Painful Pleasure

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E’ successa una cosa stranissima, che non riesco in alcun modo a spiegarmi.
Immotivatamente ora sono presa da questa inspiegabile sensazione d’angoscia, e non riesco in alcun modo a liberarmene.

La masturbazione dell’altro ieri è andata benissimo, ancora meglio rispetto alla precedente. L’orgasmo è sopraggiunto al suo “Sentiresti me godere mentre la scopo”, e l’ondata di endorfine mi ha rassicurata sul fatto che andava tutto bene.
Cerco ancora di abituarmi al fatto che posso goderne.
Non è il fatto stesso che lui lo stia facendo con un’altra (fosse anche solo nella mia immaginazione), almeno penso. E’ come se il mio piacere derivasse direttamente dal fatto che io so che ne provo insicurezza e gelosia, e so che lui sapendolo lo dice comunque. Letteralmente godo del fatto che stia osando dirmi certe cose. Da quand’è che mi piace sentirmi abusata verbalmente?

Oggi tra un sospiro e l’altro concordiamo entrambi di provare a fare quel genere di discorsi durante la scopata.
Il fatto che sia al mio ultimo giorno di ciclo non mi aiuta a sentire meno dolore fisico, anzi.
Appena entra dentro sento il sangue fare attrito lungo le pareti, riesco a sopportare la sensazione che mi si stia strappando la pelle man mano che lui spingendo stimola il mio punto g. Il dolore con lui non è mai da solo, viene sempre accompagnato da qualche genere di piacere.
Siamo stesi sul fianco, lui al mio orecchio inizia a parlarmi ancora di questa Lei inventata. Non ha volto, non ha colore. Ha le tette più grandi delle mie però, sebbene non sappia esattamente di quanto. Godo mentre mi racconta alcuni particolari; di volta in volta va sempre più nel dettaglio e questo mi fa impazzire.
La situazione diventa strana perchè una parte di me non vuole minimamente venire, vuole solo stare lì ad ascoltarlo venendo scopata. Cerco di toccarmi il clitoride ma non riesco a coprire il piacere che sto provando dentro nemmeno per un attimo, è come se avessi perso la sensazione tattile sull’esterno del mio corpo. Lui continua a parlarmi di quanto gli piacerebbe sentirsi dentro di lei, io inizio a sentire troppo male e gli chiedo di rallentare. Ne approfitto per masturbarmi meglio, e finalmente il mio corpo inizia a rispondere.
Mi stavo sforzando forse un pò troppo a venire. Questa volta vengo su “Al telefono sentiresti solo il suono dei baci che le dò scendendo giù dal collo fino a…qui” e mi sfiora il monte di venere. Mi è impossibile trattenermi. Mentre salgo gli ultimi gradini dell’orgasmo lui inizia a muoversi di nuovo, così improvvisamente non riesco più a sentire nulla a livello esterno. Con impegno però ce l’ho fatta, ed è stato un orgasmo decisamente forte.
Sa che appena dopo essere venuta sono particolarmente sensibile alle contrazioni, così stimolarmi il punto g è particolarmente efficace in quel lasso di tempo. Mi fa stendere a pancia in giù e mi si sdraia addosso schiacciandomi con il suo peso, continuando ad entrare sempre più dentro. Adoro questa posizione perchè lo sento completamente, mi sovrasta e mi soffoca.
Il piacere è tanto che non riesco a sopportarlo. Inizio qui a sentirmi strana. Una sorta di sensazione ovattata, proprio nel punto dove continua a sbattere con il suo cazzo, nel punto più a fondo che riesce a raggiungere. Continua a spingere lì e avverto una contrazione ad ogni spinta, fatta di piacere e di dolore. Sento che sto quasi urlando, ma mi rendo anche conto per la prima volta che urlare non sta minimamente facendo sì che io riesca a ‘razionalizzare’ cosa provo. Per me il gemito è sempre stato qualcosa che mi permetteva di analizzare con mano la sensazione, di darle un voto in una scala di grandezza­. Oggi mi capitava invece che la fitta dolorosa di piacere era tanto forte che nemmeno urlando riuscivo a tenerla tra le mani. Stava sfuggendo da tutte le parti.
Lui sta quasi per venire e le spinte si fanno più vigorose, io afferro le lenzuola e fisso il pavimento, ho la testa completamente annebbiata. A ritmi regolari perdo totalmente il controllo del mio corpo, le sensazioni sono talmente forti che è come essere arenati sulla spiaggia e venire annegati dalle onde ogni 4 secondi.
Il suo orgasmo si avvicina e le spinte aumentano ancora di potenza e velocità. Per un attimo penso al disastro che avrò nelle mutande dopo che sarà finito tutto, al sangue che improvvisamente si troverà aiutato dai miei umori e colerà fuori senza controllo.
Le fitte aumentano di ritmo e davvero mi sembra che mi stiano spegnendo il cervello. La mia voce è ancora altissima, si aggiunge la sua mentre raggiunge l’orgasmo. Spinge ancora più forte, io rimango immobile, lui mi respira affannosamente nell’orecchio.
Una volta finite le sue spinte mi chiede se voglio che lui si tolga da sopra di me e dico di sì. Improvvisamente ritorno a respirare e mi accorgo della profonda sensazione di impotenza che provavo sotto di lui mentre mi schiacciava col suo peso e mi parlava nell’orecchio. E’ soddisfatto dell’amplesso e anche io, ma improvvisamente scoppio a piangere.

E giuro, questa è la parte che più non capisco. Sono scoppiata a piangere al punto da singhiozzare, ma non ero triste nè nulla. Avevo dei flash velocissimi in cui avvertivo una sensazione di panico e di inevitabilità, come se avessi appena violentato il mio corpo e la mia mente. Ho continuato a versare lacrime per qualche minuto e poi mi sono calmata. Dopo poco abbiamo raggiunto nuovamente l’orgasmo, usando però la masturbazione e insaporendo il tutto con i racconti. Mi sono convinta che il pianto era per la tensione improvvisamente rilasciata dall’orgasmo, lui se n’è convinto insieme a me.
Questo ‘training autogeno’ va sempre meglio, sto ascoltando di volta in volta cose sempre più simili a quelle su cui ho fantasticato per anni. Sto sentendo uscire dalla sua bocca proprio quello che volevo, e SO che è tutto finto, che non prova nulla se non il piacere di fare qualcosa con me e di suscitare in me una qualche reazione.
Ieri ho riletto i messaggi che mi avevano mandata nel panico quando si frequentava ancora con la Slut, più di un mese fa. Finalmente l’ho riconosciuto. Se al tempo non ero stata in grado di capire come avesse potuto scrivere quelle frasi, ieri ho capito completamente che era una recita e i modi in cui l’ha costruita. Semplicemente non l’avevo mai visto mentire, non avevo mai visto questo lato di Lui.

Eppure oggi, da quando sono scoppiata a piangere continuo ad avere una sensazione angosciosa addosso.
Cos’è successo?

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