Archivio mensile:giugno 2011

First Taste – part III – ENGLISH VERSION

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I was expecting the blast, but in the end it didn’t come.
I desperately tried to spend the evening not thinking that he was about to have sex with another girl, and in the end it turned out that I have to repeat the heroic test because he didn’t do it.
Not that he has done nothing.
One thing that I’m feeling growing is the deep anger every time I write “another girl,” because now we can easily talk about “her.” Recognizing her figure is something I was not ready to do yet, and I don’t feel like I am even now. He is not approaching a random girl, not anymore; this girl has stayed for at least 3 meetings and I’m afraid she will be for many others. So, the moment is approaching when I must accept that she has completely worn the lover dress, and that for the period that will follow she will be as real as the table my computer is on now. It’s not an obvious thought, only hearing about a person can give you the hope that he/she is only imaginary.
When his stories become too painful I erase their faces and limit myself to record the scene as if I were watching a porn. The whole issue could just be a figment of my imagination. But she continues to be named, through his words I begin to recognize a pattern of behaviour, her personality, her way of relating to him. Knowing that she is real is the most painful discovery of the day.

His “updates” are starting to have a sour taste of jealousy, because my head automatically depicts the moment when they look at each other and assume that kind of expression typical of two people who share something (even the only intention of spending the whole night together), and it’s something that makes me mad.
When I tried talking to him today, I realized I did that kind of nonsense-talk I wanted to avoid so much, that one dictated by pure emotions. What I feel stronger than anything else now is insecurity and jealousy. Having these two, I push to him the responsibility to make me feel better: I would like for him to fail in his attempts with her because he cannot quite take away from his body the imprinting “I wake up only when she is here, MY girl.”
I also realized that I’m afraid of his silences and his words, I’m afraid to believe and accept it when he says that he would not be able to do it with a girl he doesn’t know, that he wants her to have a little crush on him, that he still doesn’t know if he wants to maintain contact with her in the future.
I feel a bit like a kid who covers their ears and starts screaming in order not to hear anything. I cover my ears over what he says and I shout that whatever he does I feel worse and worse.

Today is the day where I also realize that I’m seriously beginning to be jealous, and the fact that I can’t see him every day leaves me without any security on my role. So just as she might be imaginary, even I could be that. She is part of the stories I hear through the phone, but at least they see each other. Often. I’m the one whose only contact with the “Couple Reality” is the phone, and spends her days biting her tongue. I might be a ghost, a story that he occasionally tells her when she gets too curious.
Another thing that becomes increasingly evident is her interest in him. She can also write on her face that he doesn’t want any relationship, but for me it doesn’t change the fact that she dares to text him that she absolutely wants to fuck him. I wish I had the power to blow up that phone in her hand.

This is probably the step I thought I’d have to overcome: from “insecurity and jealousy” to “jealousy + insecurity = competition.” The hardest step, being able to take all this and turn it to my advantage. But how can I do it if I feel totally trampled under foot? The hints of pride impel me to avoid any kind of good will because it would be like putting my head in the sand, if I leave them free to create me problems. Yes darling, come, fuck my boyfriend, take a crush on him, no don’t care about me, I’ll be invisible next to the dresser, do as if I were not here.
I have to face their first time (and if I have understood how my twisted sense of jealousy works, I’ll have to face even the next times), find a way to create the chemical reaction for the competition, readjust my body because I cannot go on for that long not eating and sleeping 5 hours a night, to build something that will give me back a clear identity. The person I was proud to be is not doing anything extraordinary at the moment, just listening like a good moron to her boyfriend telling her that her girl-friend has rubbed herself on him, horny as ever.
My compliments.

I must find a way to return to myself, I’m afraid that if I lose the right time to raise my head, I’ll stay submerged for a long time.
Soon they will fuck, I gotta pull myself up. Shit.
I can’t go to war without weapons.

Primo Assaggio- Parte 2

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Probabilmente questo testo avrà un tono molto più tranquillo dell’altro. Potrei azzardare un ‘noioso’. Se vi interessano le scene d’azione, prego attendere il prossimo post, altrimenti buon proseguimento con la seconda fase del “Oddio e adesso con che coraggio lo incontro?”

Per chi non si ricordasse dove eravamo arrivati, il mio fidanzato ha gaiamente passato la notte a sollazzare la sua amica (non fate caso ai verbi, ma non riesco ancora ad essere tranquilla nel parlarne), io meno gaiamente mi sono svegliata proprio mentre lui tornava a casa, mi sono fatta raccontare per filo e per segno quanto è stato divertente il tutto e poi l’ho lasciato riposare mentre mi annodavo lo stomaco.
La stessa sera ci siamo incontrati. Cioè, ieri sera.
Ero nervosissima e per via del brutto tempo sono stata in grado di mettermi solo degli stivaletti e un paio di jeans quando volevo invece sfoggiare qualche bel vestitino. Il top nuovo fortunatamente dava un accenno di ricercatezza, perciò mi sono avviata con discreta fiducia.

Optiamo per un mondanissimo centro commerciale, tanto per stare al riparo dalla pioggia, e vederlo dal vivo dopo quello che era successo mi metteva davvero a disagio.
Improvvisamente mi sembrava di stare con un’altra persona, con un estraneo: i movimenti erano diversi, la voce aveva un timbro e un ritmo totalmente diverso dal solito, persino la faccia mi era sconosciuta. Era come se potessi rendermi conto di ogni suo singolo tratto che nell’insieme non era più la somma cui ero abituata.
Mi teneva per mano, mi abbracciava, mi faceva complimenti e scherzava ma per me lui era uno sconosciuto che sapevo aveva passato la notte con un’altra. Non ce l’avevo con lui, pensavo soltanto “Ehi, chi credi che io sia?! So che sei stato con una poche ore fa, e adesso fai già il cascamorto con me”. Vedevo le sue mani e quando non riuscivo a non pensare che lui era il MIO ragazzo, si insinuava il ricordo di ciò che avevano toccato. Mi cingeva le spalle e pensavo che l’aveva fatto anche con lei, che aveva scherzato anche con lei, che aveva toccato e leccato anche lei. Non mi sembrava di avere problemi con la cosa in sè, non era la sequenza “stai con me – sei stato con un’altra” a darmi fastidio, ma quella “sei stato con un’altra – ora stai di nuovo con me” ad essermi insopportabile. Tutto il suo corpo aveva impronte fosforescenti, potevo riconoscere ogni singola cellula che era stata a contatto con un altro corpo e non sopportavo che sporcasse anche me. Non mi sentivo pulita.

So che sono stata silenziosa e distaccata per la maggior parte della serata, non sono riuscita un solo attimo a vederlo come facevo prima. Ero spaventata dal non riuscire più a riconoscerlo; avevo letto parecchie volte di altre coppie cuckquean che dopo una ‘sessione’ si concedevano del tempo solo per loro, per tranquillizzare la lei e rafforzare ancora di più il loro legame. Avevo letto dei racconti innamorati e sognanti di quelle donne. Mi stavo incazzando con me stessa perchè non riuscivo a farlo anche io. “Con che coraggio mi tocchi?” era l’unica cosa che provavo quando appoggiava la mano su di me o si avvicinava al punto da sfiorarmi la spalla. Non riuscivo nemmeno a credere che i complimenti che mi faceva fossero sinceri, per me erano manovre per farmi ammorbidire; una manovra come quella fatta con la sua amica. Mi vergognavo e non sapendo che dire rimanevo in silenzio.

Quando ormai mancavano giusto un paio d’ore alla fine dell’appuntamento gli ho chiesto di andare in un posto dove saremmo stati soli. Volevo riuscire a cambiare le cose perchè non avrei sopportato di tornare a casa e sentirmi più abbandonata di prima.
Raggiunto il posto dovevo solo trovare il modo di comunicare con lui. Continuavo ad essere restia al contatto fisico, chiusi nella stessa macchina in silenzio mi sembrava che tutto il suo corpo urlasse il ‘tradimento’. Più sentivo quelle urla e più non lo riconoscevo come il MIO fidanzato. Non mi era possibile sopportare che avessi davanti la stessa persona che amavo con tutta me stessa, e più le evidenze si scontravano con la mia realtà, più cercavo di distorcerla per salvarmi. Preferivo che mi abbandonasse piuttosto che mi tradisse.

Appena lui ha iniziato a parlare (non ricordo nemmeno più di cosa, forse stava metacomunicando sulla ‘sessione’) ho sentito gli occhi bruciarmi per le lacrime. Sebbene la voce mi suonasse ancora diversa, riconoscevo quel modo di trattare i contenuti. Solo io e lui avevamo quel tipo di registro, e più me ne rendevo conto più mi scioccavo pensando “sei TU ad averla toccata allora!”. Notando la mia espressione, appena si è avvicinato ho notato la cautela con cui si muoveva per non darmi fastidio, e a questa premura ho iniziato a piangere. Non sto parlando di piangere come quando ti scendono le lacrime e ti smoccoli il naso. Per un tempo indefinito ho singhiozzato con il mio intero corpo come se dovessi strapparmi, mi sono fermata solo perche mi girava così tanto la testa che ho avuto paura di svenire. Mi sono passate per la testa tutte le fantasie che mi ero fatta sulla sua serata, e mi faceva male sovrapporle ai ricordi di me e lui spensierati nel nostro appartamento.

Una volta finito lo sfogo fisico mi sono immediatamente sentita meglio, tutte le sensazioni che avevo assorbito si erano staccate da me, avevano trovato una valvola attraverso cui uscire e mi avevano alleggerita. Il primo bisogno è stato quello di baciarlo, per sentire un suo contatto amorevole e ricostruire la mia figura. Ho riscoperto il suo corpo come qualcosa che volevo fosse mio e non mi sentivo così dalla prima volta in cui eravamo ritornati insieme, un anno fa.
Abbiamo fatto l’amore e non mi sono mai sentita così possessiva, come se cercassi di dimostrargli che solo io potevo farlo stare così bene. Sapevo che era un mio desiderio egoistico, e che parlando di puro fisico le possibilità di trovare qualcuna più brava di me con lui sono alte, ma ho riconosciuto in me la volontà di farlo di nuovo mio e so che fa parte di ciò che volevo suscitare col cuckqueaning.

Stasera forse ci sarà l’ultima parte, quella più difficile. Sono stata tranquilla per tutta la giornata, ma dargli il via libera mi è costato il batticuore e il sudore alle mani. Continuo ad essere spaventata, e non ho idea di cosa vorrà dire sapere che lui ha fatto sesso con un’altra. Che lui avesse voluto toccarla per me era stato già abbastanza per mandarmi nel panico, ora si sta parlando di qualcosa di peggio.
Dopo ieri sera ho la speranza e la fiducia che come coppia siamo in grado di ricucire questi tagli, e cercherò di far sì che il mio terrore di riprovare quel dolore non mi fermino dal far evolvere e fiorire quest’esperienza come qualcosa che ci legherà ancora di più.

Detto questo, continuo a tremare.

First Taste – part II – ENGLISH VERSION

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Perhaps this post will have a much calmer tone than the previous one. I would even dare saying a ‘boring’ tone. If you are interested in action scenes, please wait for the next post, otherwise enjoy this one with the second phase of “Oh my God, and now where do I find the courage to meet him?”

For those who don’t remember where we’re at, my boyfriend has happily spent the night entertaining her friend (please, pay no attention to verbs, I still can’t be calm while talking about it), I woke up not that gaily just when he was returning home, I got him to tell me word for word how fun it was and then I left him sleeping as I knotted my stomach.
The following night we met. I mean, last night.
I was very nervous, because of the bad weather I was only able to put the boots and a pair of jeans when I’d have rather showed some pretty dress. The new top happily gave a hint of sophistication, so I left home with fair confidence.

We opted for a big shopping center, just to be safe from the rain, and seeing him in person after all that had happened made me very uncomfortable.
Suddenly I felt like I was with a totally different person, a stranger: the mannerism was different, the voice had a tone and a pace totally different than usual, even his face was strange to me. It was as if I could notice every single trait of him that didn’t make the whole sum I was used to anymore.
He held my hand, hugged me, gave me compliments and joked, but for me he was a stranger who had spent the night with another girl. I wasn’t angry at him, I only thought “Hey, who do you think I am?! I know you have been with another girl a few hours ago, and now you’re already playing the lovesick Romeo with me.”
I saw his hands and when I couldn’t help but think that he was my boyfriend, the memory of what those hands had touched crawled under my skin. His arm around my shoulders and I thought that he had done it with her too, he had joked with her too, he had touched and licked her too. I didn’t seem to have problems with the thing itself, it wasn’t the sequence “you’re with me -> you have been with another one” that was bothering me, but the one “you have been with another one -> now you’re with me again.” Fingerprints were glowing on his whole body, I could recognize every single cell that had been in contact with another body and I couldn’t stand that he would stain me too. I didn’t feel clean.

I know that I was silent and cold for most of the evening, I wasn’t able to see him as I did before even for one moment. I was afraid of not being able to recognize him anymore; I had read several times that other cuckquean couples after a ‘session’ would take time just for themselves, to reassure the cuckquean and strengthen their bond. I had read the loving and day-dreaming stories of those women. I was angry with myself because I couldn’t do it. “How dare you touch me?” was the only thing I felt when he leant his hand on me or got closer to the point of touching my shoulder. I couldn’t even believe that those compliments were sincere, for me they were tricks to soften me; a trick just like the one used with his girl-friend. I was ashamed, and not knowing what to say I just remained silent.

When it was just  a couple of hours to the end of the date I asked him to go to a place where we would be alone. I wanted to be able to change things because I couldn’t bear to go back home and feel more abandoned than before.
Once reached the place I just had to find a way to communicate with him. I kept on being reluctant to physical contact, closed in the same car in silence I felt that his whole body was screaming the ‘betrayal’. The more I heard the yelling and the more I couldn’t recognize him as MY boyfriend. I couldn’t stand that I had before my eyes the same person I loved with my whole being, and the more the evidences conflicted with my reality, the more I tried to distort it to save myself. I would have rather had him abandoning me than betraying me.

As soon as he started talking (I don’t even remember about what, maybe he was metacommunicating on the ‘session’) I felt my eyes burning from tears. Although his voice still sounded different, I recognized that way of dealing with contents. Only he and I had that kind of nomenclature, and the more I realized it the more I got upset thinking “Then it’s YOU who touched her!” After seeing my expression, when he approached I noticed the caution with which he was moving not to bother me, and at this care I started crying. I’m not talking about crying like when tears come down and you have runny nose. I sobbed for an indefinite time with my entire body as if I was falling apart, I stopped only because I felt so dizzy that I was afraid of fainting. I saw in my head all the fantasies that I had made about their night, and it hurt to overlap them to the carefree memories of us in our apartment.

Once I finished venting physically I immediately felt better, all the feelings that I had absorbed flew from me, they found a valve through which they could go out and release me. The first need was to kiss him, to feel his loving touch and rebuild my figure. I rediscovered his body as something I wanted to be mine and I hadn’t felt like that since the first time we got back together a year ago.
We made love and I had never felt so possessive, as if I was trying to show him that I could make him feel better than anyone else. I knew that it was my selfish desire, and that talking about the purely physical, the chances of finding someone better than me with him are high, but I recognized in me the will to make him mine again and I know it’s part of what I wanted to cultivate with cuckqueaning.

Tonight perhaps there will be the last part, the most difficult one. I’ve been quiet all day, but giving him the green light cost me a pounding heart and sweaty palms. I keep on being scared, and I have no idea of what it will means to know that he has had sex with another girl. Knowing that he wanted to touch her was enough to throw me into panic, now we’re talking about something worse.
After last night I have the hope and trust that as a couple we can mend these cuts, and I will try to make my terror of feeling that pain again not enough to stop me from developing this experience and nurturing it as something that will bind us even more.

That being said, I still tremble.

Primo Assaggio

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Non saprei nemmeno da dove iniziare.
Parto da come mi sento? Racconto prima cos’è successo? Faccio un giro teorico sull’argomento in modo da istruire chi legge?
Ho poche cose che mi girano in testa, davvero. La cosa mi irrita addirittura. Ogni tanto, proprio quando mi costringo a formulare qualche pensiero, una voce nel mio cervello che non suona tanto come la mia mi dice “Ma che cos’hai fatto?”.

Immagino una giovane donna che telefona nel cuore della notte alla sua migliore amica, la costringe ad alzarsi dal letto e ad incontrarsi da qualche parte; all’amica viene quasi un colpo, la giovane donna ha letteralmente il viso sciolto dalle lacrime. Lei dice “Lui…lui mi ha tradita!” e le sfugge un singhiozzo.
Ecco, io a questo toccante quadretto aggiungerei “sì, ma gli ho chiesto io di farlo”.
Un’altra vocina nella testa mi chiede se mi ritengo una persona normale. Probabilmente no.
Visto che sono chiusa a riccio e che non riesco a tirar fuori qualche considerazione illuminante, provo a partire dall’esterno. Come mi sento fisicamente?
Ci sono varie ipotesi a riguardo, e dico ipotesi perchè in questo momento la testa mi sembra abbastanza sconnessa dal corpo. Dicevo, ci sono varie ipotesi: si potrebbe constatare che non sto poi tanto bene, con i battiti lenti ma fortissimi, un macigno sulle palpebre, un groppo alla bocca dello stomaco (una dovrebbe avercelo in gola, no? Io no); qualcun altro potrebbe constatare che per via dell’apatia in realtà non sto sentendo proprio niente, e  tutti i sintomi precedenti possono essere facilmente ricollegati al fatto che ho il ciclo e ho dormito meno di 4 ore. Ma son dettagli irrilevanti.
Sarebbe bello poter scrivere qualcosa di importante, un qualsiasi resoconto che resti nella memoria, che serva a me come punto di partenza ufficiale e ad altre come fonte di notizie un pò strane. Invece credo che continuerò a scrivere con questo tono odioso, metacomunicando sulla metacomunicazione che dovrei fare, perchè più livelli metto meglio è.
Ora un’altra vocina (sì, comincia a farsi affollato) mi chiede “Quale parte del cervello ti sei bruciata?”. Un’altra ancora conviene con me che annusare per anni bianchetti/scolorine alla fine doveva pur avere qualche effetto. [[Attenzione, il suddetto prodotto può indurre atti scellerati, leggere attentamente il foglietto illustrativo, non utilizzare al di sotto dei 5 anni di matrimonio]].
Sono sposata? No, ma mi piace pensare che non manchi molto. I 5 anni ci sono comunque.
A questo punto qualcuno potrebbe domandarsi se valga la pena continuare a leggere, e altri staranno pensando che se non capiscono cosa stanno leggendo chiuderanno la scheda in 2 secondi. Bene, accontentati: ho chiesto al mio fidanzato di tradirmi.

Sono una di quelle che si chiamano Cuckquean. Mai sentito dei Cuckold (se non ne sapete nulla, chiudete il blog, il mondo ha ancora una speranza per voi, continuate così)? Ecco, io faccio parte di quella che è la sua controparte femminile. Più sbrigativa? Mi piace sapere che il mio lui va a letto con altre. No, io non vado a letto con altri. Saremmo una coppia aperta altrimenti, non una coppia cuckquean.
Vorrei soffermarmi un attimo su quanto trovo imbarazzante il fatto che “nell’ambiente” debba essere la mia pratica a contraddistinguerci. Capisco che è troppo lungo dire -siamo.una.coppia.con.lui.che.scopa.altre.e.a.lei.sta.bene-, ma dire -Coppia Cuckquean- è secondo me sbagliato nel profondo. Logicamente parlando presuppone che ci siano due cuckquean intanto; poi il termine Cuckquean non è al plurale, il che volge a favore dell’interpretazione che di cuckquean ce ne sia una sola; in quel caso il termine Coppia entra in conflitto con la frase, e bisogna interpretare se si riferisce a ‘cuckquean’ o se è ‘cuckquean’ che si riferisce alla categoria coppia.
In ogni caso, la sostanza non cambia.

Intorno a metà Marzo, in un treno regionale colmo di scolaresche, io e il mio fidanzato abbiamo iniziato a parlare del tradimento. E’ un argomento molto comune per me, perchè effettivamente si può dire che ne sia sempre stata ossessionata. Quel pomeriggio però qualcosa era diverso, entrambi ci stavamo dirigendo velocemente verso la conclusione che un paio di corna avrebbero meravigliosamente adornato la mia testa.
Sia ben chiaro sin da ora: non ho alcun rapporto di sottomissione verso di lui. Non mi eccita essere umiliata, l’unico piacere che ricavo da quella che per me è una frecciatina avvelenata alla mia persona è che posso ricambiare il favore.

Quindi, su quel treno è diventato improvvisamente chiaro che a me interessava la questione. Che a me eccitava. “Eccitava” nel senso di “Intrigava”.
Un veloce paragrafo sulla mia storia di vita chiarirà quanto mi sono sentita illuminata in quel momento: da bambina il mio idolo era la mia migliore amica che, perfida come poche, adorava far ingelosire le sue amiche facendo la civetta con me (e sì, intendo proprio QUEL tipo di civetteria); la mia prima vera cotta è stata per un ragazzo che era così ossessionato dalla sua ex che durante i nostri appuntamenti non faceva che parlarmi di quanto le mancava. – il nostro primo contatto ‘biblico’ è stato per me l’inizio di un trauma che mi avrebbe perseguitata fino alla maggiore età-; la mia seconda cotta, contemporanea alla prima, è stata per un tizio conosciuto su internet di cui tuttora ignoro l’età/ilnome/laprovenzienza/hodubbianchesulsesso che aveva uno stuolo di corteggiatrici internettiane (davvero, appena è arrivato internet le ragazzine hanno perso la verginità mentale a 12 anni); la terza, poco successiva alla prima, ma sempre contemporanea alla seconda, era per un ragazzo conosciuto ancora su internet che dopo mesi di flirt e chiamate scoprii essersi fidanzato da mesi con una del forum che frequentavamo (immaginatevi lo shock apocalittico); poi il mio primo vero ragazzo, amato alla follia e distrutto con altrettanta foga, ci sono pochi pezzi letterari che trattano un tale accanimento tra piccoli amanti; inizia il mio periodo di conferma sessuale, inizio a frequentare solo gente che abita dall’altra parte dell’arcobaleno, e mi impegno anche a sbandierare al mondo (ma prima di tutto ai miei) la mia omosessualità –> durante questo periodo scopro quanto sanno essere puttane le donne, e al mio quasi 19simo compleanno decido di riattraversare l’arcobaleno; seguono interessanti mesi dove riscopro il tizio della seconda cotta, che ANCORA UNA VOLTA mi dice un tantinello troppo tardi che si vede con una (fingo lo shock apocalittico), contemporaneamente un tizio dall’altra parte dell’Italia con cui passo 10 giorni di paradiso e 3 mesi d’inferno, un rapporto ambiguo con la grande amica del tempo che contemporaneamente si stava lavorando il mio primo ragazzo (quello con cui avevo i raptus bipolari violenti), ed infine un povero cristo da poco mollatosi con la ex usato in modo indegno per tappare le mie ferite.

Volete il denominatore comune? Avevano tutti altro per la testa (eccetto il mio primo ragazzo, ma è un’altra storia) e ho sempre dovuto correre come una dannata per guadagnarmi un pò d’attenzione.
Si potrebbe dire ‘coazione a ripetere’, ma per chi non ama i termini tecnici possiamo limitarci a dire che la competizione per me è diventata droga. E’ diventata ciò che mi dà autostima, quella che indurisce il mio carattere, qualcosa che ad ogni fine rapporto mi ha fatto pensare “Tutte le cose finiscono, e si sopravvive”.
Ora il mio rapporto prosegue con niente poco di meno che il mio primo ragazzo, con un ritorno di fiamma degno di un harmony da 6 euro (non voglio sminuire il rapporto, lo amo da impazzire – e forse sono effettivamente impazzita-, è che ho un umore di ****a al momento). E’ con lui che c’è stato l’interessante discorso sul mio nuovo cappello.

Un giro su internet tutt’altro che piacevole mi conferma che sarei una Cuckquean, e che le mie simili non se la passano poi troppo bene secondo i miei canoni. Diciamo che il 90% di quelle che hanno deciso di parlarne hanno impostato la cosa come parte del rapporto di sottomissione con il loro Master, sono state iniziate alla pratica dal lui della situazione oppure hanno ideato questa nuova tortura personale da sole.
Dico ‘tortura’ perchè al contrario di quanto solitamente succede per la controparte maschile “godo nel vederla godere con altri”, qui il punto è un altro. Il punto è l’umiliazione del venire tradite, del dover sopportare che un’altra tocchi ciò che ci è più caro al mondo, ciò che temiamo possa voltarsi da un’altra parte ed andare via. E’ giocare col fuoco, ogni volta rischiare che ci sia una eccessivamente meglio di noi in tutto, e magari persino desiderarlo. Viene considerato un ‘Edge Play’, e non lo si consiglia a coppie non consolidate e non  particolarmente innamorate.

Arrivo finalmente io. Io che studio la situazione da Marzo a Giugno, pensandoci sempre e ovunque. La domanda con cui ho lottato è stata “Lo vuoi davvero?”. La paura di fare un disastro e non poter tornare indietro; di incrinare qualcosa che non si sarebbe più raddrizzato. La fiducia cieca che lui non mi avrebbe lasciata, ma il terrore di non riuscire più a guardarlo senza pensare “quelle mani, quegli occhi, quel corpo hanno dato attenzioni ad un’altra”.
Ne parlo al punto da riuscire a scherzarci sopra, da abituarmi all’idea. Quasi come aspettare la carrozza di Cenerentola.

Ieri invece mi dice che dopo un’intera notte di “coccole” con una del suo gruppo di amici, potrebbe essere possibile farlo davvero.
La sensazione? Ho scaricato il sangue per terra come l’elettricità. Minuti di pura agitazione, seguiti da un placido stato di interesse morboso (sembra una situazione paradossalmente impossibile? Eppure…) e della mia voce che gli diceva con tono sicuro “se riesci a farlo succedere, fallo”. L’ultimo barlume di lucidità mi spinge a chiedergli di non arrivare direttamente al rapporto sessuale, di ‘limitarsi’ a qualche stadio prima.
Così, ieri esce di nuovo con loro.
Dire che ero nervosa è un eufemismo, guardo 3 film di seguito, mangio pochissimo e passo il resto della serata girando inquieta in casa. Improvvisamente odio che sia fuori a divertisi, vorrei dirgli di tornarsene a casa e chiamarmi, vorrei prendere l’auto e raggiungerlo. Ma mi costringo ad aspettare, perchè sono decisa a superare la difficile fase iniziale per poter davvero capire se questa “cosa” fa per me. Rispondere prima mi sarebbe impossibile, vorrei sterminare il mondo.

Aspetto fino a che lui non mi risponde più e mi sale l’ansia perchè so il motivo (mi sale persino adesso a raccontarlo). Mi convinco a dormire, ci metto più di mezzora e perdo coscienza in un punto non precisato del mio ipod. Notte senza sogni e mi sveglio con il batticuore alle 6 di mattina. So che sono le 6 perchè ho guardato l’orario sul cellulare. Improvvisamente mi si stringe lo stomaco così guardo meglio lo schermo, e non c’è il suo messaggio. Il che significa solo una cosa: è ancora lì.
Un’altra similitudine? E’ stato come svegliarsi dall’anestesia prima che l’operazione sia finita.
Per qualche secondo ho questa visione di lui in mezzo alle gambe di lei, mi alzo angosciata e apro la finestra facendo entrare l’aria gelida. Mi avvolgo nel lenzuolo e inizio a tamponarmi il cervello con la musica alta per cercare di fermare gli spasmi alle gambe. Un’altra diagnosi clinica potrebbe accertare che avevo un attacco di panico. E’ lì che inizio a curarmi con l’apatia. Sono certa che su qualche urlo dei Linkin Park il mio volto riesce a contrarsi in una smorfia di pianto, ma non faccio in tempo perchè LUI finalmente mi scrive. Gli rispondo ed evidentemente stupito dal trovarmi sveglia mi chiama.
Quando lui inizia a raccontarmi i particolari (richiesti da me ovviamente) io sono già nella più totale apatia, riesco ad ascoltare con interesse, a ridere di alcune scene, a commentare alcune frasi e a congratularmi con lui perchè io al posto di lei l’avrei scopato a sangue. L’immagine del sangue è figlia dell’appena nato istinto omicida, non si pensi che io sia tanto feroce a letto normalmente.
Lui mette le mani avanti, dice sinceramente che avrebbe voluto passare la serata con me, che non c’è alcuna possibilità che lui si trovi meglio con altre e tante altre belle cose.

Chiedo venia, ma non avevo ancora scritto l’obiettivo di tutto questo casino: per innescare il mio istinto competitivo (qualcosa tipo “sarai così abbagliato da me che non riuscirai a mettere a fuoco nient’altro”) abbiamo optato per la fusione di gelosia e istintivo senso di abbandono; amo che lui possa andare con altre ma continui a pensare che potrebbe farne tranquillamente a meno perchè sono tutto quello che vuole; amo che il suo amore per me sia confermato in modo così plateale, dopo una catarsi così dolorosa per me; amo che alla fine di tutto non solo io abbia questa maliziosa conferma, ma che mi senta anche rinata nella battaglia appena vinta contro l’amante. Chiunque pensi “che fortunato, può andare con chi vuole” non ha capito minimamente la questione. La sua è una posizione tutt’altro che scontata o facile, e apprezzo davvero che ci si sia prestato; il fatto che ne tragga anche un ovvio piacere personale è solo un altro dettaglio doloroso che aggiungo alla ricetta.

Dicevamo, lui ha passato la notte con lei, ed effettivamente ha fatto proprio quello che avevo visto nella mia allucinazione. Diciamo che hanno fatto petting, ma le attenzioni le ha ricevute solo lei. Dipende solo da me scegliere se continuare verso l’ultimo passo (il rapporto sessuale completo) oppure fermarmi qui. La mia determinazione mi dice che devo andare avanti, perchè ero già preparata al fatto che era proprio il primo periodo quello più difficile; tuttavia non posso negare che è alquanto complicato controllarmi. In sole 48 ore con due accenni così ‘innocenti’ ho già perso il sonno e l’appetito. Se contiamo anche l’apatia perchè non ho idea di come sfogare tutto quello che sento, riconoscerete con me che devo assicurarmi d’arrivarci tutta intera alla fine di quel dannato periodo iniziale.

Qui quindi si aprono le domande, perchè non so proprio come comportarmi. So già che gli dirò di andare avanti, ma curiosamente avrei bisogno di un suo clone durante il suo rapporto per potermi trattenere dall’implodere. Vorrei un secondo lui che contemporaneamente mi abbracci e continui a ripetermi “è un idiota, lo so, non doveva crederti”.
Mi sento colpevole ed imbarazzata da quello che desidero, il fatto che per me non sia una questione di eccitazione sessuale rende solo più complicato il tutto.
Lo ascoltavo raccontarmi particolari piccanti e dolorosi e continuavo a ripetermi “l’hai voluto tu”.

Attraverso gli stadi del ‘trauma’ a velocità folle, vorrei farmi del male per riavere la sua attenzione completa, me ne pento perchè la sua attenzione l’ho sempre avuta e mi rendo conto che è l’attenzione del lui che le morde i seni e le apre le gambe che vorrei. Vorrei che quel lui si fosse di colpo fermato e si fosse materializzato da me che mi giravo nel letto senza pace. Vorrei che si fosse sentito male dopo aver ricevuto la mia risposta al suo “eccomi” stamattina alle 6. Quasi vorrei che al mio “và da lei” avesse risposto con “no, sei ancora troppo piccola e non ti si può lasciare da sola”.

Una parte di me è già più rilassata perchè questo desiderio di colpevolizzare lui è solo una veloce fase della colpevolizzazione di me stessa, che sarà una veloce fase all’interno del “voglio averlo vicino, mi è mancato da morire”, all’interno del “la prossima volta che va con una farò qualcosa di così grandioso che vorrà mangiarsi gli occhi per non essere stato presente”. Tutto nella norma insomma. Si tratta solo di sopravvivere a questo.

Il mio fidanzato ha toccato un’altra. Il mio lui ha toccato un’altra. MIO e ALTRA.

Devo essermi rincoglionita.

First Taste- ENGLISH VERSION

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I don’t even know where to start.
Should I start with how I feel? With telling what happened?

I have very few things on my mind, really. Every now and then, just when I force myself to think about something, a voice in my head that does not sound like mine tells me “What the hell have you done?”

I imagine a young woman who calls her best friend in the middle of the night, forces her to get out of bed and meet her somewhere; her friend is almost shocked, the young woman’s face literally is melting in tears. She says, “He … he cheated on me!” And a sob escapes.
Here, to this touching picture I’d add “Yes, but I asked him to do it.”
Another little voice in my head  is asking if I think I’m a normal person. Probably not.
Since I am closed like a clam and I can’t come up with an illuminating account, I’ll try starting from the outside. How do I feel physically?
There are various hypotheses about that, and I say hypothesis because at the moment my head seems quite unplugged from my body. There are several options: you could see that I’m not feeling that good, with slow but strong heartbeat, a boulder on the eyelids, a lump in my stomach (isn’t it supposed to be in someone’s throat? Not for me); someone may think that because of apathy I’m not really feeling anything, and all the symptoms above can be easily reconnected to the fact that I have my period and I’ve slept less than 4 hours. But these are irrelevant details.
It would be nice to write something important, any account that would remain in memory, serve me as an official starting point and the others as a random, weird story. Instead I believe that I will keep writing using this hateful tone, metacommunicating  on the metacommunication I should do, because it is better for me to put more and more levels.
Now another voice (yes, it’s starting to get crowded in here) asks “Which part of your brain have you burned?” Another one agrees with me that smelling correcting-fluid for years had to have some effect in the end. [[Warning, this product can lead to wicked acts, read carefully the package insert, do not use below 5 years of marriage]]
Am I married? No, but I like to think I’m not too far from it. At least I have those 5 years for real.
At this point someone might wonder whether it is worth continuing to read, while others might be thinking that if they don’t understand what they are reading about they will close the tab (firefox users are welcome) in 2 seconds. Well, be content: I asked my boyfriend to cheat on me.

I am one of those who call themselves Cuckquean. Ever heard about Cuckold (if you don’t know anything, close this blog, the world has still hope for you, keep it up)? Behold, I belong to its female counterpart. More dismissive? I like knowing that my man has sex with other women. No, I don’t have sex with other men. Otherwise we would be an open-couple, not a cuckquean couple.
I would like to stop just a moment and focus on how awkward I find the fact that in the community what describes our couple is my practice. I understand that it’s too long to say -we.are.a.couple.with.him.who.fucks.other.women.and.I.am.ok.with.it-  but saying  -Cuckquean Couple- is deeply wrong in my opinion. Logically speaking it presupposes that there are two cuckqueans; the term Cuckquean is not plural, which turns in favor of the interpretation that there is only one cuckquean; on the other hand the term Couple comes into conflict with the sentence, and we must interpret if it is referred to ‘cuckquean’ or it is ‘cuckquean’ that is actually referring to the Couple-category.
Anyway, essence doesn’t change.

Around the middle of March, on a regional train full of schoolchildren, my boyfriend and I started talking about cheating. It is a very common issue for me, because you can actually say that it has always been an obsession for me. That afternoon, however, something was different, and we both were racing towards the conclusion that a pair of horns would have  adorned beautifully my head.  [[“wearing the horns”: This refers to the fact that the man being cheated on is the last to know of his wife’s infidelity. He is wearing horns that can be seen by everybody but him. This also refers to a tradition claiming that in villages of unknown European location, the community would gather to collectively humiliate a man whose wife gives birth to a child recognizably not his own. According to this legend, a parade was held in which the hapless husband is forced to wear antlers on his head as a symbol of his wife’s infidelity. Whether or not this actually happened is unknown but the phrase has survived (Wikipedia: Cuckold)]]
Let me be clear right now: I am not sub towards him. Being humiliated doesn’t get me off, the only pleasure that I gain from what to me is a poisoned stab, is that I can return the favor.

So, on that train suddenly it became clear that I was interested in the issue. That it excited me. “Excited” as in “Intrigued.”
A quick paragraph about my life story will clarify why I felt enlightened at that time: as a child my hero was my best friend, wicked as hell, loved by her friends who were jealous that she used to flirt with me (and yes, I mean that kind of flirting);
my first real crush was on a guy who was so obsessed with his ex that during our dates he did nothing but talk about how he missed her. – Our first carnal knowledge was for me the beginning of a trauma that would have haunted me until the maturity age-;
my second crush, contemporary to the first, was on a guy met on the Internet about whom I still don’t know age/name/provenance/I have doubts even for his gender, who had a crowd of little fan girls;
the third came shortly after the first but always contemporary to the second, it was on another guy known on the net that after months of flirts and calls I found out he was in a story with a girl in the forum where we had met (imagine my apocalyptic shock);
then my first real boyfriend, loved to madness and destroyed with equal enthusiasm; there are few literary pieces that deal with such a rage among young lovers;
then my period of sexual confirmation began, I started going out only with people who live on the other side of the rainbow, and I shouted to the world (but first to my parents) my homosexuality -> during this time I discovered that women really know how to be bitches, and almost at my 19 birthday I decided to pass again through the rainbow;
all this has been followed by interesting months where I rediscovered the guy of my second crush, who AGAIN told me just a bit too late that he was with someone (I fake my apocalyptic shock);
at the same time a guy from the other side of Italy with whom I spend 10 days of paradise and 3 months of hell;
an ambiguous relationship with my best friend of that time who was working on my first boyfriend (the one with whom I had bipolar violent rampages);
and finally a poor bastard who had just left his girlfriend and was used by me in an unworthy manner to soothe my wounds.

Do you want the common denominator? They all had other fishes to fry (except my first boyfriend, but that’s another story) and I always had to run like damn to earn a bit of attention.
You could say ‘repetition compulsion’, but for those who don’t like technical terms we can say that competition has become a drug for me. And it has become what gives me self-esteem, what strengthens my character, what made me think at the end of every relationship: “All things end, and I survive.”
Now my relationship goes on with none other than my first boyfriend, with a flashback worthy of a 6$ harmony (I don’t want to belittle the relationship, I’m crazy about him – and maybe I’m actually crazy-, it’s just that I’m in a fuc**** bad mood at the moment). It was with him that I had that interesting talk about my new ‘hat’.

A ride on the internet told me that I would make a nice Cuckquean. From what I’ve read, 90% of those who have decided to talk about it have set the practice as part of the sub/dom relationship with their Master, were started to it by him, or created this torture on their own.
I say ‘torture’ because contrary to what usually happens to the male counterpart “I enjoy seeing her enjoying others”, the point here is another one. The point is the humiliation of being betrayed, having to endure that another woman touches what is more precious in our world, the fear of him turning around and going somewhere else without us. It’s like playing with fire, every time there is a risk that out there someone way much better than us in everything is waiting, and maybe we even long for it. It is considered an ‘Edge Play’, and it is not recommended for couples not consolidated and not exceptionally in love.

I’ve studied the situation from March to June, thinking about it all the time, anywhere. The question with which I fought was “Do I really want it?” The fear of making a mess and not being able to go back, to crack something that would no longer be straightened. The blind trust that he would not leave me, but the fear of not being able to look at him without thinking “those hands, those eyes, that body, all gave attention to someone else”
I talked about it to the point that I was able to joke about it, to get used to that idea. Almost like waiting for the Cinderella’s carriage.

But yesterday he said that after an entire night of “cuddles” with a friend of his, he might be able to do it.
The feeling? I dissipated the blood on the floor like electricity. Minutes of pure excitement, followed by a calm state of morbid interest (it seems an impossible paradox?And yet …) and my voice saying in a firm tone “If you can make it happen, do it.” The last glimmer of clarity led me to ask him not to go directly to sex, but to stop at some stage before.
She knows that he has a girlfriend but she doesn’t know about me being a cuckquean. He is making her a sub (he’s more like a mentor than a master) since she has ‘natural talent.’ I’m quite angry with her because knowing that I exist and being almost his sub isn’t stopping her from being all coquettish, and this is making me insanely jealous.

By the way, he went out with her again. And again. And again.

Saying I was nervous is an understatement: I watched 3 movies in a row, I ate nothing and spent the rest of the evening walking restlessly from one room to another. Suddenly I hated him for being out having fun, I would have wanted to tell him to go home and call me, I would have taken the car and driven there. But I forced myself to wait, because I was determined to overcome the difficult initial phase in order to really understand if this “thing” was right for me.
I’ve waited until he didn’t answer me on the phone anymore and I got nervous because I knew why. I forced myself to sleep, it took me over half an hour and finally I lost consciousness on an unspecified part of my iPod. Night without dreams and I woke up with palpitations at 6 am. I knew that because I had just watched the time on the phone. Suddenly my stomach tightened up so I looked better at the screen, and there was not even one message. Which meant only one thing: he was still with her.
Another similarity? It was like waking up from anesthesia before the operation was over.

For just a second I had this vision of him between her legs, I got anxious and I opened the window, letting the cold air in. I wrapped myself in the sheet and started to buffer my brain with loud music, trying to stop the spasms in my legs. Another clinical diagnosis might determine that I was having a panic attack. That’s where I started to treat myself with apathy. I am sure that on some scream by Linkin Park my face was able to contract in a weeping’s grimace, but I didn’t have the time to cry because he finally sent a message. The answer evidently showed to him that I was awake at that impossible hour and so he called me.

As he began to tell me the details (requested by me of course) I was already in complete apathy: I listened with interest, laughed at some scenes, commented on a few sentences and congratulated him because if it were me I would have fucked him like mad.
They didn’t know each other and yet she was already totally lost into him, begging him to fuck her.
He said sincerely that he would have rather spent the night with me, but I found out that I feel insane thinking about him with her. I was able to see some public photos of her on facebook, and I can’t even say that I don’t like her because I would go with her too without problems  (just for the record). She seems to have a more mature body than mine (no-chest, no-hips) and I cannot deny that this humiliates me. There is this silent war between me and her, and I’m so infantile that I left on him two hickeys just because I wanted her to see them.

I apologize, I’ve still haven’t written the goal of all this mess: to trigger my competitive instinct (something like “you’ll be so dazzled by me that you will not be able to focus on anything else”) we opted for the fusion of jealousy and instinctive sense of abandonment. I love that he can go with others, but still thinks that I’m everything that he wants; I love that his love for me is confirmed in such a dramatic way, right after my painful catharsis; I love that at the end of everything I have not only confirmed his love, but I also feel reborn after I’ve won the battle against the lover.
This situation doesn’t turn me on, all this cuckquean-thing doesn’t involve me sexually, and this makes it even more difficult. His position is far from being obvious or easy, and I really appreciate his ‘work’. The fact that he gets a clear personal pleasure is just another painful detail that I add to the recipe.

So, he spent the night with her and actually did what I had seen in my hallucination. Let’s say that they were doing petting, but she was the only one receiving attentions. It just depends on me to choose whether to continue to the last step (the sexual intercourse) or to stop here. My determination tells me that I must go on, because I was already prepared to the fact that the first times were the hardest, but I cannot deny that it’s hard to stay calm. In just few days because of three ‘innocent’ references I have lost sleep and appetite.
I know that I want to go on, but curiously, I’d need a clone of him during his dates in order to hold myself back from snapping. I would like a second xK00 hugging me and telling me “He is an idiot, I know, he shouldn’t have believed you,” while his real one is out with HER.
I feel guilty and embarrassed by what I want, the fact that for me it’s not a matter of sexual excitement just makes things more complicated.
I listened to him telling me about hot and painful stuff and I kept telling myself “You asked for it.”

I go through the stages of the ‘trauma’ at a breakneck speed, I would like to hurt myself to get his full attention, I regret it because I had his attention to begin with, and I realize that what I want is the attention of the him who bites her breasts and wants to open her legs. I wish that he had suddenly stopped and materialized next to me whiIe I was sleeping without peace. I wish he had felt so bad after receiving my answer to his “Here I am,” that morning at 6 am. I almost wish that to my “Go to her,” he had replied “No, you’re still too young and cannot be trusted alone.”

A part of me is already more relaxed  because this desire to blame him is only a rapid phase of blaming myself, which will be a rapid phase within the “I want him near me”, within the “The next time you’ll go with someone I’ll do something so grand that you will want to eat your eyes for not being there.” Everything is ok. I have just to survive to this.

My boyfriend has touched that girl. My man has touched another girl. MINE and OTHER .

I must have gone nuts.