni da dedicare all’amante, ma ci farò un pensierino, lo prometto. Per quanto riguarda quel forum…ehi, dovesse essercene uno, chiamatemi!!! Mi piace il “mi ha fatto cuckold” per dire “mi ha fatto cornuto”, molto fine, così da persona acculturata]

Ha tutto un senso…

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…ve lo giuro.

L’attesa è servita perchè il post che segue non l’ho scritto io, ma il mio consorte. Mi limiterò a quotare semplicemente quello che ha scritto.

Vi ho fatto attendere un sacco per la risposta, vero? Quella più incazzata per l’attesa è Mrs_Y, tanto per dirvi. Comunque.
Non è successo nulla.

Perchè vi ho fatti aspettare tanto è, diciamo, un casino da spiegare. Fatta in breve, in questo periodo c’è davvero un sacco da fare e, aggiungerei, da qualche anno a questa parte ogni volta che scrivo qualcosa che non sia saggistica, dopo dieci minuti lo leggo e lo cestino.
Insomma, Mrs_Y scriverà pure di getto, ma ci mette cuore e si sente. Io non so, magari non ce lo riesco a mettere e di tutti pensieri che mi si affollano in testa non riesco proprio che a passarvi una copia sbiadita. Immaginate una specie di tovagliolo con su il cerchio della tazzina di caffè, ecco.
E questa è la mia entrata ad effetto, bel modo di iniziare il primo post che scrivo su questo blog.
Tornando alla notizia, se siete un po’ delusi per l’ennesimo slittamento, il dito va puntato verso di me; per questa volta (questa, solo questa, dico davvero) Mrs_Y è stata relegata al ruolo di vittima.
L’ho rifiutata, la cara pretendente, ecco tutto; rispedita al mittente, ho fatto marcia indietro e questa è una prima assoluta. Avrei dovuto farlo fin dal primo momento, ma ho aspettato di dover ritornare sui miei passi. Perchè? Perchè sono stato un cretino che si è fatto irretire da un’occasione comoda. Non che mi capiti spesso, ma sono stato spinto dalla voglia di conciliare tutti gli impegni, l’appagamento sessuale, la mia soddisfazione e la felicità di MrsY, ormai pronta a fare il passo: come se un quadro si potesse fare con un solo colpo di pennello.
Siccome i cieli m’hanno fatto il grande dono dell’incapacità di esprimermi con chiarezza, siate pazienti e provate ad interpretare.
Che diavolo è successo? E’ successo che parliamo di una wannabe-amante con tanti complessi, che sta passando un periodo fatto tanto di cambiamenti quanto di difficoltà e dissesti su più fronti. Insomma, una ragazza estremamente prona all’impulsività, al farsi influenzare, al farsi sfuggire di bocca un po’ troppe cose che dovrebbe tacere ed al commettere sciocchezze senza pensare alle conseguenze (il suo ragazzo ne sa qualcosa). Una persona inaffidabile in una situazione un po’ instabile, detto così per ragion di brevità.
La novità comunque è stata lo scoprire chi la stava spingendo: una persona molto legata a lei ma anche a noi. Ambedue con un po’ troppi interessi.
Unite questo alla mia natura scettica, alla sua impulsività, al fatto che lei s’è dichiarata (nuovamente) ed al metodo contraccettivo che lei usa (verso il quale sono davvero poco fiducioso): ecco la ricetta per un no.
In verità, quanto detto copre solo una piccola parte dei motivi, ma perchè tediarvi con una lunga lista di elucubrazioni? La sostanza è che, pur con tutte le toppe del caso, avrebbe rappresentato una preoccupazione, un giocare con il fuoco.
La rifiuterei altre cento volte, perchè cento altre se ne possono trovare. Ho commesso l’errore di creare aspettative e dismettere per un po’ il pensiero critico: chi ne ha pagato più di tutti le conseguenze è stata Mrs_Y.
Si sarebbe potuto provare comunque, ma a quale prezzo?
Con alti e bassi, il cuckqueaning è diventato davvero importante nella nostra relazione, ben oltre il solo sesso. A ben vedere, nelle nostre giornate trova sempre spazio il suo essere una Cuck, con felicità e soddisfazione di entrambi. Complicità, intesa, esclusività: per molti aspetti questo lifestyle è iniziato tra i dubbi ed è ora un intero mondo che abbiamo messo su mattone per mattone.
Se per arrivare dove siamo ci è voluta tanta fatica, mi capite quando dico che trovare la giusta terza non è un compito semplice?
Vogliamo poi parlare degli ostacoli e delle difficoltà che abbiamo incontrato durante questo anno? Ad ogni lacrima che Mrs_Y ha versato, ad ogni tremore che ha avuto, ad ogni dubbio, ad ogni stravolgimento, ad ogni ripensamento, ad ogni attimo di entusiasmo, ad ogni nuovo passo avanti, io c’ero. Presente come l’altro peso sulla bilancia, come un argine nei momenti di piena emotiva, come l’ago della bussola quando ci si stava perdendo. Sembro un grandissimo arrogante, manco solo di modestia. Smile.
Oggi invece ci si se sente un po’ come in una giornata di bonaccia ed all’orizzonte c’è una leggera nebbiolina che fonde tra loro le forme in lontananza. La sensazione è un misto di stupore e di dubbio, perchè ogni decisione presa ha un effetto domino non sempre controllabile. Diverso era prima di avere una relazione, ma tant’è: oggi noi due siamo qui ed una vipera, in mezzo, non ce l’ho voluta. Questa in sintesi è la ragione per cui vi stiamo facendo aspettare: siamo prima di tutto una coppia e la mia priorità è proteggere la relazione.
Il Cuckqueaning è un centimetro di aria pura e sino ad ora credo di non essere tanto bravo a far capire quanto profondamente si sia radicato in me questo modo di essere e quanto io stesso ci tenga.
Promessa, troverò il modo di ritagliarmi più tempo tra i mille impegni e andrò avanti fino a che tutti i pezzi non combaceranno. Anche a costo di rifiutarne altre dieci, niente compromessi.

Ed ecco, magari questo non è l’eccitante seguito che ci si poteva aspettare dopo aver letto il post precedente. Epperò, dovevo. Lasciarvi appesi non si poteva e certe responsabilità dovevo proprio prendermele. Quindi s’è fatto, tolto il dente, tolto il dolore.
Arriveranno novità di altro genere comunque, perchè abbiamo quasi finito di preparare una cosa. Magari basterà per farci perdonare e convincervi ad aspettare ancora un po’ prima del *felice annuntio*.

Manca una conclusione perchè non sapeva proprio quale scegliere tra:

  1. “Piove governo ladro”
  2. “Saluti truppa”
  3. “Chi vuole intendere in tenda, gli altri roulotte”

Scegliete quella che vi aggrada di più e scrivetela per commento.

Io per questa volta faccio quella silenziosa che mangiucchia i biscotti.

P.s. Pasqua in famiglia, pranzo modesto, il giorno dopo in giro per Venezia con un nuovo amico (per chi me l’aveva chiesto). Sarebbe educato chiedervi come state, cos’avete fatto in questo periodo, e credetemi, muoio dalla voglia di farlo, ma sarebbe estremamente triste scrivere qui delle domande gaie e poi ritrovarmi con un post senza commenti…

Angolo indicizzazioni del giorno:

mi masturbo pensando a lui

libri sul tema del tradimento

canzoni tradimento amore

film canzoni libri tradimento

[Esplosione di richieste su canzoni adulterine, nuova moda pasquale?]

The Masturbation

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Don’t think badly of me, if I write a lot less than usual. But these are days in which are happening very subtle things, and it’s hard to write them. Just as it is difficult to write thoughts and fantasies without being boring and/or chattering. I always prefer to wait to have a substantial bundle to ‘give’ to my readers.
But today is a bit different. It may be because something finally starts working, and I don’t want to read this blog in the future and find only stories in which I plodded taking up the cudgels on my behalf. Maybe it’s also good for me telling the little steps, the little ones that are less recognized, but those one that if added together day after day they lead to big changes over time.

As I already told you, yesterday I was able to masturbate thinking of him with another girl. Difficult and not very satisfactory from the physical point of view, from the mental point of view it unlocked a great confidence. I finally felt back the control of my body: no longer subdued to sudden bouts of anger, panic, crying. I was again the very Owner of all I am, and finally I was able to decide what to do. And I decided I had to have an orgasm, out of pure self-satisfaction.
I was scared. Especially of the possible guilt that eventually would have come later. Those widespread seconds of disgust that usually follow an orgasm. I was terrified of not being able to look at myself, once I realized what I had done, facing the fact that I touched myself imagining what hurt me most.
It has something of sublime this embracing ones source of suffering.

I focus a moment on the fantasy that I have tried to have. I’ve never been good at imagining scenes, my dreams have never had a sexual background and in order to masturbate I’ve always depended on the porn video I found on the net. Especially because of this, being able to masturbate out of the blue without even being excited only imagining a given scene was particularly difficult.
In my head I was exactly like in the reality, lying on the couch, while He and X were on the chair-bed in front of me. I name her X because I haven’t even tried to imagine her face, I put her back on me astride him and I freed myself from the trouble of having to imagine her pretty (and I didn’t want to risk giving her a face already known to me) .
Enjoy the fantasy and sharpen the picture were two separate things that I couldn’t do both at the same time. Focusing on physical sensations to guide the orgasm meant losing control over their figures which became two pink boxes stuck on a  Prussian blue chair . When I concentrated only on them I had seconds in which the wave of Pain struck my belly, this allowed me to transfer the burning feeling from the stomach to my v… yeah, that, through the operation Masochism/Blackness (whichever was it I still don’t know). But it only lasted a few seconds, and quickly they clouded again.
A struggle, seriously.

Today he’s finally come home, and as I already imagined, we didn’t lose much time before starting our games. We must say that my enthusiasm was (is) due to the week of ‘chastity’ which for some improvised black hole in my brain I had agreed to. Therefore for a week on my body were only my hands on the clitoris (under strict control of him of course). However, while we were preparing my second orgasm, He blindfolded me quietly, tied my legs so they were bent and spread wide, ordered me to keep on touching myself and as he approached his cock to my mouth he said, “And so you masturbated yesterday, eh? “.
I knew where he was driving at. I wanted to try it too.
I told him what I had imagined the day before, he incited me telling me that in the future I’d have to prepare him for his fuck with someone just like that.
Some other little joke, and within 20 minutes it’s over. I had a bit of disgust, I cannot deny it. But his presence reassured me a lot, I never felt dirty, nor humiliated (in the worst way possible) and the orgasm was as strong as my usual.
Speaking after that I told him that it would be nice if the next time it would be him to speak and to lead my orgasm deciding for me what to imagine.
I do the fool in time of war, I say so just because if they are the words of another person which I have to imagine in my mind, I lose responsibility on them. Just as I can masturbate on things I find being barely legal, in the same way it was perfectly possible for me to masturbate on a scene so painful and humiliating, but not dictated by me. Because it was just like I was not the author.
He likes to think that I am present and do something (which it could be cleaning, lubricating her, keeping her open, touching myself in front of him), but I realize that for me it’s humiliating. To show to a stranger that I’m interested in that makes me feel naked in a high school class. Surely if I wanted to test the psychological submission, this would be a major step, but for now it revolves around the perverse pleasure I feel thinking myself in there but ignored. Invisible. Present, but as behind a double-glazed where I can see them but where they cannot see me.
My imagination can go this far. I know that it has done this in the past. I have perfect memory that I masturbated once thinking about the little girl friend on who I had a crush while she was being kissed by her neighbor (something they actually did before me, dancing on ‘Gift’ of Elisa, a song hopelessly tied to sex for me).
In reality I go into panic if he says “I have to speak with her  on the phone.”

The next month goal?
Gather my bipolar raptures and be able to see myself in one piece at the mirror.

Ps. Gosh, such an evocative title!