Il Nulla. E il Coming Out.

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Dopo più di un mese torno a scrivere.
Gli ultimi disordinati giorni di vacanza e l’inizio dell’università mi hanno tenuta così impegnata che non sono riuscita a ritagliarmi abbastanza tempo per scrivere.
Anzi, il tempo per scrivere ce l’avevo, quello che mi mancava (e mi manca tuttora) è qualcosa DI cui scrivere.
Presa da sempre maggior sconforto per l’inerziosa inoperosità che si è trascinata in questi ultimi tempi, volevo aspettare di aver qualcosa di “intrigante” da raccontare.
Poi un mio caro amico mi ha fatto notare che in realtà potevo scrivere anche di questo.
Quindi eccomi qui a raccontare una piccola parentesi che viene tendenzialmente ignorata perchè viene totalmente surclassata dall’esperienza sessuale cuckquean, e che chiamerò con l’evocativo titolo “Il Nulla”.

Parlo di quel/quei periodo/i di tempo in cui…non accade niente.
Ti stai martellando il cervello con film-libri-canzoni-racconti-fantasie-masturbate-progetti e poi il nulla. Te ne accorgi troppo tardi, quando ormai hai abbastanza lucidità da razionalizzare quello che hai vissuto in un passato ormai prossimo, e inizi a farti venire l’ansia man mano che vedi aprirsi la porta “Remoto”.
Succede per motivi anche stupidi; magari ti è solo venuto il ciclo e gli ormoni per quel mese ti hanno preparato il cocktail “romanticismo e lieto fine” e proprio non ti va di vedere uomini che tradiscono le loro innamoratissime mogli. Ti lasci andare un attimo alla seconda personalità, quella ‘dolce’, lasciando cadere in un sonno relativamente profondo la personalità ‘puttana’, e continui con le tue giornate come se niente fosse. Però un giorno te ne accorgi.
Un giorno ti metti a leggere qualche racconto cuckquean, com’eri solita fare (com’era solita fare quella parte di te che ora giace sotto tonnellate di romanticismo sfrenatamente e letalmente zuccheroso): lei fa da autista al marito e all’amante, va un pò in panico perchè non riesce a trovare posteggio e si sente esclusa dal loro gioco perchè non stanno certo aspettando che lei possa girarsi a guardare; poi una volta arrivati a casa lei dice a lui come si sta sentendo, lui la rassicura ed finiscono col fare praticamente sesso a  tre.
Una storia con il lieto fine, quasi come leggere un romanzo in miniatura. C’è l’obiettivo iniziale da perseguire, l’ostacolo, il climax con la catarsi, ed infine la risoluzione.

Avverti una sensazione di freddezza, e ti rendi conto di essere lontanissima da quel mondo. Ti sei allontanata al punto da non riuscire più ad empatizzare. Cos’ha provato lei? Quanto era grande la sua ansia? La sua angoscia? La sua eccitazione?
Ti accorgi che tutto l’universo cuck di cui ti eri circondata è andato avanti e ti ha lasciata indietro.
Ti sforzi di visualizzare il tuo fidanzato insieme ad una donna X, ma ti sembra di guardare il fotogramma di un film in bianco e nero. Cerchi di dare colore e movimento, così c’è lui che la fa appoggiare sul tavolo e si incastra tra le sue gambe che intanto gli cingono la vita, eppure lui risulta come immerso in un ricordo lontano. Aggiungi allora la penetrazione, i gemiti di lei, lo sguardo di lui, il respiro di entrambi.
Non senti ancora niente di piacevole ma ti è un pò salita la nausea.
Da un lato pensi “Oddio ma che cosa ho fatto”, dall’altro ti sta salendo la frustrazione perchè non è la reazione che dovresti/vorresti avere.
Lotti per scrollarti di dosso quella sensazione di disgusto tipicamente post-onanistica e cerchi di raccapezzarti tra i centinaia di ricordi cuck che ora ti sembrano stati impiantati da un estraneo. Hai davvero fatto quelle cose? Ti sei davvero toccata ricordando i racconti di lui con la sua piccola amante? Hai davvero assaporato con malizia il ricordo dei suoi sms che ti confermavano il suo adulterio?

Mi sento fuori dal mondo, come se mi stessi aggrappando disperatamente a qualcosa che non mi appartiene più, ma che voglio torni mio.
Voglio tornare a progettare e ritornare su quel sentiero che tanto duramente ho battuto.
Sono spaesata, continuo a dirmi che sono una Cuckquean anche se tutto questo tempo nella culla della relazione per me perfetta mi ha sensibilizzata nuovamente a tante cose che prima avevo imparato a sopportare. Quanto sarà forte l’impatto, una volta che tornerò ad avere il mio amato tra le braccia di un’altra?

In questo mese è stato accantonato anche il mio lato sub, l’ultima cosa che stavamo provando era un piccolo atto di oggettificazione, usandomi come ‘cestino sperma’ (vantaggi ufficiali: l’idea che lui mi usi per riversarmi addosso il prodotto di una masturbata dettata da puro capriccio è intrigante, perchè è un lato di lui che non conosco; vantaggi ufficiosi: per un’accidiosa come me è il massimo poter starmene semplicemente stesa e sapere che Lui sta godendo comunque), ma poi tutto l’universo “scopare” è stato sostituito da quello “fare l’amore”.
Non che la cosa mi sia dispiaciuta, anzi. Tuttavia, per il periodo preparatorio all’adulterio ho sempre pensato fosse più utile utilizzare un approccio più…coercitivo diciamo, per spingere un livello di abbandono e di eccitazione sempre maggiore; il romanticismo sarebbe forse terapeutico in tutta la fase interna all’adulterio, per veicolare conferme e coccole.
Tutte queste però sono mere speculazioni davanti al fatto che: siamo in attuale stallo.

Nella storia si sono viste un pò ovunque mogli che attendevano stoiche che i loro mariti si ravvedessero e tornassero a casa. Io sto stoicamente attendendo che lui la testa la perda di nuovo, e possa regalarmi un altro orrendo affronto.
Forse questa piccola pausa mi ha anche aiutata a capire un pò cosa voglio. Ho la scelta di poter continuare con la mia vita come se nulla fosse mai successo; semplicemente lascerei sprofondare quei ricordi al punto da scambiarli per fantasie o per frammenti di una vita estranea.
Ma posso anche respirare a fondo, inginocchiarmi davanti allo scrigno maledetto, e riaprire il vaso di Pandora.

P.s. L’altro ieri ci siamo trovati a casa di un nostro amico, e abbiamo rivisto Lei per la prima volta dopo il compleanno del nostro amico (rivedere il post Stazione Umiliazione). Come al solito mi aspetto una gara che non avviene, un minimo per ravvivare una serata che poteva essere ben più interessante.
Appena arriva mi trova già seduta sul divano con tutti gli altri, lei ignora forzatamente Lui fin quando non le fa una battuta e lei non inizia a fissarlo disperatamente. Non osa sedersi con noi, io decido di fare la prova del 9 dicendo che avevo una chiamata da fare e me ne vado sul mini terrazzo.
Come volevasi dimostrare, lei si siede al centro del divano e inizia a parlare e scherzare. Passano 10 minuti e ritorno in salotto, lei cala nuovamente nel silenzio più assoluto. Io presa da una voglia matta di torturarla un pò, propongo di andare giù in camera a vederci un film tutti insieme, ma lei nel giro di 5 minuti netti scappa via dicendo che doveva andare a dormire.
Seguono 2 giorni in cui posta link ambigui sul suo stato confusionale su facebook.

Aggiornamento dell’ultimo minuto:
scopriamo che la nostra CuckMare, la prima amante, effettivamente si era fatta scoprire dal suo fidanzato (e questo conferma definitivamente il motivo del suo improvviso distacco, proprio dopo la sua dichiarazione), e le era stato vietato di rivedere o riparlare col mio Lui. Ecco perchè nella serata di cui sopra, lei è dovuta scappare via, come se ci fossero delle telecamere nascoste installate in casa che avrebbero testimoniato che lei si era trattenuta con Lui presente.

La cosa divertente è che non solo il suo tradimento è stato reso pubblico alla sua combriccola, ma lei piangendo l’ha anche raccontato alla propria madre!
Stavo ancora ghignando per il fatto che lei aveva sbandierato quanto fosse stata usata come ciambella col buco a mezzo mondo quando ho realizzato…

sono pubblicamente cornuta.

 

 

 

 

Una risposta »

  1. Eh si.. ora non ti resta che decidere di essere pubblicamente e orgogliosamente Cornuta con la C maiuscola, oppure tornare remissiva all’ovile cercando di raccogliere i cocci.. vedi tu, ma se fossi io al tuo posto me ne andrei in giro fiera col mio bel palco di corna!

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